Sulla
base di una carta reale del 1839, che disciplinava con un
regolamento di 66 articoli la destinazione delle terre ex
‑feudali, il territorio di Síniscola andava diviso in tre
categorie: terre private, comunali e demaniali. Le terre comunali
andavano divise tra gli abitanti e il regolamento stabiliva
inoltre la possibilità per il Comune di alienare o concedere in
enfiteusi quei terreni, che con il riscatto del feudo di Posada
rientravano nella categoria dei beni demaniali. Questa era una
caratteristica che avevano gli stagni e le paludi, che a Siniscola
si estendevano in prossimità del mare, tra punta Sa Marchesa ed
il porto di La Caletta. Le carte De Candia del 1844 elaborate in
vista del Catasto e del nuovo sistema fiscale, per la prima volta
descrivono il territorio di Siniscola ed in particolare la fascia
costiera (1).
Il
problema della ripartizione delle terre in tre categorie non fu di
facile soluzione. L'estensione delle parti private si otteneva
sottraendo dall'intera superficie del territorio di Siniscola le
zone demaniali e comunali, le strade interpoderali e provinciali,
il centro abitato ed il corso dei fiumi. La misurazione del
territorio sardo fu affidata al capitano Carlo De Candia, che avviò
le operazioni a gennaio del 1841 concludendole nel 1851; ne venne
fuori una cartografia elaborata in modo sommario, che venne
adottata come base del primo Catasto e della riforma fondiaria,
imposta dalla legge del 15 aprile del 1851. 1 tributi a partire da
quei giorni andavano pagati in denaro agli esattori e non più in
natura. Ogni abitante era tenuto a denunciare il suo reddito, che
derivava dai beni urbani e rurali. Nasceva così la prima lista
dei contribuenti, formata da tutti i possidenti ed a disposizione
del consiglio comunitativo che veniva eletto da pochi possidentes
e printzipales maschi.
La
qualità dei terreni di Siniscola classificati in quegli anni si
ricava con la loro vocazione dalla lettura del Sommarione,
custodito nell'Archivio di Stato di Nuoro. Nel registro
ottocentesco sono elencati i nomi degli abitanti di Siniscola, gli
appezzamenti delle terre in loro possesso e i fabbricati.
L'intestazione del bene al singolo possessore è accompagnata dal
cognome, dal nome, dalla paternità e dalla condizione del
possesso, viene precisato cioé se si trattava di uso, proprietà,
usufrutto o enfiteusi. Gli stabilimenti ecclesiastici sono
accompagnati dal cognome e dal nome del capellano, del
beneficiario e da chi ne aveva la cura e la tutela.
Se
il bene era dello Stato l'intestazione risultava a nome del
Demanio. Dalla lettura del Sommarione si apprende che a Siniscola
erano presenti ben tredici stagni da pesca. Di ognuno venne
quantificato il reddito netto annuo:
stagno
di Oneri (otto lire), Le Saline (due lire e quaranta centesimi),
Guado Stagno Lampata (otto lire e quaranta), Palude Sos Muros
(centesimi sessanta), Stagno Graneri (dodici lire e trenta
centesimi), Stagno Iveddi (tre lire), Salina Manna di Stupingìu
(sette lire), Salina di Orgali (due lire), Paule Luna (una lira e
cinquanta), Nidu Abile (centesimi trenta), Salinedda (una lira e
novanta centesimi), Paule Longa (una lira e trenta centesimi),
Ortella (ottanta centesimi).
Dal
Sommarione si ricavano notizie sulla qualità dei terreni e le
colture (vigneti, frutteti, campi aratori, boschi cedui sìlve,
pascoli e giardini). Erano censiti anche i terreni improduttivi e
gli oliveti, in produzione almeno da 25 anni. Tutte le operazioni
del catasto ottocentesco presero il via con un processo verbale di
delimitazione dei confini ed il contradditorio con i comuni
vicini; poi si passò alla rilevazione dei terreni comunali e
demaniali (2). Per ogni comune fu realizzata una carta, distinta
al suo interno con le lettere dell'alfabeto, utilizzate per
indicare la divisione delle terre. La responsabilità delle
operazioni fu affidata al Geometra del distretto, con lui
operarono i periti estimatori e gli esperti del luogo. I casi di
conflitto tra privati, tra questi, il Comune ed il Demanio
andavano registrati in un quaderno; spesso era il geometra del
distretto che tentava di sanare sul posto le controversie, le
valutazioni del reddito e la stima del terreno.