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a
cura di
Rita
Bomboi
Questo
volume rappresenta la sintesi, ancorché incompleta di un anno di
ricerche condotte con una 3^ classe della Scuola Media presso i
rappresentati più vigili e significativi della cultura che ha
caratterizzato l’economia del Territorio di Siniscola nel recente
passato. Esso costituisce la naturale prosecuzione di un’attività
– che qui trova parziale collocazione – sviluppata nel
precedente anno scolastico, rivolta principalmente alla ricerca
degli oggetti e degli strumenti di lavoro assurti a simbolo di una
civiltà, quella contadina, segnata da un progressivo quanto
inesorabile declino.
Inserita
in un progetto educativo e didattico contro la dispersione
scolastica, questa ricerca ha voluto offrire nuove occasioni di
apprendimento a quegli alunni meno motivati nel processo cognitivo e
nel contempo si è proposta come scoperta, o riscoperta, di quegli
elementi linguistici, di quelle funzioni, di quei simboli che
costituiscono il substrato della nostra cultura.
Tale
indagine, attraverso la conoscenza del nostro passato recente,
risponde altresì alla necessità di recuperare la nostra
individualità, non finalizzata all’affermazione di una presunta
superiorità su altre culture, ma va concepita come reazione
cosciente contro una cultura di massa livellatrice, che trapianta
nel tessuto connettivo delle nostre conoscenze linguaggi e
comportamenti dettati da una pedagogia fondata sul profitto.
Si
rivolge pertanto ai vecchi, perché ritrovino se stessi, la memoria
di un mondo segnato da ritmi naturali e la cultura di un’epoca che
li ha visti, presenze indomabili, in una terra benigna. Ma è
dedicata soprattutto ai giovani, vittime non sempre inconsapevoli
del veloce incedere di ideologie e miti, perché sappiano trovare
nelle attività e nelle vicende umane che hanno caratterizzato la
nostra tradizione storica spunti di riflessione consapevole,
elementi di identità personale e comunitaria attraverso un
autentico processo di appropriazione e valorizzazione.
Il
presente lavoro – a cui non sono estranee memorie personali –
non si propone tuttavia come ritorno al passato per riesumare gli
aspetti arcaici della vita delle campagne, né come contemplazione
di un rapporto idilliaco uomo-natura così difficile da conseguire
– supposto che mai sia esistito – e non solo a queste
latitudini, dove elementi paesaggistici di notevole bellezza si
fondono con una terra arida e speso matrigna. Esso va interpretato
bensì come un tentativo rivolto alla conoscenza storica delle
nostre origini, consapevoli che solo attraverso il recupero della
memoria possiamo liberarci dalla sudditanza economica e culturale di
secoli di oppressione, riappropriarci della
nostra storia e della nostra capacità di agire e, di
conseguenza, del nostro futuro.
Con
questo spirito siamo entrati in relazione con le conoscenze e le
attività peculiari tramandate dalla tradizione locale sull’uso
quotidiano della terra, alla ricerca di sostentamento, dei contadini
e dei pastori. Abbiamo seguito, fin dove la memoria dei nostri
testimoni poteva arrivare, un percorso legato alle pratiche
agricole, da sa juaria a s’incunza, che si perpetuavano
nell’annata agraria; ai mezzi e agli strumenti di lavoro, sas
armas de gherrare; all’allevamento, alle attività di
trasformazione di alcuni prodotti e in misura minore, poiché più
recente e meno radicata nell’economia locale, all’attività
estrattiva. Uno spazio inconsueto ha trovato la presentazione di
alcuni elementi climatici, i venti locali – con le relative
espressioni – così determinanti in una Regione dall’orografia
tormentata come la nostra e in un’economia agro-pastorale che basa
la sua ragion d’essere sulle caratteristiche e sui mutamenti del
clima. E ancora, la popolazione, i proverbi, i sistemi empirici di
misurazione, la classificazione e le denominazioni della terra e del
patrimonio zootecnico.
Il
territorio di Siniscola così poco conosciuto dai suoi stessi
abitanti, è diventato per queste ragioni un laboratorio
metodologico, luogo privilegiato di osservazione e di maturazione,
spazio d'indagine dove sperimentare e applicare strumenti
conoscitivi, verificare l'attendibilità e la funzionalità dei
risultati conseguiti.
In
questo paesaggio geografico e umano, dove il passato e il presente
s'incontrano, dove la storia entra in relazione con la geografia,
dove sono ancora evidenti le ferite delle spoliazioni di
conquistatori antichi e recenti, dove gli uomini sono ancora segnati
da vicende che li hanno visti vittime o deboli protagonisti, abbiamo
cercato e trovato la materia per le nostre indagini.
Accanto
alle testimonianze orali, notevoli - se rapportate al contesto in
cui si è operato - sono le fonti documentali, bibliografiche e
statistiche esaminate ai fini della ricostruzione degli eventi che
hanno interessato il territorio dove si è collocata la ricerca. La
trattazione storica e l'esame di alcuni fenomeni di carattere
socio-economico, che denotano segnatamente l'intervento
dell'insegnante, pur in sintesi, vogliono favorire la comprensione
del processo di interazione intercorso tra le vicende umane e le
risorse ambientali. Anche il ricco apporto figurativo e fotografico
- peraltro pregevole dal punto di vista estetico - risponde ad
un'esigenza di documentazione visiva e facilita la
"lettura" del testo e la divulgazione soprattutto fra un
pubblico giovanile.
Questo
saggio di documentazione, che non si può ritenere esaustivo, va
esaminato tenendo presente le caratteristiche e i limiti che
un'indagine conoscitiva nel territorio, effettuata con alunni
variamente motivati, può comportare: la complessità degli
spostamenti, la ricerca di esperti locali, la necessità di
confermare informazioni e dati relativi ai comparti esaminati, la
difficoltà, dati i tempi esigui, a completare il quadro d'insieme.
La stessa organizzazione "a schede" del libro risponde ad
un quadro di esigenze di carattere didattico e organizzativo,
compatibili con un contesto classe eterogeneo.
Il
materiale rilevato vuole documentare, nelle forme più
significative, quel complesso di conoscenze legate all'utilizzo
della terra che si sono sviluppate in un'economia rurale; non trova
collocazione in questo studio, per evidenti ragioni e non solo
metodologiche, nessun cenno relativo ai rapporti sociali di
produzione che costituirà, spero, materia di ricerca per ragazzi più
maturi.
A
conclusione del nostro percorso, auspichiamo che questo contributo
trovi una specifica collocazione nel panorama delle ricerche e degli
studi che si svilupperanno nell'ambito del Territorio di Siniscola;
la qualità di work in progress del libro va intesa più che un
limite una premessa per nuovi e più ricchi lavori.
Rita
Bomboi
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