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Jacheddu:
Biografia tra Aneddoti e Memorie pag. 3
Ziu
Cipriano Frau e poi Ziu Luigi Giorgi furono i maestri che
cominciarono a insegnargli l'arte di modellare il ferro. Dura la
vita per un piccolo apprendista che doveva sopportare le angherie
dei maestri d'arte e anche quelle degli apprendisti più grandi e più
esperti di lui, come il cugino Francesco Soro, anche lui già da
vari anni operante presso quella bottega. Ma nel paese di Siniscola
e più in generale nei paesi della Baronia si era sviluppata nel
tempo una civiltà agro-pastorale con prevalente orientamento alla
cultura dei cereali e all'allevamento dei bestiame allo stato brado,
cui faceva da contorno una discreta attività artigianale, destinata
a soddisfare le esigenze fondamentali della popolazione. Tra le
attività artigianali di un certo rilievo spiccavano quella del
falegname "mastru e linna" e più direttamente legata alle
attività di campagna quello di «mastru e carru'' e quella dei
fabbro (frailarju) e ad un gradino più alto, quella di "mastru
erreri". In una società di tipo agricolo l'essere artigiano
poneva l'Individuo in una situazione diversa che, anche se lontana
dall'assicurare particolari privilegi, concedeva più possibilità
di godere qualche vantaggio di tipo economico e permetteva comunque
un maggior dinamismo intellettuale, in quanto la bottega
dell'artigiano era sempre un punto di ritrovo di una vasta cerchia
di persone e di conseguenza punto di discussione sulle annate e sul
tempo, sui fidanzamenti, sui matrimoni e su tutta la vita del paese.
Il
16 luglio 1922 inizia per Giacomo il duro tirocinio
dell'apprendista, è costretto a fare i lavori più umili della
bottega, tirare il mantice "su odde", porgere gli attrezzi
al maestro e agli apprendisti più grandi, cominciare a battere con
la mazza, assistere alla ferratura dei buoi tirando la coda degli
stessi e portandola di lato attraverso le cosce oppure sostenere una
cassetta per evitare che lo sterco colpisse l'addetto alla
ferratura, occuparsi della pulizia degli attrezzi e dell'officina.
Mano
a mano che passava il tempo e gli anni e che il ragazzo rafforzava
il suo fisico e la sua resistenza gli veniva permesso di accostarsi
ai lavori più seri, alla forgiatura dei ferro, alla costruzione di
piccoli oggetti, ai segreti della tempratura dell'acciaio.
Non
era difficile per un ragazzo dotato di buona volontà e di desiderio
di riuscire, impadronirsi del mestiere e sostituire sempre più
spesso il maestro.
Ma
lo spirito di Giacomo non si accontentava, sognava di fuggire, di
realizzare cose diverse, di scoprire nuovi orizzonti e fu allora,
dopo cinque anni di apprendistato, che cominciò a sognare di poter
volare su un aereo, accarezzando l'idea di entrare in aeronautica,
per scoprire i segreti dei motori, per volare sempre più in alto ai
comandi di un aeroplano, che qualche volta aveva intravisto sopra
quel meraviglioso cielo dei proprio paese.
Ma
la sua richiesta di arruolamento non fu tenuta in considerazione, le
varie domande avevano tutte la burocratica risposta che non era
possibile esaudire il desiderio espresso dal Signor Sotgiu per
motivi di regolamento.
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