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L'episodio
ebbe per protagonista il curato, che accompagnava al cimitero il
feretro di una donna deceduta in condizioni di povertà. Così venne
raccontato in una lettera al giornale La Nuova Sardegna pubblicata
il 20 agosto e raccolta assieme agli altri articoli in appendice: «
Un altro fatto degno di nota debbo trasmettervi. Spesso tutti
avevano visto di malanimo il nostro curato accompagnare fino a metà
strada dal cimitero quei morti le famiglie dei quali non potevano
disporre di qualche soldo per fare un funerale di lusso. I malumori
cresciuti di giorno in giorno dovevano poi erompere tutti insieme.
La mattina del diciassette una parte dei dimostranti rimasti in
paese, colta l'occasione della morte della donna, imposero, con
serie minacce al nostro curato di accompagnare fino al cimitero
ricchi e poveri, e di celebrare tanto per i ricchi come per i poveri
la messa».
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