Google | SuperEva | Arianna | msn.com | inwind | Tiscali | Excite | Yahoo! | Virgilio | Trovatore | AltaVista | lycos

 

logo logo Siniscola antilogo

   Homepage  

Foto

Letteratura

Chiese

Sport

Banche

Musica 

Sardegna

Attività culturali

 

Chiese

Chiesa di S. Efisio Martire

Tomba dei GigantiIl 25 ottobre 1706 Giovanni Efisio Nieddu, siniscolese, chiese all'Arcivescovo di Cagliari il permesso di costruire ex‑novo e a proprie spese, in località "Sa palma", distante più o meno un miglio dall'abitato,"a gloria di Dio e ad onore del glorioso Martire S. Efisio", una Chiesa da dedicare al Santo. Egli disse che lo spinsero a tale intrapresa la sua grande devozione al Santo, le grazie ottenute da Dio per la sua intercessione e la felice posizione del sito. Infatti in tale luogo, dove transitavano molti lavoratori e pastori, riteneva che essi avrebbero potuto fermarsi a pregare e raccomandarsi a Dio prima di accudire ai propri impegni.

 

Il richiedente, che aveva già pronto il materiale per la costruzione, si impegnò a dotare la costruenda Chiesa di un Patrimonio che garantiva quanto era necessario per il servizio del culto e per la manutenzione della stessa.

 

Avendo Mons. Cariñena chiesto garanzie per la "dote" che era dovuta alla Chiesa, come prescritto nei Sinodi, ci si accordò per la somma di 300 libbre (o lire "callareses", cagliaritane) che venne raggiunta con la formazione del patrimonio di S. Efisio. Esso consisteva in una vigna ad "Abba Vritta", una tanca ad "Armiddai", un terreno a "Cuccuru Ogiastros" e delle terre a "Ogiastru Longu".

 

L'impegno per la "dote", oltre che dal suddetto Nieddu, fu sottoscritto anche dalla moglie Giovanna Grazia Ruyu, espressamente e debitamente autorizzata, come prescritto per le donne dalla "Regia Prammatica" del tempo, dal Magnifico Podestà della Baronia, Juan Bapt. Ruyu Sanna, il 20 novembre 1706, divenendo così anche lei "fondatrice" della Chiesa. Il tutto fu regolarizzato il 26 dello stesso mese con un atto costitutivo redatto dal "discreto" Giov. Antonio Loy Satta, notaio.

 

Subito dopo la concessione ad Efisio Nieddu e suoi discendenti in linea retta della licenza e del diritto di patronato da parte di Mons. Bernardo Cariñena y Ipenza del 30 luglio 1707 ebbero inizio i lavori di costruzione. (1)

L' iniziativa dovette subito piacere alla gente. Nello stesso anno, infatti, Pietro Manca aveva "legato" un torello alla "nuova" Chiesa che Efisio Nieddu aveva deciso di costruire (LD 20.03.1707).

 

Però, malgrado l'entusiasmo dei "fondatori'', nel 1716 la costruzione non era stata ancora portata a termine. Infatti Efisio Nieddu, nel suo testamento, aveva dato disposizioni affinché le Messe in suo suffragio si celebrassero nella Chiesa Parrocchiale se quella dì S. Efisio, alla sua morte, non fosse stata ancora terminata (LD 24.10.1716). Si può ragionevolmente presumere che la costruzione sia stata portata a termine non molto tempo dopo.

 

La Chiesa, nel 1736, era amministrata dai fratelli Giovanni Antonio e Giovanni Maria Chisu. In seguito, intorno al 1777, ci fu un restauro così radicale che il V.le Pilurcy parlò di riedificazione della Chiesa. Fu opera di alcuni eredi e di Giacomo Ignazio Piredda. Questi, con grande diligenza, si presero cura anche della manutenzione della Chiesa e della celebrazione della festa annuale del Santo al terzo lunedì di ottobre, come già avveniva fino dall' apertura al culto della Chiesa. (2)

 

A beneficio della Chiesa furono fatte donazioni, tra cui quelle di Giov. Antonio e di Francesco Ghisu, rispettivamente negli anni 1745 e 1752 (LD 15.02.1745 e il 26.10.1752), mentre l'ultima fu fatta nel 1883 da parte di Giov. Maria Santu che destinò a beneficio della Chiesa metà della vigna che possedeva nelle vicinanze della stessa (LD 30.05.1883).

 

In questa Chiesa rurale vi trovò sepoltura Nicolò Chisu, deceduto in seguito ad una caduta da una roccia (LD 25.11.1828).

 

Nel 1968 la chiesa di S. Efisio venne totalmente ricostruita, con le offerte dei fedeli, essendo Parroco D. Diego Calvisi. Il portone in legno fu donato da Maria Tedde in Farris.

 

 

1- ADN, cartella Siniscola.

2- AAC, QP, § 2,3 e QS, 8.

 
 
 

Guida TV 

Meteo

A Siniscola

Google

Costume di Siniscola

Costume di Siniscola

lineablu

 
 

Homepage

                                     vai sopra                                       

     Siti Preferiti

  

  Ansa | cnn Italia | Italia Post | rainews24 | Agenzia Italia |  Ago

amico |  Asca |  Eipa | Ag.  giornalisticaeuropea | Televideo

      

  Copyright © 2002 siniscolaonline / Inc. Tutti i diritti riservati