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Stadio. La Chiesa diventa Parrocchiale (1583‑1750)
Nel
periodo che va dal 1583 al 1750 circa possiamo identificare un
secondo stadio che vide molti interventi sulla struttura
dell'edificio. Si trattò principalmente dell'ampliamento necessario
per il nuovo "status" di Chiesa Parrocchiale e della
costruzione o ristrutturazione di diversi altari e cappelle. Ciò si
era reso necessario sia perché cappelle ed altari erano ritenuti
elementi costitutivi di una Chiesa parrocchiale (in S. Anastasia ve
ne erano due), sia perché richiesti dalla devozione popolare e sia
perché necessari per consentire la celebrazione della S. Messa ai
tanti sacerdoti presenti in Parrocchia: non esisteva infatti allora
la Concelebrazione Eucaristica.
I
lavori vennero avviati con tempestività.
Già
dal 1620 venne edificato l'altare della Pietà del quale nel 1627
otteneva il diritto di Patronato il sac. Pietro Gasole Mele. (3)
Nella
Visita Pastorale del 30 marzo del 1623 Mons. Sebastiano Carta,
Vescovo Ausiliare di Cagliari, ordina ai vassalli di portare a
termine i lavori della Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Battista:
'Tacciano due arcate in modo che sia ampliata affinché la gente non
stia stretta indecentemente nella Chiesa e possano svolgersi
decentemente i divini uffici: lo facciano entro un anno, sotto
pena
che altrimenti si torni a S. Anastasia". (4)
E
probabile che tra questi lavori fosse compresa la costruzione della
Cappella di S. Sebastiano il cui altare è ricordato anche nella RV.
(5)
Il
25 maggio del 1640 il Can. Tomaso Bachis, Commissario
dell'Arcivescovo di Cagliari, ordinò la costruzione di una nuova
cappella tra quella di S. Sebastiano e il pulpito. (6)
Nel
1631 venne fondata da Angela Manca Pugione (che morirà il 9 giugno
1651) la cappella di N.S. di Buon Cammino la cui dote fu costituita
con atto notarile il 9 giugno 1631. (7)
In
questo periodo, in aggiunta a quello maggiore, si eressero molti
altari (LD 25.04.1656). Dal testamento di Nicolosa Carta Cambone (LD
11.12.1673) risulta che erano in numero di cinque: quello maggiore,
gli altari di N.S. di Buon Cammino, di N.S. della Pietà, di S.
Paolo e della Vergine della Rosa. Di questo ultimo non si parla più
dopo il 21 novembre 1712 (LD).
Ne
esistevano anche altri dodici, tenendo presente che uno stesso
altare era dedicato a diversi Santi le cui statue erano collocate
nelle nicchie sulla parete; ma, poiché in ciascun altare si
trovavano almeno tre statue di santi, un solo altare poteva essere
chiamato, ad esempio, di N.S. della Pietà, di S. Francesco e di S.
Anna. Si parla quindi di altari di S. Elisabetta (o S. Isabella
dallo spagnolo Isabel), S. Giovanni Evangelista, S. Francesco del
cordon, S. Anna, Purgatorio, SS. Michele e Sebastiano, S. Gaetano,
S. Nicola, SS. Salvatore, N.S. di Valverde, V.ne della Misericordia
e N.S. del Carmine. (8)
Il
Rettore Ventura, nella sua relazione dei 15 maggio 1738, conferma e
precisa che in tale data, oltre l'altare del santo patrono,
esistevano dodici altari e due cappelle e precisamente del
Purgatorio, S. Giovanni Evangelista, S. Isabella, S. Francesco
d'Assisi, N.S. della Pietà, S. Salvatore, S. Paolo Apostolo, S.
Anna, S. Nicola, S. Gaetano, Santi Michele e Sebastiano e Vergine
del Carmine, e le due cappelle di N.S. di Valleverde e N.S. di Buon
Cammino. (9)
S.
Giovanni Evangelista al quale Fabrizio Doneddu donò una statua del
Santo e un paliotto di damasco (LD 26.04.1660) e la cui dotazione
avvenne il 12 maggio 1694 (RV, 1.3), mentre il 28 novembre 1696 da
Senovia Dalu in Pau, insieme al marito, venne costituito un
patronato con lo scopo di operarvi delle riparazioni;
S.
Francesco del cordone, cioè d'Assisi, che nel 1672 non era stato
ancora costruito, (LD 22.10.1672) ma di cui proprio in tale anno ne
venne costituita la dote ed è pensabile che sia stato edificato in
tempi brevi (RV, 1.7). L'altare era "situado a la mano sinistra
entrando da la porta mayor" (LD 25.06.1740);
S.
Anna, eretto da certi Salvatore de Fele e Giov. Battista Chessa. li
20 gennaio 1676 non era stato ancora completato (LD), mentre già
dal 26 luglio 1673 ne era stata costituita la dote (RV, 1. 11);
Purgatorio
fondato da Antonio Congiu (LD 16.02.1681);
Santi
Michele e Sebastiano, dotato con una tanca da Michele Truzzu che ne
aveva acquistato il diritto di patronato (LD 20.02.1688 e RV, 1.6);
il Lamarmora scrive che si trovava nella 1^ Cappella entrando a mano
sinistra (Lamarmora o.c., 3, p. 163);
S.
Gaetano (LD 24.10.1688). Nella RV (1.14) lo si dice eretto dal Sac.
Antonio Truzu (sic) che lo dotò di molte proprietà con atto
notarile del 29 ottobre 1688 e che morì il 21 giugno 1701;
S.
Nicola eretto e dotato da Giovanni Giacomo Turone il 1 agosto 1698
(RV, 1.12), che morì poi il 3 gennaio 1700;
SS.
Salvatore eretto da Leonardo Melone, deceduto l'8 dicembre 1704,
mentre la dote fu costituita con atto notarile il 19 aprile 1714
(RV, 1.9);
N.S.
di Valverde, cappella fondata dal Sac. Giovanni Farris e dai suoi
fratelli Francesco e Antonio con diritto di seppellimento; tale
diritto venne concesso anche alle sorelle Maria Giuseppa e Paola
Maria Farris da parte di Mons. Sellent il 22 aprile 1714, giorno in
cui fu costituita la dote con atto notarile (RV, 1.5), e confermato
poi dagli Arc. Gandulfo e Falleti rispettivamente negli anni 1730 e
1751 (QS § 6,5);
V.ne
della Misericordia: se ne parla nel LD (28.06.1738). Pur essendo la
devozione verso la Madonna con questo titolo testimoniata varie
volte nel LD (Appendice V, 3), ci si riferisce quasi certamente ad
una statua della Vergine collocata in qualche altare, insieme ad
altre statue: se si fosse trattato di un apposito altare lo avrebbe
certamente ricordato il Rettore Ventura nella sua relazione;
N.S.
del Carmine: si sa che un certo Giovanni Cambone donò alcune
proprietà fondando un legato a favore dì questo altare, mentre non
se ne conosce la data di erezione (RV, 1.1).
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