Google | SuperEva | Arianna | msn.com | inwind | Tiscali | Excite | Yahoo! | Virgilio | Trovatore | AltaVista | lycos

 

logo logo Siniscola antilogo

   Homepage  

Foto

Letteratura

Chiese

Sport

Banche

Musica 

Sardegna

Attività culturali

   

Storia di siniscola

L'abbandono del porto

Il disinteresse del Governo si notava anche nelle condizioni del Porto di La Caletta. Il protezionismo doganale del 1887 aveva contribuito a tenere lontani i bastimenti francesi che già dalla fine del Settecento approdavano nell'insenatura di Siniscola, per imbarcare diretti al porto di Marsiglia la carne, il grano, il formaggio e le pelli ed il vino destinati al mercato francese. (45)

 

L'economia locale e quella regionale ne subirono i contraccolpi negativi, poiché quello era il punto di riferimento. naturale per l'imbarco delle merci del nuorese e l'arrivo dei prodotti esteri.

 

Il porto venne ridotto al ruolo di rada naturale. In queste condizioni appariva nel 1906 a chi vi approdava e malediceva «appena messo piede a terra all'indolenza dei sardi ed alla noncuranza del governo. E non a torto», come ebbe modo di raccontare una cronaca del giornale La Nuova Sardegna nel numero del 16 agosto 1906: « Tu tutti i giovedì e tutti i sabato allo scalo della Caletta si svolgevano delle scenette che fanno ridere gli spettatori, ma fanno morire di rabbia i viaggiatori che per arrivare alla riva scendono dal piroscafo ed entrano in una barcaccia adibita allo sbarco delle merci.

 

La barcaccia gravata dal peso delle merci e delle persone, tocca fondo prima di arrivare all'asciutto e allora i passeggeri di qualunque condizione e sesso essi siano devono essere portati sulle braccia o sulle spalle da un marinaio per una quindicina di metri almeno. Un tavolone e un cavalletto (che non costano poi dei milioni) potrebbero evitare l'inconveniente, eppure neanche questo si fa. La prima cosa poi che attira l'attenzione del nuovo arrivato sono numerose ed enormi piramidi di carbone, che rappresentano le floride foreste ancora viventi nell'autunno passato e la morta speranza dei piccoli proprietari sardi di salvare dal demanio invasore almeno i terreni vendendone gli alberi. E poi... paludi da ambo i lati che formano una catena con altre paludi per chilometri e chilometri: paludi ferocissime di zanzare e di pesca. Ma solo le zanzare sono per noi, la pesca è tutta per i romani e gli appaltatori, che qui hanno trovato sempre terreno acconcio per fare, direbbero loro affaroni!».  

 

45. Alberto Boscolo, LUigi Bulferetti, Lorenzo Del Piano, Gianfranco Sabatini, Profilo storico-economico della Sardegno, Milano, 1991. Dallo studio (lei commerci di fine settecento si ricavava che i porti di Siniscola ed Orosei erano interessati agli scambi commerciali tra la Francia e la Sardegna. Nel 1790 furono imbarcati per Marsiglia dal porto di Siniscola 553 starelli di grano, nei 1791 furono imbarcate 735 acchette, 1800 cantari di carne di porco e montone, 32.50 quintali di vino, 46 buoi, 78 cantari di carne di porco. Dal porto di Marsiglia arrivavano le stoffe in concorrenza con quelle di Genova: stoffe di seta, di lana. tessuti di filo e cotone. Il protezionismo di fine Ottocento provocò il crollo delle esportazioni.

       

    indietro                                indice                                     avanti  

 

Guida TV 

Meteo

A Siniscola

Google

Costume di Siniscola

Costume di Siniscola

lineablu

 
 

Homepage

vai sopra

     Siti Preferiti

  

  Ansa | cnn Italia | Italia Post | rainews24 | Agenzia Italia |  Ago

amico |  Asca |  Eipa | Ag.  giornalisticaeuropea | Televideo

      

  Copyright © 2002 siniscolaonline / Inc. Tutti i diritti riservati