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Il
consiglio comunitativo di Siniscola aveva indirizzato un ricorso
al Ministero delle finanze di Torino, il 12 settembre del 1854,
ritenendo ingiusto che gli abitanti «dell'antica giurisdizione
del feudo di Senis e Posada siano a seguito del disposto della
legge 15 aprile 1851, e per il non seguito riscatto di quel feudo
ricercati pel pagamento di due distinti tributi riferentesi però
ad uno stesso oggetto, cioé alle prestazioni feudali ed
all'imposta prediale da detta legge stabilita». (1)
Le
osservazioni fatte dal Consiglio comunitario di Siniscola furono
giudicate giuste, per cui la Duchessa della Rocca, amministratrice
dei beni della Contea di Montalvo e sposa di un nobile del casato
degli Alcazar, non avrebbe dovuto vantare nessuna pretesa di
prestazioni feudali, a partire dalla entrata in vigore della legge
15 aprile 1851 sull'imposta fondiaria. La nobildonna spagnola, che
si chiamava Maria Teresa De Vera, risiedeva a Madrid, ma la
distanza non le impediva di proseguire la controversia giudiziaria
legata al feudo di Posada. I nuovi tributi ed i metodi di
riscossione due anni prima del ricorso del 1854 al Ministero delle
Finanze, furono causa della protesta popolare. I dimostranti il 14
marzo del 1852 (2) si erano raccolti davanti alla chiesa
parrocchiale e avevano chiesto l'allontanamento dell'esattore. Il
malcontento divenne sommossa nel pomeriggio dello stesso giorno,
con la richiesta dell'allontanamento del segretario comunale e del
sindaco, simboli in periferia del potere dello Stato. Altri motivi
di malcontento erano costituiti dal riassetto fondiario e dalla
privatizzazione ed usurpazione delle terre di uso comunitario.
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1
- G. Masia, ibidem, pag. 294
2
- L'Indicatore sardo, "Disordìni di Siniscola"
n' 36, 23 marzo 1852
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