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L'evoluzione
storica
La
Caletta, frazione del Comune di Siniscola, nella sua
configurazione urbana attuale, ha origini storiche relativamente
recenti.
Le
pur scarse notizie scritte ed orali del passato, fanno
riferimento, sin dai primi del secolo scorso, ad un approdo
naturale caratterizzato da una piccola cala protetta da scogli e
dal promontorio di S. Giovanni, dominato dall'omonima torre
saracena.
Detta
cala, matrice certa dell'attuale denominazione della località,
diviene nel tempo il terminale di un modesto traffico marittimo.
Giá nel 1877, ad opera della compagnia di navigazione
"Florio e Rubattino", La Caletta, o anche il cosidetto
porto di Siniscola, é tappa intermedia di una linea marittima
settimanale fra la Sardegna ed il Continente.
Questi
traffici mercantili, effettuati in modo del tutto precario e senza
l'ausilio di alcun tipo di opera portuale, proseguono fino al
secondo dopoguerra; in funzione di questa attività, in
corrispondenza dell'attuale Piazza del Porto, vengono edificati
alcuni edifici adibiti a magazzini e deposito delle merci in
transito.
Detta
modestissima dimensione urbana si conserva sino agli anni '50,
anche in virtú del fatto che la popolazione del capoluogo per la
villeggiatura ed i pescatori provenienti dall'isola di Ponza, si
insediano tradizionalmente nella vicina borgata di Santa Lucia.
L'iniziale
crescita urbana di La Caletta coincide con due episodi
significativi: il primo é l'insediamento
turistico‑alberghiero promosso da un gruppo di imprenditori
milanesi, agli inizi degli anni '50; il secondo, nel 1958‑59
é la costruzione del porto di 4' classe.
Entrambi
i suddetti elementi fungeranno da volano per il successivo
sviluppo urbanistico ed economico di La Caletta, che con gli anni
si conferma quale centro di servizi turistici di una vasta area
territoriale, nonché per un breve periodo porto commerciale di
una certa importanza e successivamente porto peschereccio e
turistico tra i piú rilevanti della costa orientale sarda.
Negli
anni '70, momento di massimo sviluppo del turismo balneare ma
anche di forte immigrazione di popolazione dai comuni
dell'interno, la crescita urbana della frazione diviene
sorprendente; prosegue sino agli anni '90 anche se ad un ritmo
meno tumultuoso.
Attualmente
La Caletta é l'elemento insediativo di maggior peso del
territorio comunale dopo il capoluogo: anche la sua crescita
demografica appare significativa; gli abitanti residenti passano
dai circa 500 del 1975, ai circa 1300 del 1985, sino agli attuali
2000 circa.
Il
rapporto tra abitanti residenti e patrimonio edilizio evidenzia
comunque l'anomalía di un centro soggetto a forte espansione
stagionale durante il periodo estivo.
Soltanto
nel 1976 il Comune di Siniscola si dota di uno strumento
urbanistico esteso a tutto il territorio: il PROGRAMMA di
FABBRICAZIONE.
Il
suddetto Piano si pone come obiettivo anche la regolamentazione
dello sviluppo del centro urbano di La Caletta; l'obiettivo viene
raggiunto solo in parte: la crescita è, infatti, fortemente
condizionata da alcune lottizzazioni, le più importanti,
approvate precedentemente in regime di "Legge Ponte" e
da un marcato fenomeno di abusivismo edilizio.
Nel
1984 viene varato lo "STUDIO di DISCIPLINA delle ZONE
TURISTICHE", il quale norma le sole zone F contigue al centro
urbano e rimanda una più puntuale analisi e pianificazione del
centro medesimo ad apposito PIANO PARTICOLAREGGIATO.
Negli
anni '70 ed '80 lo sviluppo di La Caletta avviene pertanto in
maniera disorganica, senza un piano direttore che ne pianifichi
l'organizzazione globale.
La
crescita si sviluppa a "macchia d'olio" sulle poche
infrastrutture esistenti, le stesse dei primi anni '60: il porto,
la strada provinciale per Siniscola e quella per Posada, la
litoranea per S. Lucia.
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