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Chiese

Chiesa di S. Giovanni Battista

3° Stadio. Ristrutturazione ad opera del R. re Ventura (1750‑1833)

 

Ha poi inizio un terzo stadio, consistente in una ristrutturazione tra le più significative della Chiesa Parrocchiale, anzi in una vera ricostruzione voluta fortemente e decisamente dal Rettore Simone Ventura.

 

L'Alberti afferma che ad iniziarla, nel 1717, fu il R.re Antonio Ventura, morto nel 1728 (10)

 

Ma il Pilurcy afferma che l'antica Chiesa di S. Giovanni fu demolita per ordine del R.re Simone Ventura (1729‑54) e nuovamente riedificata a sue spese, con il concorso della comunità che forni il materiale occorrente. (11)

 

Il Rettore Salis aggiunge che la riedificazione avvenne nel 1750 e che per essa si prestò tutto il popolo che, oltre ad aver fornito il materiale occorrente, collaborò anche con le sue giornaliere fatiche. (12)

 

L'altare maggiore fu sicuramente al centro dell'attenzione onde renderlo maestoso e solenne, "con la sua decorazione nuova e decente" e per il quale dal Vicario Foraneo Masala si ottenne un documento che lo dichiarava altare privilegiato. (13)

 

Per le spese della edificazione, oltre il detto contributo della gente, sicuramente furono utilizzati anche i frutti del 'Tondo" di S. Giovanni che, nel 1777, amministrato da certo Antonio Espanu, consisteva di una partita di 1.827 libbre, 18 soldi e 10 denari in "censi" che rendevano tra il 6 e l'8 per cento. Dai terreni inoltre si ricavavano 5 libbre e dal bestiame vaccino, che consisteva in 20 capi, se ne ricavavano 3. Non poteva però la Parrocchia fare affidamento sul quinto delle decime perché essa era "camera" del Vescovado. Sulla consistenza di detti redditi concorda all'incirca anche il QS. (14)

 

Intorno agli anni 1780‑90 il bestiame di proprietà della Parrocchia, segnato a fuoco con un cerchio sormontato da una piccola croce e con scritta all'interno di esso la sigla SIB, cioè San Ioanne Battista, ammontava a 14 vacche, 6 giovenche e 6 giovenchi ed era tenuto dai pastori Giacomo Ignazio Pira e Giovanni Stefano Canate. Sempre in tale periodo nella cassa di tre chiavi della Parrocchia si trovavano 192 lire, 20 soldi e 12 centesimi. (15)

Ai lavori concorsero anche delle persone singole che fecero dei lasciti: M. Francesca Truzzu per la costruzione della Cappella in onore dei SS. Michele e Sebastiano il 9 novembre 1752, Antonio Congiu per l'altare del Purgatorio il 16 gennaio 1753, il Not. Giovanni Lino Espano per la cappella del Cristo il 6 agosto 1779 (LD).

 

Poiché i lavori di ricostruzione durarono a lungo, essendo quindi la Chiesa divenuta inagibile, ci si trasferii in quella di N.S. d'Itria che divenne così negli anni 1755‑65 “'Parrocchia aggiunta o interina".

 

Ma già dal 1746, per non intralciare i lavori della ricostruzione, si era evitato di utilizzare la chiesa per le sepolture, e, solo eccezionalmente, vi furono due seppellimenti nella Cappella di Valverde. (16)

 

In questa Cappella il 22 aprile del 1714 la famiglia Farris, e precisamente Giovanni, Francesco, Antonio, Maria Giuseppa e Paola Maria, avevano ottenuto da Mons. Sellent il diritto di Patronato e di sepoltura. Tali diritti vennero poi confermati dagli Arc. Gandulfo e Falleti nelle Visite Pastorali fatte a Siniscola, rispettivamente nel 1730 e 1751. (17)

 

Purtroppo il R.re Naytana, successore del Ventura, frequentemente assente dalla Parrocchia," trascurò la manutenzione della Chiesa al punto che il Vescovo Serra Urru, in occasione della Visita pastorale del 1782, ordinò che venisse ripulita, insieme agli altari, dai nidi delle rondini che la "insudiciavano" e che al più presto si mettessero i vetri o degli incerati a tutte le finestre. (19)

 

Nel 1790 si aggiunse un'altra Cappella dedicata a S. Rosa. In essa vi furono sepolti M. Rosa Paddeu, Giov. Agostino Farris ed Evangelista Ilario Espanu.(20) Dopo una cinquantina d'anni fu ristrutturata e benedetta dal Rettore, autorizzato dal Vicario Zunnui il 20 agosto 1856. Si trattava della cappella adiacente al campanile che, demolita per far luogo al campanile stesso, verrà poi rifatta, come si dirà in seguito, ma con dimensioni ridotte. (21)

 

Portati a compimento i lavori, si riprese l'usanza di effettuarvi i seppellimenti. Essa durò fino al 1824, anno in cui per ultimi vi furono sepolti Giov. Lussorio Contu (dentro la chiesa) il 18 settembre, Caterina Piredda Pintadu (nella Cappella di Buon Cammino) il 7 agosto e M. Francesca Deiana Farris il 5 novembre.

 

 

 

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10- Alberti, Siniscola Cristiana, appunti inediti, p. 7.

11- AAC, QP, § 1,2.

12- AAC, QP, § 1, 1.

13- AAC, QP, § 6,2 e note finali.

14- AAC, RS e QP, § 1, n. 5. Le decime saranno abolite con legge del Re di Sardegna Vitt. Emanuele Il il    15.04.1831.

15- LAP.

16- LD 27.10.1759 e 13.03.1766.

17- AAC, QS, § 6, 5.

18 AAC, QP, § 20.

19- ADN, Libro de las Visitas y edictos generales de los Senores Prelatos (1782‑1838), p. I.

20- LD 31.12.179 0, 28.07.1792 e 27.04.1793.

21- ADN, Decreti e provvidenze n. 8, 1856‑67, p. 9.

 

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