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Siniscola: ambiente e territorio

  L'origine delle spiagge e dei sistemi dunali  

(1)

duneIl mare grazie al suo moto ondoso deposita lungo la fascia costiera i sedimenti ottenuti dalla demolizione delle coste rocciose e quelli trasportati dai corsi d'acqua dolce modellando così i litorali con le azioni di erosione, trasporto e deposizione. Quest'opera di modellamento porta a un arretramento della linea di costa quando sono prevalenti i processi erosivi e ad un avanzamento quando prevalgono quelli deposizionali.

 

La sabbia accumulata viene trasportata. verso l'interno dal vento fino a quando non incontra un ostacolo, a questo punto deposita, dando origine a una duna, priva di vegetazione e instabile, chiamata duna primaria.

 

 

duneIn seguito su queste dune si insedia un tipo di vegetazione erbacea con ampia struttura radicale che lentamente stabilizza la duna stessa al punto da poter essere colonizzata da altre piante più esígenti; essa prenderà  il nome di duna secondaria. Allontanandosi dal mare la struttura diviene sempre più complessa e si trasforma in duna terziaria stabile e ricca di vegetazione erbacea e arbustiva.

 

 

Nelle zone costiere molto ventose le dune sono mobili e vengono distrutte e formate di nuovo dal vento. In questo processo le dune si spostano come onde, soffocando la vegetazione che era cresciuta al loro riparo. (tratto da: 1 litorali sabbiosi – F. Petretti).

   

   

  I sistemi dunali hanno una grande importanza sia paesaggistica che dune funzionale. Essi infatti garantiscono un importante serbatoio di sabbia per le spiagge nei periodi in cui queste sono sottoposte all'azione erosiva del mare. La loro conservazione quindi è necessaria per il mantenimento delle spiagge.

Attualmente la maggior parte delle spiagge e dei sistemi dunali del Mediterraneo sono in fase di netta regressione a causa soprattutto delle attività antropiche. Le cause di degrado e di regressione delle spiagge e dei sistemi dunali possono essere riassunti nel seguente modo:

- Realizzazione di bacini lacustri artificiali che hanno determinato la drastica riduzione degli apporti sedimentari alle spiagge.

- Costruzione di porti, strade costiere e barriere per la protezione delle spiagge.

- Crescente urbanizzazione della fascia costiera.

- Costruzione di strutture edilizie stabili nelle spiagge o nei sistemi dunali.

- Prelievo di materiale sabbioso dai litorali, dalle dune o dai corsi d'acqua dolce.

-         Apertura di sentieri o carrarecce nei sistemi dunali da parte di fuoristrada.  

 

 

Le piccole isole circumsarde

 

Le trasformazioni a cui sono stati sottoposti i sistemi costieri continentali e quelli delle grandi isole del Mediterraneo da parte, dell'uomo fanno assumere alle piccole isole il significato di ultimi rifugi di specie endemiche o di specie che mal sopportano la presenza umana e dei suoi effetti e, pertanto, devono essere considerati preziose testimonianze delle comunità botaniche e faunistiche originarie delle nostre coste.

La Sardegna è una delle regioni italiane con la maggior quantità di piccole isole, circa 400 con una superficie e uno sviluppo costiero complessivo rispettivamente di 279 kmq. e di 580 km.

Esse ospitano un elevato numero di specie botaniche e faunistiche endemiche o rare.

Da un punto di vista botanico in questi ambienti sono presenti, nel loro complesso, i 2/3 delle circa 2000 specie che costituiscono la flora della Sardegna; di queste alcune sono presenti esclusivamente nelle isole.

Inoltre, nella nostra regione questi ambienti rivestono un insostituibile ruolo per la riproduzione di alcune specie faunistiche tipiche dei sistemi costieri. Tra queste si possono ricordare l'Uccello delle tempeste, la Berata maggiore, la Berta minore, il marangone dal ciuffo, il Gabbiano reale, e il Gabbiano corso.

Le isole circumsarde, infine, ospitano un gran numero di uccelli durante le migrazioni autunnali e primaverili.

 

Nelle isole di dimensione di pochi ettari o di alcune migliaia di mq, il forte vento e l'elevata salinità sono i fattori che maggiormente condizionano la vegetazione la quale risulta costituita da essenze resistenti a questi agenti come l’Astragalo dragante - AstragaIus"massiliensis, varie specie di Limonio, l'Euforbia delle Baleari - Euphorbia pithyusa, la Serpentaria - Dracunculus muscivorus , Elicriso - Helichrysum italicum microphyllum, il Finocchio selvatico - Crithmum maritimum, la Silene gallica - Silene gallica.

 

In particolare l'Isola Ruja di Capo Comino riveste una grande importanza per la riproduzione del Marangone dal ciuffo, del Gabbiano reale e del Gabbiano corso, quest' ultima specie è l'unico gabbiano endemico del Mediterraneo oltre che essere minacciato d'estinzione nel mondo.  

1- Il sistema dunale di Capo Comino – Legambiente –I.V.R.A.M. – Comune di Siniscola

         

         

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