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Dalla
sentenza della Corte d'appello di Roma raccolgo in ordine
cronologico le principali fasi di questa odissea: 1856 ‑ I
Siniscolesí impresero il lavoro disgherbimento e di dissodamento in
Pauleddas. Il demanio li convenne davanti la gíudicatura di Dorgali,
per inibire quella lavorazione.
4
maggio 1857 ‑ Il pretore di Dorgali respinge la domanda
del Demanio e riconosce nei Siniscolesí il diritto di possesso
sopra tale salto. ‑Il Demanio citò in petitorio, ma abbandonò
la causa. Intanto a mezzo di agenti forestali mantenne vive le sue
pretese, accertando contravvenzioni.
1873
‑1 Siniscolesi, stanchi delle contravvenzioni, chiamano,
davanti al tribunale di Nuoro, il Demanio per farsi riconoscere
proprietari del salto di 'Pauleddas"
14
novembre 1881 ‑ Il tribunale di Nuoro accoglie la
domanda dei Siniscolesi e la sentenza passa in giudicato.
1863‑
Legge che abolisce gli ademprivi in Sardegna.
1867‑
Il Demanio dividendosi il salto 'Pauleddas" con Irgoli in base
alla predetta legge, chiede che vengano conferiti i salti "sa
Chisina ", Muruddone e Golostia ". Irgolí chiama in
giudizio il Demanio per questi tre salti.
28
giugno 1876‑ Il tribunale di Nuoro riconosce di
proprietà del comune di Irgoli i salti “Muruddone, Sa Chisina e
Golostia”. Condanna il Demanio nelle spese.
2
febbraio 1879‑ La Corte d'appello conferma la
precedente sentenza.
10
maggio 1885‑ Ad Irgoli tocca il lotto A; al demanio il
iotto B,
1884‑
I siniscolesi martellano le piante di elce per scorzarle, atterrarle
e carbonizzarle nei tre salti Sa Chisina, Muruddone e Golostia.
12
giugno 1884‑ Irgoli conviene davanti il tribunale i
siniscolesi per dichiararsi di sua proprietà i tre salti suddetti.
16
marzo 1886‑ E’ ammessa la prova domandata dal comune
di Irgoli per stabilire la proprietà sua sui tre salti.
1886
e 1887‑ Si esaurisce la prova sul luogo. Durante questo
giudizio petitorio Irgolí introduce il bestiame nei tre salti ed i
siniscolesi ne chiedono la manutenzione
28
febbraio 1889‑ Il tribunale respinge la domanda di
manutenzione proposta dai siniscolesí.
1888‑
La Ditta Vincentellí introduce schiere di operai per rídurre in
carbone quelle foreste. Irgoli inizia perciò un altro giudizio
davanti il tribunale e chiamo il Demanio in garanzia. Vincentelli
chiama in garanzia i Dussol loro cedenti e costoro chiamano i
siniscolesí. Il Demanio dichiarò di non voler assumere garanzia di
sorta verso Irgolí.
4
agosto 1892‑ Il tribunale riunisce le due cause,
assolve i siniscolesi dalla domanda di rivendita Muruddone, Sa
Chisina e Go]ostia, so Cazza de su Conte e Pauleddas, assolvette il
Demanio dalla garanzia e condannò, come si disse, il comune di
Irgoli. 14 novembre 1893 ‑Sentenza della corte d'appello di
Gagliari che da ragione ad Irgoli.
15
marzo 1895‑ Sentenza della cassazíone romana che cassa
la precedente.
4
aprile 1896‑ Sentenza della corte d'Appello di Roma che
come quella di Cagliari da ragione ad Irgoli. ‑Rif.
La
situazione a Siniscola
Il
numero degli arrestati. I latitanti.
Nuoro,
28 ore 14,50 (L.) Notizie da Siniscola recano che gli arresti, che
tutti speravano si limitassero a quelli già avvenuti, continuano.
Sono stati arrestati otto individui e pare che siano stati spiccati
altri numerosi mandati di cattura. Trovasi sovraluogo il capitano
dei carabinieri che dirige personalmente le operazioni. Impossibile
ora precisare il numero. Molti cittadini si sono dati alla
latitanza, e sono ricercati attivamente. La popolazione e allarmata.
L'altro giorno vi ho comunicato la notizia, secondo le voci che
correvano a Nuoro, che fossero stati arrestati alcuni membri della
famiglia del farmacista Carzedda: ora, assunte precise informazioni,
sono lieto di constatare che tali voci non avevano fondamento
alcuno.Tanto meglio. Gli arrestati, finora, sono quarantadue.
La
Nuova Sardegna (18‑19 Aprile 1907)
Elezione
dei consiglieri‑ L'insediamento del nuovo consiglio
comunale‑ Nomina del sindaco Partenza del regio commissario.
Siniscola,
16‑ Il 7 aprile in questo paese ebbe luogo l'elezione del
nuovo consiglio comunale. Per tutte le vie e le piazze si . vedevano
pattuglioni di carabinieri armati di moschetto. Durante la notte
nelle piazze municipali erano stati messi dei manifesti esortante
gli elettori a votare per il partito popolare e una cosa simile,
nuova per Siniscola, aveva eccitato gli animi, e perciò era corsa
voce che da un momento all'altro dovesse scoppiare la... rivoluzione
mentre accadde tutto il contrario. A votazione finita, ambi i
partiti rincasarono pacificamente. Di tutto ciò va data lode
all'ottimo delegato Quarini e al sottotenente dei carabinieri di
Bitti, che seppero tenere l'ordine e fare in modo che tutto si
svolgesse tranquillamente. Nella lotta vínse il partito Dalu‑Conteddu.
‑ Il giorno 12 ebbe luogo l'insediamento del nuovo consiglio
comunale. Presiedeva il signor Dalu Giovanni maggiormente votato,
che diede la parola al regio commissario Avv. Fumu, segretario di
prefettura.
Questi
lesse un'accurata relazione accolta con applausi. Su proposta poi
del predetto signor Dalu, fu approvato all'unanimità di dare alle
stampe a spese del comune la relazione e di dare pure l'encomio
solenne al predetto signor commissario per avere disimpegnato con
zelo e puntualità gli affari del comune. Di sera si procedette
alla nomina del sindaco e della giunta. Riuscì eletto sindaco
Dalu Salvatore, assessori: Sanna Dottor Luigi e Dalu Giacomo;
supplenti: Fenu cavalier Antonio e Dau Spanu Francesco. e Il 13 il
dottor Fumu partì per Nuoro, suo nuova residenza. Le scuole con
bandiera e quanto di più eletto conta Siniscola l'accompagnavano
per oltre mezz'ora fuori popolato con acclamazione ed evviva. Il
popolo all'uscita del paese fece al regio commissario una
dimostrazione d'affetto. Tutti, senza distinzione di partiti,
augurarono al dottor Fumu una brillante carriera.
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