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1970
- 2002
A
partire dal 1970 e sino ad oggi, gli evidenti segnali di sviluppo
del decennio precedente si consolidano ed addirittura si
accrescono notevolmente. La mutata situazione economica e sociale
trova riscontro in una dinamica demografica esemplare in rapporto
all'andamento generale della Provincia di Nuoro: gli abitanti
residenti passano dai 7.013 del 1971, ai 9.080 del 1981, con un
incremento dei 29,47%, ed infine ai 10. 234 del 1991, con un
incremento dei 12.71 %.
Parallelamente
allo sviluppo della struttura economica nella sua globalità, si
determina l'ulteriore crescita dagli insediamenti urbani.
Significativi alcuni dati dei censimenti ISTAT: nel 1981 gli
addetti al settore delle costruzioni erano circa 2.700; tra il
1971 ed il 1980 si costruiscono circa 900 nuove case; le
abitazioni occupate nel 1981 risultano 2.355, divenute 3.272 nel
1991; nel 1991 il numero delle abitazioni non occupate è pari a
3.645. Il ritardo dell'amministrazione pubblica nel pianificare
questa crescita, risulta dei tutto evidente; soltanto nel 1972 si
adotta il primo Programma di Fabbricazione esteso all'intero
territorio comunale. Ad alcune discutibili scelte di fondo, quale
ad esempio quella di classificare come zone B di completamento
zone totalmente inedificate, si aggiunge la distorta gestione dei
P. di F; intere zone, ivi comprese quelle riservate alle
attrezzature pubbliche, vengono aggredite dall'edificazione. La
crescita incontrollata è accompagnata dal 1970 al 1985, anno di
emanazione della Legge n. 47 sul controllo dell'attività
urbanistico edilizia, da un significativo fenomeno di abusivismo
edilizio. Sia i centri urbani consolidati che porzioni
significative della fascia costiera vengono interessati dal
fenomeno dell'edificazione fuori dalle regole; ambiti costieri di
notevole pregio ambientale (Sa Petra Ruia, Avedì, Su Tiliò)
vengono di fatto compromessi o degradati. Frattanto il centro di
Siniscola si espande vistosamente: verso la direttrice per La
Caletta in zona Duai a nord ‑ est; a ridosso della nuova Via
G.F. Conteddu ad est‑ ad est del Rio Siniscola con il
quartiere denominato "Ponte di Ferro"; si consolida e si
accresce, a Sud, il quartiere Sa Sedda. le carenze in termini di
viabilità primaria, attrezzature e servizi pubblici diventano
sempre più marcate.
A
poca distanza dal centro, a guisa di quartieri residenziali
satellite, nascono gli insediamenti di Janna e Frores e San
Narciso.
La
crescita urbana più vistosa si materializza probabilmente a La
Caletta; la sua funzione di centro balneare e di servizi per
un'ampía fascia di gravitazione, anche sovracomunale, da impulso
ad un'espansione che porta nell'arco di un ventennio, il nucleo
urbano a quintuplicarsi.
Il
forte carico di abitanti (circa 6/7.000 in alta stagione) pone in
evidenza la carenza di infrastrutture e servizi, anche essenziali
come l'approvvigionamento idríco. E centro di La Caletta, oltre
che le esigenze del turismo stagionale, soddisfa anche la
pressione insediativa dei residenti: i 152 abitanti dei 1961
divengono i circa 1.500 attuali.
Tenuto
conto dei vincoli fisici e giuridici gravanti sul territorio al
contorno, il nucleo urbano di S. Lucia conserva, in massima parte,
la sua dimensione originaria; si procede, però, ad una profonda
alterazione delle antiche tipologie edilizie, anche attraverso
demolizioni totali e successive ricostruzioni.
Notevole,
dal 1970 ad oggi, lo sviluppo degli insediamenti turistici
costieri; oltre le lottizzazioni di "S'Ena e sa Chitta"
e "Mimmiu Canu" (pervenute in questi anni alla totale
saturazione) si assiste alla crescita repentina di una serie di
insediamenti abusivi, da quelli circoscrittí a poche unità
edilizie a quelli formati da centinaia di costruzioni: è il caso
della zona di "Su Tiliò", "Avedì", "Sa
Pedra Ruia".
La
forte pressione insediativa caratterizzante questo ultimo
ventennio, determina il proliferare degli insediamenti sparsi
nelle zone agricole; fatta eccezione per una modesta percentuale
di fabbricati realmente connessi alle attività agricola e
pastorale, il fabbisogno abitativo primario trova parzialmente
risposta nel territorio agricolo contermine al centro urbano di
Siniscola, con significative concentrazioni nella zona di S.
Narciso e S'Alapattu a nord ‑ est, Marinedda ad est,
S'Aspidda e Garraù a sud. Allo stesso modo, ma per soddisfare il
fabbisogno abitativo di tipo turistico ‑ stagionale, vengono
utilizzate le zone agricole contermini alle zone turistiche, per
tutta l'estensione della fascia costiera.
Anche
se con notevoli ritardi, negli anni ottanta l'Amministrazione
Comunale adotta una serie di Piani Urbanistici. Nel 1982 si
adottano lo Studio di Disciplina delle zone turistiche ed il Piano
Particolareggiato della Zona Industriale d'interesse Regionale;
nel 1989 viene approvato il Piano Regolatore Generale e di seguito
a questo i Piani di Risanamento degli ínsediamenti abusivi: Sa
Petra Ruia, Su Tiliò, Avedì, S. Narciso; vengono infine redatti
i Piani Particolareggiati di La Caletta e S. Lucia.
La
Legge n. 47/85 sul controllo dell'attività urbanistico ‑
edilizia ha pressoché bloccato e circoscritto il fenomeno
dell'abusivismo; la pianificazione urbanistica comunale ha rimesso
sufficiente ordine di un panorama complessivo caratterizzato
dall'espansione caotica.. L'evidente rallentamento dell'attività
edilizia caratterizzano questi primi anni novanta‑ le cause
vanno ricercate sia nella crisi strutturale dei settore a livello
nazionale, sia nella difficoltà, tutta locale, di far decollare i
piani attuativi d'iniziativa pubblica e privata.
E
nuovo regime pianificatorio introdotto con la Legge n. 45/89, i
conseguenti Piani Territoriali Paesistici, l'obbligo di
adeguamento ad essi attraverso il Piano Urbanistico Comunale,
potranno divenire per Siniscola ed il suo territorio l'occasione
per ritrovare la via di un ulteriore sviluppo, possibilmente più
razionale ed equilibrato che nel recente passato.
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