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Cementeria: realtà presente nel  territorio di Siniscola.

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Siamo nell'anno 1971, quando viene riconosciuta con Decreto del Presidente della Giunta Regionale (per la cronaca era allora l'On. Giovanni Del Rio) la delimitazione della Zona Industriale di Interesse Regionale di Siniscola.

 

Contemporaneamente nello stesso 1971 la Democrazia Cristiana, la "balena bianca" come poi verrà denominata, amalgamando dentro di sé tutte le varie anime e le varie posizioni che all'interno la vedevano in feroce contrapposizione, riuscì a vincere le elezioni comunali ottenendo la maggioranza assoluta dei voti e di conseguenza la maggioranza in consiglio comunale, mettendo le premesse con il sindaco Fabio Coronas per un periodo di sicura governabilità, al riparo di contrasti con eventuali alleanze.

 

Il Vice Sindaco Dr. Fernando Tondi, che tramite l'Associazione Industriali e la Camera di Commercio, si era adoperato perché qualche imprenditore del Continente volgesse la sua attenzione anche su Siniscola, portò a conoscenza di tutto il Consiglio Comunale la possibilità che nel nostro territorio potesse nascere una cementeria.

 

Gli eredi Altara, a loro volta, erano in contatto con questi imprenditori e avevano offerto il loro terreno, partecipando anche con una piccola quota azionaria nella Società.

 

I contatti coordinati dal Dr. Tondi e dall'allora presidente della Camera di Commercio Comm. Salvatore Serra evidenziarono la richiesta della nascente Società di acquisire una parte dei terreni del Monte Albo che partendo dalla vallata di ISCHIRIDDE' e SAS FUNTANAS proseguiva per PUNTA RAMASINU.

 

Tali terreni che servivano per l'apertura della cava e quindi per il rifornimento del calcare alla Cementeria erano di proprietà comunale.

 

Si sviluppò un primo dibattito in Consiglio Comunale, dove tutte le forze politiche, pur dicendosi d'accordo sull'iniziativa, cominciarono ad evidenziare pericoli di inquinamento e paura di rinunciare ad una parte del Monte Albo che, in tempi non lontani, era stata meta di quel piccolo turismo salutare alla fonte di ISCHIRIDDE'e che in quel momento ospitava in quella zona due ovili con due greggi di capre.

 

Si capiva comunque che tutte le discussioni miravano più che altro a chiedere qualche garanzia di occupazione alla nuova Società e la richiesta che venissero adottate le più moderne tecnologie per evitare pericoli di inquinamento, soprattutto dalla polvere.

 

Fu deciso allora di nominare una commissione consiliare, che avrebbe avuto il compito di visitare alcune cementerie di proprietà del costituendo gruppo per rendersi conto dell'impatto ambientale e per cercare di capire la serietà dei promotori.

 

Questa commissione effettuò il viaggio di studio ai primi di Febbraio 1972.

 

Tanto per non stare nel generico la commissione era costituita dal Sindaco CORONAS, dal Vice Sindaco Tondi e dai consiglieri Maggio, Vedele, Carta e Murru.

 

Furono visitate due cementerie: la CEMENTI TICINO, che apparteneva alla capogruppo della nuova Società e la CEMENTI MERONE.

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