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Popoli
Vinti
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E
infatti nel suo album successivo F.
De Andrè recupera
la sua marginalità urbana e suburbana caratterizzata dallo
sperdimento e dallo svuotamento, abitata da persone perse e
sommerse, da speranze abortite, "occasioni mancate",
"sogni interrotti".
A
sopravvivere sono solo coloro che cercano una sistemazione
borghese, che lottano per il possesso e la ricchezza, per
difendere lo status quo dei propri privilegi e del proprio potere.
E
nel fascino del profilo francese di Andrea morto sulla bandiera,
riemergono ancora quelle tematiche pacifiste antimilitariste della
"Guerra di Piero", e della vacuità della gloria che
cosparge la triste fine di una giovinezza ancora non compiuta.
Ma
a suscitare nuovo interesse sono anche le etnie diverse e arcaiche
come quelle degli Indiani d'America e dei Sardi, riconosciuti
vittime dello stesso potere da lui sempre osteggiato.
Nel
dimostrare le simili esistenze di questi due popoli, rivelerà uno
spirito di "compassione" nel senso di "sentire
insieme", nei confronti delle sofferte vicende di storici
soprusi che le due culture avevano dovuto subire.
E
questo gli risulta possibile anche in seguito alla scelta di
vivere in Sardegna, terra che non si dimostrò poi così ospitale
per lui.
Infatti
nel 1979 lui e sua moglie Dori Grezzi saranno sequestrati per
quattro mesi, durante i quali il cantautore avrà modo di guardare
ancora da una nuova prospettiva le vittime del potere da lui
sempre cantate.
E
dalla drammaticità. di quell'esperienza egli riscontrerà
soprattutto la certezza che i veri prigionieri erano in realtà
quei due banditi sardi, succubi di atavici abusi e soprusi che lo
tenevano bendato e ogni tanto mostravano riverenza, pure
nell'assurdità della condizione, nei confronti della sua statura
morale.
In
De Andrè emerge
immediatamente la straordinaria capacità di penetrare lucidamente
in quei perversi meccanismi di potere che portano il più forte a
sopraffare il più debole, e per ideale continuità la cultura
dominante a imporsi su quella più indifesa.
La
storia dei sardi, orgogliosi ed eterni sconfitti ricca, debordante
di ataviche ingiustizie, prepotenze e arroganze di chi è così
certo della propria superiorità da sentirsi in diritto di
amputare carne viva di un popolo, di una cultura non compresa e
quindi disprezzata aveva molto in comune con quel triste decorso
storico che aveva costretto poco tempo prima i Pellirossa ad
abbandonare quelle che erano, per diritto di natura le loro terre
e con esse la loro lingua, le loro tradizioni e infine la loro
vita.
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