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 Fabrizio de  Andrè   di Maria Francesca Murru

     

Intellettuali in un sistema in crisi (pag.2)   

Siamo in pieni anni ottanta, nel pieno cioè dei processi di restaurazione capitalistica già indirizzata verso la mondializzazione dell'economia e quindi verso la globalizzazione del pensiero unico; è dunque significativa riprova di una precisa intelligenza delle cose e dei rapporti in atto, che De Andrè abbia concentrato la sua attenzione proprio sul problema del dialetto, di un'identità linguistica, culturale, sociale ‑ma soprattutto collettiva e naturalmente cantandola per usare il canto come mezzo di comunicazione, di formazione del consenso, dunque in maniera anomala e molto specifica sul piano della relazione d'ascolto.

 

La tappa successiva del viaggio è, come sempre, luogo di convergenza di istanze opposte, prende a prestito "Le nuvole" di Aristofane per svelare le mistificazioni e l'asservimento al potere dei modelli culturali in voga nel nostro tempo.

 

La crisi irreversibile della società è fotografata nella "Domenica delle Salme", sancita da un soffocante dominio del capitalismo attraverso lo sfruttamento del mondo occidentale nei confronti dell'Est Europeo.

 

La perdita di memoria è sottolineata dal richiamo a una società dello spettacolo, dell'apparenza e dell'evasione che si "porta via tutti i pensieri" e si accanisce su un passato che è espressione di una diversa tensione morale, di una stagione dell'impegno, seppure sbagliato negli esiti.

 

Ma se si aggiunge il ritratto impietoso di una classe politica affidata ad un "ministro dei temporali" che coniuga il politichese con la volgarità e la superstizione, l'evocazione di un clima di violenza serpeggiante la descrizione di una generale standardizzazione sull'estetica dell'eterna giovinezza e sull'imperativo del divertimento a ogni costo, si comprende bene che la salvezza e la liberazione non sono a portata di mano.

 

Il titolo della canzone è la parodia di quella "Domenica delle Palme" che segnava l'inizio di una settimana cruciale per la storia della salvezza.

 

Il giorno dell'ingresso di Cristo nella capitale diviene il giorno del trionfo dell'effimero e del capitale, dove i poveri cristi vengono inseguiti, braccati o sfruttati.

 

Di fronte al collasso della società, la "voglia di pioggia, dall'inizio diventa attesa del diluvio." Ma nel mondo residuale solitario, marginale si annida una prospettiva di salvezza che comparirà in "Anime salve" del 1996.

 

Gli oppositori reali non si riempiono la bocca di proletariato per poi dimenticarlo, non sfilano tra il pentitismo dilagante acconsentendo alla prima bandiera del denaro, essi incarnano la ragione lucida, critica e chiarificatrice per questo nel conflitto, si muovono all'interno di esso non a sostegno di una parte politica o dell'altra, ma a sostegno della verità.

    

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