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Nel
mandamento di Siniscola il carcere si trovava a Posada. L'Angius nel
noto Dizionario lo descrive come una «sepoltura di viventi» al
pari delle carceri di Nuoro, Mamoiada, Orosei, Bosa, Bono, Cuglieri,
Santu Lussurgiu, Macomer e Tresnuraghes. « Vedi quelle di
Tresnuraghes e da una le conosci tutte. Vieni,» scrive l'Angius, «entra
a piano terreno in questo tristo tugurio tutto annerito di fumo.
Osserva questo buco nel suolo con piccola grata. Qui sotterra entro
oscuro pozzo gemono i miseri, da questo spiraglio passa ai medesimi
l'aria, la luce, ed un pane nero. Ve n'erano in Nuoro, Mamoiada,
Orosei, Bono e Posada e in esse i detenuti dovevano riposare nella
notte con una collana per la quale erano infilzati ad una grossa
catena, il cui capo usciva per un buco nella stanza del custode.
In quelle di Bono e Posada pativasi meno che in quelle di Mamoiada e
Nuoro, che erano cave orribili, dove nelle invernate piovose
trasudava l'acqua e faceva lago (1).
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