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Poeti
"Maudits"(pag.2)
Il
male dei poeti "maudits" è quello della droga, della
follia, dei piaceri del corpo fine a se stessi, è la perversione
e l'autoannientamento in un crescendo di vizi, di abiezione, è la
degenerazione di ogni istinto, la prevaricazione su ogni sorta di
ordine razionale e regolato alla disperata cattura di un'essenza
che nel concepire la dicotomica radice della realtà punta
all'oltre, al dopo, o al prima di classificazioni archetipizzanti.
Ed
è solo qua che l'intensità della loro poesia trova terreno
fertile; nel segno della sofferenza e della mancanza nascono i
primi versi che parlano di un'angoscia che pianta vessilli neri
nel cranio di chi come il poeta ha ali troppo grandi per
camminare.
E
sembra che con la poesia Baudelaire voglia quasi estrarre la
'Bellezza del Male", la definitiva pacificazione delle sue
membra , tormentate all'infinito da un'ansia irrisolta di purezza
e da un'esecrata voluttà per la degradazione pare arrivare solo
nella perfezione musicale del verso, nell'ineffabilità di un
linguaggio poetico oltre le apparenze, alle radici del mistero dell'essere.
Non
solo quindi sdegno per la gretta mediocrità borghese, ma in
sostanza un viaggio nel baratro impenetrabile del mistero umano,
al di là del cuore e dell'intelletto, nell'eden incantato
dell'innocenza e dell'assenza della colpa a carpire le
impercettibili analogie del reale, sfrenato desiderio di libertà
e insieme irresistibile angoscia per un' impossibile felicità.
"Car
j 'ignore ou tu fuis, tu ne sais ou je
vais, 0 toi que j 'eusse aimée, ò toi qui le savais! "
(A ' une passante)
Charles Baudelaire
Nell'assordante
caos urbano, il poeta è affascinato da una donna stupenda,
vestita a lutto, nobile il portamento, elegantissima. Di lei nota
la mano, gli occhi, lo sguardo dolcissimo e tempestoso, carico di
sofferenza. Non la fermerà e sempre rimpiangerà un amore
consapevole, corrisposto e mai colto.
De
Andrè attraverso
il filtro di Brassens, moltiplicherà la passante di Baudelaire
in tutte le donne scorte un istante e perdute per sempre ma
se nel primo la perdita sarà inesorabile, per i due cantori le
passanti possono tornare ad essere consolazione nella solitudine.
E
così pure la “Femme fatale" spietata e bellissima, fredda
e crudele di "Les fleurs
du mal" troverà nell'eroina del cantautore dei nostri tempi,
quasi un'attenuazione dei suoi tratti aspramente fiammeggianti.
Il
gelido idolo privo di cuore e di sentimenti, assetato di sangue e
di morte, ben presto sarà costretto all'amarezza della solitudine
e del rimorso.
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