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Storia di siniscola

Un sequestro di persona di sette giorni  

 

  

 Commercianti continentali da "ricattare".

 

E' in in quelle settimane di disperazione sociale che a Siniscola scatta la recrudescenza del fenomeno di delinquenza. A farne le spese fu un imprenditore continentale che venne sequestrato nella strada tra Siniscola ed il porto della Caletta. In quegli anni il taglio dei boschi, il com­mercio del legname e del carbone avevano attirato i com­mercianti toscani. A far gola erano i boschi del Monte Albo e delle colline che si estendevano, coperte di pian­te, verso i confini con Irgoli ed Orosei. Il piazzale della rada di La Caletta accoglieva montagne di carbone in at­tesa dell'imbarco per conto degli imprenditori italiani che avevano in appalto la distruzione dei boschi siniscolesi. Tra questi vi era Domizio Scartabelli, di Pistoia, che nel 1894 soggiornava a Siniscola assieme allo zio. Nel mese di marzo del 1894 venne bloccato da tre banditi e tenuto sotto sequestro per sette giorni in una grotta del Monte Albo.(49)

 

Così raccontò alla stampa la sua disavventura al rientro in libertà: «Io venni fermato a circa metà della strada provinciale Siniscola‑La Caletta da un individuo ma­scherato che indossava un cappotto da soldato di fante ria e che mi impose con le solite minacce di andare con lui. Ho capito di che si trattava ed ho obbedito. Inoltratící nelle boscaglie in luogo adatto, fui fatto nascondere in una folta macchia. A notte inoltrata, legatemi le mani e cintami una fune attraverso la cintura, mi fecero met­tere in viaggio, accompagnato da tre individui, due ai fianchi e l'altro di dietro che mi teneva con la fune. In questo modo, per circa tre ore di strada attraverso bosca­glie e sentieri campestri, mi condussero alla grotta in direzione opposta al punto del ricatto»(50)

 

Al momento del rilascio il giovane imprenditore apparve molto abbattuto. «Le sofferenze morali» scrisse il giorna­le di Sassari «vennero aggravate dai fisici disagi. Gli si somministrò per vitto pane nero ed acqua pura, con un giaciglio da cani. Egli essendo di statura molto alta, non poteva in quella grotta bassa e stretta sedersi; vi rimane­va sempre sdraiato su un fianco». Le bande dovevano es­sere molto attive in quei mesi, se nel breve volgere di tre anni si «verificarono per tre volte fatti simili con grave danno non solo nel commercio, ma per anche della tran­quillità personale e degli interessi di tutti. Voci vaghe» scriveva il giornale «circolano, che gli esecutori di questo ricatto siano tre malandrini che si aggirano nelle campagne di questo mandamento»(51)

 

Due mesi dopo la liberazione di Domizio Scartabelli, nel­la campagne tra Irgoli e Siniscola, ci fu un conflitto a fuo­co tra latitanti e carabinieri. Lo scontro avvenne nella località Conca Fraicata tra i carabinieri Francesco Santamaria e Antonio Lai ed i latitanti Giovanni Antonio Patteri e Cristoforo Mele. Nel conflitto uno dei banditi venne ucciso. Indosso ai due latitanti furono trovati l'orologio e l'anello del giovane Domizio Scartabelli, quel pistoiese che veniva ricattato a Siniscola il 12 marzo. (52)

 

La cronaca ufficiale del conflitto concludeva: « Si fece un viaggio e due servizi, si purgò il paese da due individui che promettevano di diventare davvero bravi, e si è sulla scoperta di uno dei reati che più spaventavano il civile consorzio, e che fortunatamente non può prendere radici da noi». Una conclusione alquanto sbrigativa poiché i furti, le rapine ed i ricatti furono all'ordine del giorno. Tanto fu l'allarme da indurre il Governo a firmare un de­creto, il 12 dicembre del 1894, che avviava un'inchiesta sulla pubblica sicurezza e la situazione economica e so­ciale in Sardegna. Il compito venne affidato al deputato di Ozieri, Francesco Pais Serra. A luglio del 1894 la stes­sa sorte di Domizio Scartabelli toccò in Ogliastra ai commercianti francesi Régis Pral e Louis Jules Paty.

 

 

49. La Nuova Sardegna," Il ricatto di Siniscola", Nuoro,14 marzo 1894

50. La Nuova Sardegna," Il racconto dei ricattato", Siniscola,24 marzo 1894

51. La Nuova Sardegna, "Scoperta di un ricatto", Orosei, I maggio 1894

52. Ibidem

       

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