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L'iniziativa
di costruire la chiesa di S. Giuseppe era stata presa intorno agli
anni 1670‑80 e aveva subito suscitato interesse e
“provocato" offerte: Caterina Carta lasciò alla Chiesa un
"emboltorio" di lino l'8 aprile 1675, Isabella Serra
Pirella 200 scudi il 21 giugno 1676, Dona Anna Ruyu Adamez il 5
agosto 1679 una gonna di seta donatale dalla Contessa di Montalbo.
Anche nel LD del 10 marzo 1677 si parla espressamente di Chiesa
"del glorioso San Joseph".
Ne
era il promotore, insieme alla sua famiglia, il Sac. Giovanni
Giuseppe Sanna che aveva già iniziato i lavori e curato la
costituzione del patrimonio che in seguito avrebbe garantito la
gestione della stessa Chiesa. Poiché però successivamente, per
ragioni di salute e per la sua prematura morte, non aveva potuto
realizzare il suo proposito, la madre di detto Sacerdote, Santora
Guisu Cambone, aveva dato l'incarico di edificare la Chiesa al
nipote Giovanni Battista Sanna. Nel caso che anche costui potesse
mancare prematuramente, aveva designato per tale incarico i
discendenti dei Ruyu Quiso e dei Ruyu Sanna, mentre alla nipote
Narcisa Spanu affidava la cura delle eventuali successive
riparazioni (LD 23.09.1696).
Poiché
il 17 dicembre 1695 Nicola Pugiony di Irgoli, travolto dal fiume,
venne sepolto nella Chiesa di S. Giuseppe (LD), si suppone che, in
tale anno, la costruzione era quasi terminata.
Fu
proprio Giovanni Battista Sanna a voler dare impulso al
completamento della Chiesa e a dotarla di molte proprietà con
atto del 13 giugno 1716. (1) Poté soltanto perfezionare la
costituzione della dote perché morì dopo alcuni giorni dalla
stipula dell'atto, il 2 del mese successivo.
Anche
M. Grazia Ruyu Sanna, probabilmente parente dei fondatori, cercò
di dare ulteriore impulso alla conclusione dell'opera destinando i
suoi beni a tale scopo il 24 agosto 1722 (LD).
Ha
quindi ragione il Casalis che colloca l'edificazione di questa
Chiesa nel 1730. (2)
Terminata
la costruzione, non cessò l'interesse per questa Chiesa. Infatti
il 19 agosto 1812 (LD) certa Desogos Giovanna Agostina istituì il
patrimonio di S. Giuseppe costituito da diversi terreni: tanca di
"Funtanedda" (valore 200 scudi), chiuso di
"Pirastreri" (100 scudi), chiuso di "Tolis"
(60 scudi), metà del mulino di S. Giuseppe e metà di una tanca
confinante con il fiume e la strada (300 scudi).
Nel
1844 la Chiesa si trovava complessivamente in buone condizioni, se
si eccettua qualche danno nel tetto, facilmente riparabile. (3) In
anni precedenti la Chiesa era stata amministrata dagli eredi dei
fratelli Floris che si occupavano della celebrazione a proprie
spese, delle feste di S. Giuseppe. (4)
Come
nelle altre Chiese di campagna, anche in questa vi trovarono
sepoltura soltanto poche persone: tra le altre, il 28 novembre
1834, "maestro" Giuseppe Novello che lavorò alla
costruzione del campanile della Chiesa di S. Giovanni e, il 24
dicembre 1835 (vigilia di Natale!), Giovanni Sotgiu, morto
annegato nel fiume "Crispinu".
Nel
1955, nella Chiesa, oltre quella di S. Giuseppe, vi erano venerate
le statue di N.S. degli Angeli, e di S. "Bainzu e'
Portu" (S. Gavino di Portotorres) (5) e, nel 1980, una di S.
Francesco. (6)
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