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Chiesa di N.S. del Rosario

Il 22 ottobre del 1651 fu istituita la Confraternita del Rosario che inizialmente svolse la propria attività presso la Chiesa di S. Anastasia.

 

I Confratelli pensarono, come la loro regola raccomandava, alla possibilità di avere un proprio oratorio dedicato alla V.ne del Rosario. Il 30 novembre del 1653 Antonio Guisu Chessa, nel suo testamento, destinò 10 soldi per la "fabrica [che] haran los confrades del Rosario". Ma per lungo tempo dovettero ancora accontentarsi della cappella di N.S. del Rosario, esistente all'interno della Chiesa di S‑. Anastasia. Soprattutto negli anni 1734‑50 l'idea della costruzione dell'oratorio prese corpo decisamente, come risulta dalla intensificazione di lasciti testamentari a tale scopo.(1)

 

I Confratelli, dopo averlo edificato attiguo alla Chiesa di S. Anastasia, dopo poco tempo, a causa delle pessime condizioni in cui vennero a trovarsi sia la vecchia Chiesa di S. Anastasia che il nuovo Oratorio, lo demolirono. Successivamente, nello stesso sito, con licenza dell'Arc. di Cagliari Delbechi, nel 1768 ripresero a riedificarlo, portandolo a termine intorno al 1803. (2)

 

Dalla lapide in ardesia collocata all'interno della Chiesa, al di sopra del portone, veniamo a sapere che nell'anno 1799 era priore un certo Luigi [Turoni?], che la volta venne ricostruita nel 1812‑17, che il pavimento venne fatto nel 1857, e che un importante restauro fu eseguito nel 1880.(3) Le riparazioni e i miglioramenti evidentemente fatti in tempi diversi, vennero eseguiti da priori diversi.

 

Uno di essi fu Luigi Turoni il cui nome compariva sulla campana per la Chiesa del Rosario benedetta nel 1797,(4) mentre un altro, Luigi Cara, ricevette l'autorizzazione a eseguire delle riparazioni il 17 settembre 1845.(5)

 

Altri lavori dovettero svolgersi intorno al 1907 perché il 25 agosto di tale anno il Rettore Angius comunicava al Vescovo l'avvenuta realizzazione del desiderio del Priore Sig. Giuseppe Dalu: il distacco dell'altare dal muro perimetrale "per collocarvi dietro l'armonium, ed ivi collocarsi i cantori senza esser veduti dal popolo". Ma già in precedenza il Dalu si era reso benemerito della Chiesa: infatti, oltre a curarne impeccabilmente la manutenzione, durante gli anni del suo priorato (1881‑82) l'aveva fornita di molti e ricchi paramenti ed arredi.(6)

 

Più tardi, negli anni 1909 e 1910, la Chiesa non potè essere officiata a causa di una terribile epidemia di colera che causò tanti decessi nel paese: 150 e 119 contro gli 83 e gli 89 rispettivamente degli anni 1908 e 1911. A causa di ciò, mentre dalle Autorità Civili venne soppressa "per ragioni della pubblica igiene" la festa della Vergine delle Grazie, la Chiesa del Rosario fu "dichiarata a disposizione dell'autorità" per essere utilizzata come ospedaletto. Il R.re Angius, interprete delle lagnanze della Confraternita del Rosario che non vi poteva svolgere le sue ufficiature, il 4 dicembre 1911 scriveva al Vescovo: "Si è pensato di costruire un locale fuori paese per iniziativa del Priore Giuseppe Dalu con i soldi che si trovano nella cassa dell'Oratorio; cioè costruire una Chiesa fuori popolato vicino al paese col titolo della V. della Salute e nel caso di bisogno adibirla per lazzaretto. Perciò si desidera l'adesione dell'autorità Diocesana che l'E.V. spero che la darà".

 

Successivamente, il giorno 20, sollecitava il Vescovo, a far presente al Sotto Prefetto di Nuoro che, poiché “I colera era cessato", non vi era più ragione di tenere la Chiesa chiusa per il culto.(7) Ovviamente l'idea di una nuova Chiesa, appena ricuperata quella del Rosario, fu abbandonata.

 

L'ultimo restauro è del 1915, anno in cui vennero anche fatte le pitture, probabilmente dallo stesso pittore che curò quelle della Chiesa di S. Giovanni, prof. Spirito Lari, e vi fu collocata la balaustra di marmo come scritto, a caratteri maiuscoli, nell'abside. (8)

 

Oltre che per le attività della Confraternita, anche questa Chiesa verrà adibita come luogo di sepoltura fino al 21 luglio 1823: in tale data infatti vi fu sepolto Raimondo Dalu.

 

Nel 1980 risulta che vi si trovano le seguenti statue: B.V. Assunta, B.V. del Rosario, B.V della Pietà, Re Magi, Cristo Risorto e altre tre statue di Santi. (9)

 

 

 

 

 

1- Appendice V, 3, 22*.

2- AAC, QS § 4,4 e § 5, l.

3- Parte II, 19, 6 a.

4- APS, R.re Fadda 1929.

5- ADN, Provvidenze e decreti dal 1844.

6- ADN, cartella Siniscola.

7- ADN, cartella Siniscola, n. 3.

8- Parte Il, 19,6, c. Lo stesso pittore dipinse anche la volta di alcune stanze della casa di Salvatore Dalu.

9- APS, verbale delle consegne.

 

 

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