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La Festa della Madonna delle Grazie sta rinnovando i fasti d’un
avvenimento che ha segnato a lungo la storia e la vita della nostra
gente.
La paura di un lento declino, si avvertiva in qualche vago cedimento che
coinvolgeva la stessa organizzazione della festa.
Da alcuni anni l'entusiasmo dei nuovi comitati, l'intelligente concorso
di nuove idee, la proposta di iniziative originali e soprattutto il
progetto della Leva '56, che realizza anche la presente
pubblicazione, rilanciando in termini culturalmente significativi e
fruibili da tutta la comunità, stanno dando alla Festa della
Madonna delle Grazie nuove dimensioni e allargando gli orizzonti
sacri e profani in un ritmo di riti religiosi e folkloristici, che
stanno ravvivando una memoria che non poteva andare perduta.
il progetto della pubblicazione è stato accolto unanimente da tutto il
comitato e la sua realizzazione è stata possibile grazie alla
passione intelligente e decisa di un gruppo più ristretto che ci
consegna un'opera rara e unica che colloca la Festa delle Grazie con
tutti i suoi risvolti storici e religiosi, popolari e aristocratici
in una cornice di nostalgiche e indimenticabili rimembranze.
Frutto di una ricerca a tutto campo, dagli archivi alle case, dal le
carte alle memorie vive degli anziani più fecondi di ricordi.
"
Grassias damus e Pedímus
grassías
de grassias Segnora"
La risonanza popolare del canto dei gosos evoca pensieri sentimenti che
fanno correre i ricordi più felici alla Festa delle Grazie,
consacrata dal tempo e dalla tradizione, come una delle più amate
nelle contrade dell'alta Baronia e una delle sagre più at tese dai
Siniscolesi e dagli abitanti del circondario.
Folle di pellegrini hanno animato le strade e le campagne, a piedi e a
cavallo e in tempi più recenti in macchina, per raggiungere il
santuario di Nostra Signora delle Grazie, felici e ansiosi di
deporre nelle mani della Madonna preghiere, speranze, desideri e
intenzioni nascoste che solo alla Madre di tutte le Grazie si
potevano confidare.
Una festa di quelle segnate su un ideale diario quotidiano per essere
rinnovato ogni giorno e rinfrescato col sapore indimenticabile di
quei motivi paesani che riportavano alla memoria gli incontri, gli
auguri, i balli, i torroni, gli organetti, le bancarelle, le
preghiere, i predicatori e quell'incontenibile gioia stampata sul
volto dei bambini e la serena, compiaciuta e dignitosa aria di festa
dei pastori, dei contadini e degli artigiani cui la Madonna delle
Grazie concedeva una sosta meritata alle loro fatiche.
Pietà mariana sentita nel cuore e celebrata da secoli nella elegante
chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie, fin dai primi decenni del
1600, mantenuta viva in un ritmo alternato tra slanci di alta
spiritualità e la voglia insaziabile di gesti e di segni umani, di
svaghi e di sollievo e di rinnovate speranze, che la festa della
Grazie amplificava all'infinito.
E le "poetiche" romantiche serate quelle che il clima
accompagnava con qualche scroscio di pioggia, in cui più spesso la
luna si affacciava splendente dal cielo, per condividere la festa e
per sentirsi anch'essa testimone di epopee cantate dai poeti, la cui
voce faceva memoria del passato e diventava profezia di tempi nuovi.
Tutto questo e ancora di più con infinite suggestioni ci propone la
preziosa ed elegante pubblicazione curata dalla Leva '56.
Plaudiamo con soddisfazione ad una iniziativa che riporta al centro
dell'attenzione e delle attese popolari un avvenimento che è nel
cuore di tutti noi.
La pubblicazione fa una meravigliosa sintesi tra passato e presente,
armonizzando storia e culto, modernità e tradizioni, in un
coinvolgente rincorrersi di fatti e di emozioni e rimarrà un
riferimento unico e fecondo capace di assecondare il rigore
scientifico e la fantasia, il folklore e la fede.
Don
Ciriaco Vedele
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