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L'analisi dei Soprassuoli.
Forestali.
Il soprassuolo forestale è costituito prevalentemente, da essenze
tipiche della macchia mediterranea, laddove sono presenti boschi
naturali composti da specie arboree, leccio, sughera, ginepro,
olivastro, ed arbustive quali, corbezzolo, lentischio, mirto, fillìrea,
cisto, erica, ecc.
La copertura di essenze arboree è limitata alle zone non percorse da
incendio negli ultimi quarant'anni, e alla sporadica e residuale
presenza di gruppi più o meno estesi di esemplari sopravvissuti
all'azione del fuoco; la componente arbustiva della macchia
mediterranea, con diffusione pressoché totale si presenta più o
meno evoluta in relazione alla frequenza degli incendi e
dell'intervento umano. Dei sopraccitati sistemi, la presenza non è
localizzata in zone definite e di notevole ampiezza, ma diffusa, a
macchie, su tutto il territorio, per lo più con modeste estensioni,
ora dell'una o dell'altra specie, a seconda dell'altimetria e della
natura dei suoli.
Le rimanenti zone boscate, laddove l'intervento umano è prevalente
(interventi di forestazione produttiva e di recupero ambientale)
sono costituite oltre che da residuali essenze spontanee, da specie
pioniere e colonizzatrici, in primis le conifere (Pinus specie vv.).
La forestazione produttiva, attuata soprattutto dai privati,
comporta la messa a dimora di specie a rapida crescita quali
l'eucalipto e il Pinus radiata.
Gli
interventi più consistenti sono stati effettuati su terre pubbliche
dall'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, dall'Azienda Foreste
Demaniali e da Cooperative Forestali, avvalendosi di finanziamenti
regionali, statali e comunitari. Ben inteso, questi ultimi, sono da
intendersi come volti al recupero idrogeologico e ambientale di
estese zone.
Le
Potenzialità Produttive.
Le
potenzialità produttive dei terreni si intravedono nell'incremento
delle, colture irrigue secondo la classe di irrigabilità degli
stessi con l'estensione delle superfici orticole, frutticole,
olivicole nei terreni a maggiore suscettività e con il recupero a
prati - prati pascolo permanenti dei terreni a modesta suscettività
irrigua, non già in vista di un ulteriore incremento dei capi
allevati ma il tutto rivolto a una maggiore disponibilità di
foraggi, affrancando gli allevatori dalla necessità di
approvvigionamenti extraziendali e per ridurre la pressione
pascolativa sulle terre marginali, consentendo alle stesse di essere
utilizzate ai fini, più consoni, forestali e di recupero
ambientale.
La
Situazione Infrastrutturale.
La infrastrutturazione del territorio agricolo e forestale si presenta
insufficiente e arcaica. Solo le zone attraversate dalla viabilità
pubblica seno raggiungibili con i normali mezzi di trasporto,
esistono estese zone del territorio ove ancora è indispensabile
l'utilizzazione degli animali da soma.
…la maggior parte delle strutture agricole produttive sono collegate
alla rete viaria con sentieri, strade carrereccie percorribili solo
con mezzi adatti (fuoristrada‑trattori); della poca viabilità
interpodererale esistente è utilizzabile quella realizzata di
recente nell'ambito dei piani di sviluppo agro‑pastorale e
forestale, mentre le strade consorziali più vetuste, alle quali è
mancato qualsiasi intervento di manutenzione, versano in uno stato
di degrado. Estese zone del territorio non sono raggiungibili nei
periodi dell'anno in cui si verificano piogge.
La carenza di viabilità, oltre ad aggravare i problemi legati allo
sfruttamento del territorio, impedisce il tempestivo intervento nel
caso di incendi o di altri eventi dolosi o calamitosi.
L'elettrificazione rurale, indispensabile in un'azienda moderna, risulta
diffusa nelle zone di pianura limitrofe ai centri abitati, al di
fuori di queste direttrici risulta possibile, e solo con costi
altissimi, dotare l'azienda dì energia elettrica di rete,
Nella fattispecie, risultano dotate di questa infrastruttura le aziende
comprese nei piani di sviluppo agro‑pastorale.
I Comuni, come Siniscola, che non hanno provveduto alla delimitazione e
alla redazione di progetti relativi ai piani sopraccitati,
risultano, al riguardo, estremamente carenti.
L'approvvigionamento idropotabile delle aziende è demandato alla libera
iniziativa degli imprenditori agricoli che, data la carenza
cronica di acqua nel nostro sottosuolo in mancanza di intervento
pubblico, si affidano alla ricerca e captazione di possibili falde
superficiali e profonde. La precarietà di queste ricerche, il cui
emungimento dipende soltanto dalle precipitazioni, determina un
notevole dispendio di risorse difficilmente recuperabili. Nei
periodi più critici si ricorre al rifornimento di acqua con
autobotte.
Nelle zone servite dalla rete irrigua del Consorzio di Bonifica della
Sardegna Centrale, l’acqua viene utilizzata anche per usi verso i
quali non è assolutamente idonea, come l'abbeveraggio del bestiame
che, contrariamente alla diffusa convinzione, esige acque con
caratteristiche di potabilità pressoché uguali a quelle destinate
al consumo umano.
Nel 1960 è iniziato l'esercizio irriguo conseguente all'ultimazione dei
lavori dell'invaso sul Fiume Posada, diga "Maccheronis", e
alla realizzazione della rete dì adduzione. L'acqua scorreva
contenuta in canali a cielo aperto, scavati o pensili, e le utenze
erano alimentate da canalette in cls.
Negli anni ottanta la rete adduttrice è stata interamente costituita
mediante la messa in opera di condotte interrate; il fatto ha
consentito un notevole miglioramento del servizio, essendo possibile
una distribuzione dell'acqua con maggiori portate e pressioni idonee
al funzionamento degli attuali sistemi di irrigazione.
Nello stesso tempo si è provveduto alla realizzazione della rete di
scolo e delle stazioni di pompaggio, talché anche alcuni territori
in agro dì San Teodoro e Bodoni sono divenuti irrigui.
La superficie irrigua, da S.Teodoro a O rosei, è pari a circa 6000
ettari, di cui realmente e intensamente utilizzati, circa la metà.
Lo smaltimento e la depurazione degli effluenti provenienti dalle
residenze agricole e dalle strutture produttive (stalle, impianti di
mungitura ecc.) avviene attraverso impianti di depurazione, quasi
mai adeguati alle reali esigenze, aventi valenza aziendale. In certi
casi in presenza di eccessiva polverizzazione aziendale, la
situazione descritta ci pone di fronte a prevedibili e prossimi
fenomeni dì inquinamento. Possiamo considerare, a un di presso,
inesistenti i collegamenti delle aziende alla rete telefonica
pubblica; non sono significativi i rari casi in cui ciò si verifica
e i posti telefonici pubblici degli agglomerati più consistenti.
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