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Il
più volte ricordato Visitatore della Diocesi dì Galtelly can.
Antonio Sanna, nel 1602, tra le Chiese rurali di Siniscola,
annovera quella di S. Pietro di "Seduri" o "Sedori".
Si doveva trattare di una Chiesetta molto povera e senza risorse
poiché i lavori di restauro se li dovettero accollare i priori di
quell'anno Joan Matheu Bucoli e Domingo Orru. (1)
Anche
Mons. Sebastiano Carta, in un documento già citato, ricorda
questa Chiesa di S. Pietro di "Sudduri" (sic).
Pur
notando la diversità di scrittura del toponimo, Seduri, Sedori e
Sudduri, fatta da persone non del luogo e quindi con maggiore
facilità di errore, è chiaro che si tratta della stessa Chiesa.
Meriterebbe
un approfondimento l'ipotesi che "Sedduri" sia una
trasformazione fonetica di "Silluri" (o Filluri). Questo
toponimo è collocato nel Liber Fundachi tra i terreni di
Siniscola, insieme ad altri tra i quali Donnicella ("Unnichedda"?),
Ipolo (guadu di "I Palu"?), Ponte Alto ("Portiarta"),
Vadu de Gaduri ("Gad' Edduly"?), Gorrosso ("Gorrosca"?),
Cerchalo ("Ghirthala"), Seminatorgio ("minatorju"),
Tirgio ("Tiliò"?), per cui l'ubicazione della Chiesa di
Sedduri sarebbe la stessa nella quale recentemente è stata
ricostruita la Chiesa di S. Pietro. Filluri era anche un piccolo
centro abitato di cui si parla nello stesso Liber Fundachi. Sia il
Panedda che l'Alberti credono che esso si trovasse tra Orosei e
Siniscola e che fosse "una frazione in area di pertinenza
siniscolese". (2)
In
periodo successivo troviamo una Chiesa di S. Pietro di "Sa
Serra", località corrispondente a quella di "Sedduri".
La chiama con questo toponimo certo Allégria, pastore, che alla
stessa Chiesa lascia un alveare (LD 2.08.1709). Anche i testamenti
di Simone, Giovanni e Maria Francesca Mele ne parlano allo stesso
modo (LD 28.05.1736, 17.04.1738, 13.03.1757).
Anche
il Casalis, parlando della stessa Chiesa "circondata da
vestigie di popolato, riedificata nel 1812, distante dal paese
verso Orosei ore 3112 di strada tortuosa e scoscesa dalla parte
verso Nuoro", la dice "della Serra" (3) e Senovia
Marque nel suo testamento destina 28 soldi alla Chiesa di "S.
Pedro de la serra" (LD 19.11.1703).
Malgrado
la diversità delle denominazioni, di Sedduri o di "Sa
serra", spiegabili perché si tratta di persone e di periodi
diversi, è da pensare che nei suddetti documenti si parli di una
stessa Chiesa, situata nella stessa località.
In
tempi recentissimi, 1984, questa Chiesa, per interessamento
soprattutto della famiglia Pípere Carta, è stata interamente
ricostruita, mentre sono stati approntati dei locali ampi e
armoniosi per l'accoglienza dei fedeli nel giorno della festa.
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