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La
Chiesa "delle Anime del Purgatorio" o del
"Purgatorio", dal Curato Pilurcy viene chiamata anche
del S. Cristo(1) e dal R.re Salìs della Vergine degli Angeli(2)
per la presenza dì un grande Crocifisso e di una statua della
stessa Vergine, che poi, dopo la demolizione della Chiesa, saranno
portati in quella di S. Giovanni, dando origine a due cappelle,
quella del Crocifisso e quella della "Reina de sos Anzelos".
Di
questa Chiesa non ancora costruita si legge nel testamento di
Bernardo Dalu del 16 gennaio 1709 (LD).
Essa
fu eretta secondo il Pilurcy nel 1714 e secondo il Salis nel 1712,
con licenza dell'Arc. di Cagliari Carinena, di fronte alla Chiesa
Parrocchiale di S. Giovanni.(3) Era stata "fondata" dai
coniugi Pietro Murru e Gaetana Carta Brocu con dote(4) costituita
da un patrimonio di 300 libbre in case e terreni.(5)
Pietro
Brocu era patrono della Chiesa, come risulta nel testamento di
Giustino Farris (LD 15.12.1738). Egli, nel proprio testamento
(11.12.1738), dispose che l'Oratorio, insieme a "sas prendas"
dotali, fosse amministrato da sua moglie e dai suoi figli con
l'obbligo di "fare le Feste delle Anime". Dispose
inoltre che, nel caso di morte dei figli senza eredi, tutti i suoi
beni fossero devoluti all'Oratorio che sarebbe stato amministrato
dall'erede più stretto. Questi avrebbe dovuto spendere i frutti
di detto patrimonio per le feste, dando all'Oratorio quanto ne
sarebbe sopravanzato e rendendone conto alla competente Autorità
Ecclesiastica.
Sia
il Murru che sua moglie, per il diritto di patronato e di
sepoltura, verranno inumati all'interno della Chiesa (LD
11.12.1738 e 17.01.1755).
Vi
trovarono sepoltura anche altri defunti, l'ultimo dei quali fu
Calistro Pala Nieddu Brocu il 15 settembre 1822.
Cosa
che raramente accadeva nelle Chiese non parrocchiali, il 24 giugno
1784 era stato celebrato il matrimonio di Costantino Camedda di
Galtellì con Rosa Sannio di Siniscola.
In
tempi successivi l'incuria degli eredi Murru‑Carta Brocu
lasciò in abbandono la Chiesa che ben presto rovinò.
Non
si trovò altra soluzione che quella di venderla, assieme a quella
di N.S. d'Itria, al Municipio, essendo Sindaco Don Giuseppe Farris.
Si intendeva recuperare l'area per erigervi un edificio
scolastico, anche perché questa Chiesa era già utilizzata dal
Comune come Scuola Elementare.
L'
autorizzazione alla vendita era stata concessa dal Vicario Zunnui
il 24 aprile del 1860 per estinguere il debito che la Parrocchia
aveva nei confronti del Comune.(6) Successivamente si giunse ad
una convenzione tra la Parrocchia e il Comune riguardante, oltre
questa delle Anime, anche la Chiesa dell'Itria. Il Municipio si
impegnava a demolire, oltre le due Chiese, anche una parte della
casa di M. Francesca Porcu per "regolare" il piazzale
della Chiesa Parrocchiale. In alternativa, essendo debitore di una
grossa somma al Monte Granatico fino dai tempi del R.re Puligheddu,
avrebbe corrisposto alla Parrocchia la somma di mille lire e
avrebbe provveduto, con una spesa ulteriore di 2.450 lire,
all'acquisto del portone centrale per la Chiesa di S. Giovanni e
al trasporto fino alla stessa Chiesa della "silleria",
cioè dei sedili del coro donati dal Cari. Silvestro coronas.(7)
La
trattativa dovette andare per le lunghe perché il Parroco, nel
1862, ricuperò le chiavi della Chiesa delle Anime che erano state
fino ad allora, per via della detta Scuola Elementare, tenute dal
Comune. Offeso per tale gesto, il Comune, tramite il
Sotto‑Prefetto del Circondario di Nuoro, elevò vivaci
proteste contro il Parroco.(8)
In
conclusione, la convenzione fu fatta, anche se non risulta che il
Comune abbia poi costruito il ventilato complesso scolastico
sull'area della Chiesa del Purgatorio. L' arca della
ex‑Chiesa finirà poi in mano a privati.
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