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Cementeria: realtà presente nel territorio di Siniscola.
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da pag.2
Sono passati da allora circa venticinque anni ma, tanto per dare l'idea
del cambiamento dei tempi, sappiate che per almeno metà dei membri
della commissione si trattava del battesimo dell'aria, avvenuto su
un FOKKER dell'Alisarda in partenza da Vena Fiorita, perché il
Costa Smeralda era ancora in costruzione.
Tutta la commissione cercò di svolgere con correttezza e con zelo il
proprio compito anche se, per la verità, tutti potevano fare la
figura del "buon selvaggio" di fronte a questi industriali
del Nord che volevano stupirci con la magnificenza delle loro
realizzazioni, la ricchezza delle loro sedi, l'opulenza e l'eleganza
dei ristoranti dove ci portarono a pranzo e a cena.
Mi ricordo che qualche anno prima, col professore di economia politica
dell'Università, avevamo costituito un piccolo gruppo di studio in
vista di una eventuale tesi, sui cambiamenti sociali una
industrializzazione spinta e piovuta dall'alto avrebbe potuto
portare nel tessuto sociale della nostra isola, creando la necessità
di spostamenti e imponendo ritmi di vita completamente diversi.
Da quelle discussioni emergeva comunque la necessità e forse
l'ineluttabilità che questi cambiamenti avvenissero, con la
coscienza, purtroppo, che la mancanza di tradizioni industriali
avrebbe potuto portare ad una sorta di neocolonialismo, se non ci
fosse stata una contemporanea presa di coscienza culturale che
assimilasse anziché subire la cosiddetta civiltà industriale.
Ma per gli amministratori di un piccolo comune la possibilità di
costruire nuova occupazione, di creare nuovi posti di lavoro
duraturi, la consapevolezza che un'industria come la cementeria
avrebbe creato un indotto costante, diventava motivo sufficiente per
accantonare paure ed esitazioni.
Una cosa in fin dei conti era chiara: un investimento del genere doveva
per forza radicarsi nel territorio, in quanto la materia prima della
produzione era il nostro monte, il nostro calcare che sarebbe
diventato prima polvere e poi di nuovo "pietra", dove
c'era la necessità di costruire e di nuovo operare nella continua
trasformazione che l'uomo effettua dell'ambiente che lo circonda.
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