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Laores e Suores
Siniscola: storia, economia e società

a cura di

Rita Bomboi

ELEMENTI DEL TERRITORIO:

PAESAGGIO NATURALE E INSEDIAMENTI UMANI -

 

Il territorio di Siniscola presenta un paesaggio ricco di elementi naturali di notevole interesse: le aspre cime del Mont'Albo, le grotte inaccessibili, le rocce levigate dall'azione delle acque, la piana solcata dal Rio Siniscola, le dolci colline digradanti verso il mare, le acque trasparenti delle coste si inseriscono in un paesaggio di una straordinaria bellezza.

 

E' un ambiente che ha favorito l'insediamento dell'uomo e che l'uomo con la sua storia, con le sue credenze religiose, con le sue abitudini, con il desiderio di comunicare o con la necessità di difendersi ha modificato nel corso di 4.000 anni e forse più di storia.

 

Il paesaggio che si è venuto formando è il risultato della storia e dell'intervento dell'uomo: sulla sua superficie l'agricoltura si è alternata, non senza contrasti, con la pastorizia, attività svolte per secoli in modo arcaico e limitato, ma che hanno inciso sul paesaggio e lo hanno trasformato soprattutto in tempi a noi vicini.

 

Profondi interventi come le bonifiche, i rimboschimenti programmati a protezione della zona costiera (S. Lucia e La Caletta) o sulle zone montane (Grassianu), le opere di irrigazione e la riforma fondiaria hanno disegnato un nuovo paesaggio geografico e favorito forme più razionali di sfruttamento del territorio.

 

Sono tuttavia ancora evidenti le conseguenze del barbaro diboscamento di vaste superfici montane per recuperarle all'agricoltura o per ricavarne il carbone vegetale, che nell'Ottocento avrebbe azionato le macchine a vapore delle regioni del Nord che si andavano industrializzando, e i segni dei moderni colonizzatori che hanno depredato le sue ricchezze e sconvolto l'equilibrio uomo‑ambiente, con le promesse di un duraturo benessere.

 

Le vicende degli uomini da secoli sono entrate così in relazione con il paesaggio ed è la storia che ci insegna ancora a scoprire la geografia della nostra Terra anche al di là dei mutamenti più evidenti lasciati sulla sua superficie.

La regione che ci accingiamo ad esaminare, che si estende per circa 200 kmq, per la mitezza del suo clima, per l'abbondanza delle sue acque, di fiumi e sorgenti, per la fertilità del suolo conobbe fin dalla preistoria notevoli insediamenti umani, come testimoniano i numerosi nuraghi presenti lungo le coste, su dolci declivi o sulle asperità montane.(1) Le grotte, numerosissime sulle propaggini del Mont'Albo e del Monte Latu, dapprima, e siti più confortevoli, poi, offrirono rifugio ospitale alle popolazioni che qui si insediarono attratte dalle risorse di tipo economico e strategico che il territorio offriva.

 

La felice posizione geografica favori i contatti con popoli di differenti regioni mediterranee: cipriote, iberiche (XII sec. a. C.), con il mondo etrusco, prima, e con Roma (anter. al 238 a. C.), poi, e favori la fondazione di colonie lungo la costa(2), la più famosa delle quali Feronia viene ricordata dal geografo alessandrino Tolomeo nel II sec. d. C.

 

Grazie ai collegamenti marittimi e stradali (l'Itinerario di Antonino del III sec. d. C. prevedeva una fermata a Portus Luguidonis), queste popolazioni furono più aperte dei barbaricini, che vivevano all'interno, alle innovazioni culturali, linguistiche e religiose provenienti di là dal mare.

 

Gli insediamenti umani lungo la costa dovettero essere presenti anche nelle epoche successive, nonostante gli attacchi pirateschi di popoli provenienti dal Nord Africa e una situazione politica incerta, seguita alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d. C.), consigliassero un temporaneo allontanamento delle popolazioni dai litorali verso regioni più sicure. 

    

1) Cfr. A. BONINU, Studi archeologici del territorio, in AA. VV., Siniscola, dalle origini ai nostri giorni, a cura di E. ESPA (pubblicato a cura del Rotary Club di Siniscola), Il Torchietto, Ozieri 1994, p. 66.

2) Fonti letterarie, non da tutti condivise, parlano di una colonia militare fondata da 500 coloni romani con l'apporto delle città marinare dell'Etruria già dal IV sec. a. C., periodo in cui la Sardegna era occupata dai Cartaginesi.

Su questo argomento vd. M. BONELLO, A. MASTINO, Il territorio di Siniscola in Età Romana, in AA. VV., Siniscola, dalle origini, cít., p. 159;

P. MELONI, La Sardegna romana, II ed., Chiarella, Sassari 1990, pp. 18‑23 e note pag. 444 ss.; I. DIDU, Il supposto invio di coloni romani in Sardegna nell'anno 378‑7 a.C., "Athenaeum", L, 1972, pp. 310 ss.

 
 

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