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Nuoro,
18 ore 12,30 (L.) ‑ In città producono impressione enorme le
notizie che provengono da Siniscola. Qui si afferma che oltre
all'odio antico tra siniscolesi ed írgolesi, abbia dato causa alla
recente agitazione il modo con cui il paese è stato amministrato in
questi ultimi anni. Si dice che siano state inviate per la via di
Terranova numerose truppe a Siniscola. Il concentramento di forze a
Irgoli è difficile, mancando strade (?) Per questa sera sul tardi
sono attesi a Nuoro, per essere rinchiusi nel carcere giudiziario i
pastori arrestati avantieri nel salto Pauleddas e in Siniscola dopo
la prima dimostrazione. Gli arrestati vengono tradotti su carri a
buoi.
Invio
di truppe
Nuoro,18,
ore 13 (L) ‑ Apprendo ora che dietro richiesta telegrafica del
sottoprefetto Doro, che è arrivato ieri notte sul tardi a
Siniscola, in compagnia del giudice istruttore, del capitano dei
carabinieri, la prefettura di Sassari ha disposto per l'invio dalla
Maddalena di 150 soldati. Questi soldati sono partiti ieri notte su
navi della regia marina e arriveranno a Siniscola verso le ore 15.
Intanto da tutte le stazioni vicine si sono racimolati più
carabinieri che si è potuto e si sono inviati a Siniscola. LI
fermento continua, però non è avvenuto alcun nuovo disordine.
La
distruzione di un salto
Nuoro,
18 ore 14 (L).‑ Un forte gruppo di siníscolesi si troverebbe
armato in campagna alla caccia di irgolesi. Essi avrebbero già
distrutto il salto Annassargia e la dispensa.
Le
ultime notizie
Nuoro,
18, ore 16(L.) - Un telegramma da Siniscola annunzia che i
dimostranti impediscono che la posta per Terranova parta. Così pure
impediscono che il messo esattoriale si rechi a Posada; Si parla
anche di minaccia contro l'ufficiale telegrafico. Credesi che il
minacciato conflitto fra siniscolesi ed irgolesi a Pauleddas non sia
avvenuto. Non si hanno altre notizie.
Lo
stesso giorno che il quotidiano sassarese racconta lo svolgersi dei
fatti, ora per ora, viene pubblicata la lettera di un lettore di
Siniscola, che si rivolge al giornale per denunciare come la causa
di molti mali della Sardegna di quel periodo storico fosse da
individuare nella "gravissima imposta fondiaria". La
lettera ha come titolo: VOCI DI DOLORE.
Proprio
da Siniscola nei giorni passati ci scrivevano le seguenti parole
rivelanti il dolore anche dei meno colpiti dal disagio generale. Il
nostro periodo storico è in via di progresso per l'istruzione
popolare. E’ naturale che le masse ne profittino per il loro
miglioramento economico. Bisognerebbe però far loro intendere con
sana educazione che la società col garantire i loro diritti ha pure
l'obbligo di esigere il compimento di tutti i doveri. La scuola
moderna corrisponde pienamente a questo duplice insegnamento? Ho
ragione di dubitarne. E’ molto, ma molto difficile penetrare nella
mente del popolo attitudini speciali si richiedono negli insegnanti
per l'educazione delle masse.Quando queste principali necessità
della vita civile si facciano camminare di pari passo, il popolo non
ha bisogno di ricorrere alla rivolta a mano armata, alle sassate, ma
avrebbe ben altri mezzi per il suo risorgimento economico: la scelta
dei suoi buoni amministratori, la scelta dei migliori uomini per
rappresentarlo nel Parlamento. Non si lascerebbe ingannare e
corrompere dai soliti intrighi, ma sarebbe in caso di dare i suoi
equi giudizi su uomini e cose. Queste considerazioni le faccio non
per la sola Sardegna, ma ancora per le altre regioni dell'Italia che
non si trovano in condizioni molto migliori dell'isola nostra. Quali
cause vecchie e nuove delle riscosse popolari? Tutta la stampa si
preoccupa di questi dolorosi avvenimenti e valenti pubblicisti del
partito liberale con splendidi articoli ne danno giudizi ponderati.
Le nostre vecchie e cancrenose piaghe sono innumerevoli e l'odissea
dei nostri mali le registra, a dolenti note, la nostra storia. Al
principio specialmente dopo la cessazione della dominazione romana
le recenti vennero anche illustrate dai deputati Chiesa e Valeri ed
altri. I mali nostri, il nostro malessere economico provengono in
modo speciale dalla gravissima imposta fondiaria.
I
moti di Siniscola nel n. 224 della Nuova Sardegna di lunedì‑martedì
20 e 21 agosto sono ancora nella prima pagina che racconta il
ritorno dei "rivoltosi da Pauleddas", l'ondata di arresti
e nuovi particolari, mentre si teme che la scintilla di Siniscola
diventi focolaio di rivolta anche nei centri vicini come Orune,
Dorgali e Lula, comunità divise e tormentate dal problema delle
terre ex‑ademprivili.
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