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Intellettuali
in un sistema in crisi
(pag.2)
Siamo
in pieni anni ottanta, nel pieno cioè dei processi di
restaurazione capitalistica già indirizzata verso la
mondializzazione dell'economia
e quindi verso la globalizzazione del pensiero unico; è
dunque significativa riprova di una precisa intelligenza delle
cose e dei rapporti in atto, che De Andrè abbia concentrato la
sua attenzione proprio sul problema del dialetto, di un'identità
linguistica, culturale, sociale ‑ma soprattutto collettiva e
naturalmente cantandola per usare il canto come mezzo di
comunicazione, di formazione del consenso, dunque in maniera
anomala e molto specifica sul piano della relazione d'ascolto.
La
tappa successiva del viaggio è, come sempre, luogo di convergenza
di istanze opposte, prende a prestito "Le nuvole" di
Aristofane per svelare le mistificazioni e l'asservimento al
potere dei modelli culturali in voga nel nostro tempo.
La
crisi irreversibile della società è fotografata nella
"Domenica delle Salme", sancita da un soffocante dominio
del capitalismo attraverso lo sfruttamento del mondo occidentale
nei confronti dell'Est Europeo.
La
perdita di memoria è sottolineata dal richiamo a una società
dello spettacolo, dell'apparenza e dell'evasione che si
"porta via tutti i pensieri" e si accanisce su un
passato che è espressione di una diversa tensione morale, di una
stagione dell'impegno, seppure sbagliato negli esiti.
Ma
se si aggiunge il ritratto impietoso di una classe politica
affidata ad un "ministro dei temporali" che coniuga il
politichese con la volgarità e la superstizione, l'evocazione di
un clima di violenza serpeggiante la descrizione di una generale
standardizzazione sull'estetica dell'eterna giovinezza e
sull'imperativo del divertimento a ogni costo, si comprende bene
che la salvezza e la liberazione non sono a portata di mano.
Il
titolo della canzone è la parodia di quella "Domenica delle
Palme" che segnava l'inizio di una settimana cruciale per la
storia della salvezza.
Il
giorno dell'ingresso di Cristo nella capitale diviene il giorno
del trionfo dell'effimero e del capitale, dove i poveri cristi
vengono inseguiti, braccati o sfruttati.
Di
fronte al collasso della società, la "voglia di pioggia,
dall'inizio diventa attesa del diluvio." Ma nel mondo
residuale solitario, marginale si annida una prospettiva di
salvezza che comparirà in "Anime salve" del 1996.
Gli
oppositori reali non si riempiono la bocca di proletariato per poi
dimenticarlo, non sfilano tra il pentitismo dilagante
acconsentendo alla prima bandiera del denaro, essi incarnano la
ragione lucida, critica e chiarificatrice per questo nel
conflitto, si muovono all'interno di esso non a sostegno di una
parte politica o dell'altra, ma a sostegno della verità.
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