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Il
più volte citato documento, riportato nel libro dell'Alberti,
attesta l'esistenza nel 1496 di due Chiese, una dedicata a S.
Sisto e l'altra a S. Andrea "de paule".(1)
L'esistenza
della Chiesa di S. Sisto è dimostrata anche nella relazione che
fece il Cari. Antonio Sanna nel 1602 dopo la sua Visita Pastorale
a Siniscola.(2)
Intorno
al 1630 don Antonio Baccalar, canonico della Cattedrale di
Cagliari, trovandosi a Siniscola su mandato dell'Arcivescovo di
Cagliari, visitò questa Chiesa di S. Sisto e, avendola trovata in
grave stato di abbandono, ordinò che accanto vi si costruisse, a
spese del Rettore e della popolazione, una "casetta" per
un "eremita" che avesse in custodia la Chiesa e ne
curasse la manutenzione.(3) Se ne parla ancora in anni successivi
sia nel testamento di Juan Maria Todde che nell'atto di morte di
Jacomo de Sestri, "muerto en el porto de S. Juan d'esta
villa" (LD 6.01.1681 e 17.08.1691).
Per
quanto riguarda la Chiesa di S. Andrea è certo che, almeno già
dal 1602, o non esisteva più o era in stato di completo abbandono
perché il Visitatore Can. A. Sanna, scrivendo delle Chiese
rurali, mentre tra le altre parla di quella di S. Sisto, non fa
alcuna menzione di quella dell'Apostolo.(4)
Però,
pur non essendoci più la Chiesa di S. Andrea, non scomparve la
devozione a questo Santo. Infatti il R.re Simone Ventura attesta
che già dal 1686 i coniugi Giovanni Maria Farre e Giovanna Angela
Satta eressero e dotarono con 200 lire l'altare di S. Andrea
Apostolo sito nella Chiesa rurale di S. Sisto perché vi si
potesse celebrare la Messa nella festa del Santo (LD
13.06.1686).(5)
Era
così radicato in questa Chiesa il culto per S. Andrea che il
Curato Pilurcy, ancora nel 1777, la indica come Chiesa dei Santi
Sisto e Andrea.(6)
In
seguito, nel 1803, il R.re Salis nell'elenco delle Chiese rurali
non annovera più la Chiesa di S. Sisto e include invece quella di
S. Elena Imperatrice.(7)
E’
necessario ora chiedersi dove si trovassero queste due ultime
Chiese e quella di S. Andrea de paule.
Per
quanto riguarda la Chiesa di S. Sisto la risposta ce la offre il
Casalis che afferma che la Chiesa di S. Sisto Papa e Martire e di
S. Andrea Apostolo si trovava nel luogo ove al suo tempo sorgeva
quella di S. Elena.(8) Il Rettore Carboni aggiunge che ciò era
accaduto perché alla Chiesa di S. Sisto, “Parrocchia d'una
popolazione ivi esistente anticamente, veniva dal fu Notaio
Puxeddu cambiato il titolo in S. Elena, sebbene la regione dicasi
tuttora di S. Sisto".(9)
Circa
la Chiesa di S. Andrea "de paule", escludendo che possa
trattarsi di "S. Andria de Pauleddas", che esisteva
effettivamente, ma nella giurisdizione della Parrocchia di Irgoli,
si può ipotizzare che si trovasse sull'arenile o sulla riva di
uno stagno, come potrebbe indicare la parola spagnola
"paule" che significa appunto anche stagno, acquitrino,
ecc. Non è da trascurare il fatto che la località di
"Lolotha", dove nell'antichità si trovava un
insediamento demico, non è lontana dagli stagni, per cui la
Chiesa di S. Andrea sarebbe potuta essere la Parrocchiale di
quella popolazione.(10)
Quando
crollò la Chiesa di S. Andrea, forse perché la località in cui
sorgeva era stata abbandonata a causa della malaria, è probabile
sia stata portata nella vicina Chiesa di S. Sisto la statua
dell'Apostolo, al quale, nella stessa Chiesa, come già detto, era
stato eretto successivamente anche un altare: si spiegherebbero
così le affermazioni del Pilurcy e del Casalis che parlano di una
unica Chiesa dedicata ai Santi Sisto e Andrea.
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