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In
passato a Siniscola ci fu grandissima devozione all'Apostolo S.
Pietro. Venivano celebrate puntualmente le tre feste liturgiche in
onore del Santo ricordate nel calendario universale della Chiesa:
Cattedra di S. Pietro a Roma il 22 febbraio, festa dei SS. Pietro
e Paolo il 29 giugno e Dedicazione a Roma della Chiesa di S.
Pietro in Vincoli il 1 agosto.
Non
reca perciò meraviglia che nel tempo siano state costruite ben
tre Chiese in onore dell'Apostolo: in località Sedduri,
nell'abitato e a Luitu o Luittu. Il nome della località si trova
scritto nei documenti sia con una "ti" che con due.
La
prima era esistente almeno dal 1602 con il titolo di S. Pietro in
Vincoli, nella località detta oggi "Santu petru"; (1)
la seconda che inizialmente era dedicata alla cattedra di S.
Pietro e solo in seguito dedicata alla Madonna d'itria; (2) la
terza è questa di Luitu di cui intendiamo parlare.
Con
questo nome si intende indicare la Chiesa esistente, già dal
1811, nella località chiamata "S. Pretu de Luittu" e
situata nella parta militare di Siniscola con l'indicazione
"S. Pietro (rov.)". (3)
A
detta del Casalis fu edificata da Sacerdoti siniscolesi presso la
fonte di "Luittu", a un'ora di strada dall'abitato di
Siniscola, e fu benedetta il 24 settembre 1811 con il titolo di
N.S. della Salute. (4)
Di
questa Chiesa con tale titolo parla anche il Lamarmora (1868),
riferendo che si trovava presso la fonte suddetta, alla quale
accorrevano, in estate, tanti siniscolesi, richiamati sia
dall'acqua della sorgente ritenuta "medicinale", sia
dalla salubrità dell'aria del luogo. (5) La fama della bontà
dell'acqua della fonte di Luittu doveva essere grandissima. L'Angius
trattando delle "molte fonti che tengonsi dal popolo come
salutifere", oltre che metterla al primo posto, afferma che
"questa fonte di copioso sgorgo trovasi sulla falda del
Montalbo, a un'ora da Siniscola, e domandasi da molti
ammalati". (6)
Sembrerebbe
quindi acquisito che in quel periodo la Chiesa di Luittu era
conosciuta come dedicata a N.S. della Salute. Anche il Rettore
Carboni, scrivendo all'Ordinario Diocesano il 21 dicembre del
1866, parla della Chiesa della Salute in Luitti. (7)
Ma
il sac. Costantino Puxeddu, nel suo testamento rogato dal Not.
Boccoli nel 1837, dichiara di lasciare dieci scudi per l'acquisto
di un calice per la Chiesa di "Luittu". Nel prosieguo
dello stesso la chiama Chiesa di S. Pietro di Luittu e, in fondo
allo stesso testamento, destinandole 50 scudi, ordina ai suoi
eredi e successori di riparare, quando se ne presentasse la
necessità, oltre la Chiesa di S. Elena, anche quella della V.ne
della Salute di Luittu (LD 23.03.1837).
Poiché
il Puxeddu non parla assolutamente di due Chiese site nella stessa
località e non lo lascia neppure sospettare, si deve con ogni
probabilità pensare che si doveva trattare bensì di una unica
Chiesa, ma che aveva due "indicazioni", come accadeva già
sia per la Chiesa di "S. Simbrichi e de S. Portholu",
che per quella dei Santi Sisto e Andrea.
Ciò
sembra ancora più probabile poiché lo stesso Puxeadu aggiunge:
“Voglio e comando che ogni anno in perpetuum uno dei miei eredi
che vado ad istituire e i loro successori di mano in mano concorra
alla solita porzione dei pranzi e Messa della Madonna e San Pietro
di Luittu e nel Maggio ed Agosto a quel di S. Elena":
distingue quindi tra due Chiese, quella dedicata a S. Pietro e
alla Madonna che si trovano a Luittu e l'altra dedicata a S.
Elena.
Vi
sono anche altre testimonianze a conferma di quanto appena detto.
E’
vero che Narcisa Turiche, nel 1844, lascia il "chiuso
aperto" che aveva a "Sa Greca", insieme ad altri
terreni che aveva nella stessa zona, "alla SS. Vergine della
Salute, sita nella Chiesa rurale del luogo detto Luittu" (LD
4.05.1844). Così pure il Lamarmora afferma che il Sac. Satta
Puxeddu Giovanni venne sepolto nella "Chiesuola dedicata alla
Vergine della Salute" in forza del diritto di patronato di
cui godeva la famiglia Puxeddu. (8)
Ma
nell'atto di morte dello stesso sacerdote, già Vice Parroco di
Siniscola, si attesta che venne sepolto, "per ordine
superiore" malgrado l'esistenza già da un anno del nuovo
Cimitero e la proibizione di seppellimento in luoghi diversi dal
cimitero, nella Chiesa di S. Pietro di Luitu (LD 29.06.1870).
Il
Pilurcy parla di una Chiesa di S. Pietro distante dal paese un'ora
e mezza di strada, affermando che fu riedificata con licenza
dell'Ordinario dal V.le Giovanni Battista Bucoli, che in quel
periodo la amministrava con somma diligenza e che faceva celebrare
a proprie spese le feste tradizionali in onore del Santo.
Purtroppo però non dice in quale località essa si trovasse, se a
"Sedduri" o a "Luittu". (9)
Probabilmente
intendeva parlare della Chiesa di Luitu sia per la distanza
indicata, inferiore di ben due ore da quella indicata da altri per
Sedduri, sia perché più vicina al paese e più frequentata,
specialmente in estate, per la salubrità dell'aria e dell'acqua
della vicina fonte. (10)
Per
le stesse ragioni si può intendere riferita a quella di Luitu
l'indicazione del R.re Salis di una Chiesa rurale dedicata a S.
Pietro Apostolo, distante “dalla popolazione un'ora di viaggio a
cavallo". (11)
Lo
stesso discorso non si può fare per il testamento del 17 maggio
1771 nel quale Giovanna Caterina Truchu dispone l'acquisto di una
statua di S. Pietro da collocare nella omonima Chiesa rurale,
senza indicazione della località.
In
conclusione, anche prescindendo dalle testimonianze suddette, si
può ritenere per certo che la Chiesa di Luittu. fosse chiamata
indifferentemente di S. Pietro e di N.S. della Salute.
Malgrado
le raccomandazioni del Sac. Costantino Puxeddu di cui si è detto,
dopo la morte del nipote Sac. Satta (1870), la Chiesa insieme alla
casetta adiacente, intorno al 1880, erano "quasi
distrutte" e abbandonate. (12)
Il
21 giugno 1997, ricostruita con gusto e impegno da un gruppo di
persone generose e competenti, salvando e inserendo nella nuova
struttura un arco della costruzione precedente, questa Chiesa che,
per rispetto al passato, si intende dedicata a S. Pietro Apostolo
e a N.S. della Salute, è stata benedetta e riaperta al culto dal
Vescovo di Nuoro Mons. Pietro Meloni, essendo Parroco Don Ciriaco
Vedele.
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