Google | SuperEva | Arianna | msn.com | inwind | Tiscali | Excite | Yahoo! | Virgilio | Trovatore | AltaVista | lycos
| ||||||
|
| ||||||
|
|
|
|
|
ASKRA "Schegge" di Siniscola |
|
Con
"Yabastat" la band
ripropone il rock in limba |
|
27
gennaio 2000
La
band, nata nel 1993 per iniziativa di Marco Cau (voce e chitarra) e
Pier
Paolo Pau (basso), cui si sono aggiunti in seguito Sandro Usai (batterista
anche dei Kenze Neke) e Alessandro Chighini (chitarra) nel '96 ha
pubblicato il primo demotape (A sa muta) con la collaborazione della
fanzine "Supporto Italiano" di Nuoro. Un lavoro ancora acerbo,
ma dove erano manifesti i segni di quel rock contaminato (o crossover)
che, spaziando dal rock allo ska, dal reggae al metal, caratterizza
l'ultima evoluzione musicale della band, ora ulteriormente arricchita
dagli inserimenti di violino, flauto e campionamenti elettronici. Dopo
circa un anno il gruppo ha dato alle stampe un mini-cd con gli amici Kenze
Neke (Gherrammus tottu impare! ) e adesso è uscita l'ultima fatica, dal
titolo Yabastat, che, grazie ad una distribuzione artigianale ma
capillare, si può trovare in quasi tutti i negozi della Sardegna. Il
disco, registrato al New Music Digital Studio di Nuoro e mixato al Live
Studio di Cagliari da Gianni Menicucci e Giovanni Carlini, mostra un
gruppo sicuramente più compatto rispetto al precedente demo, soprattutto
nell'uso delle chitarre e della sezione ritmica. Certi barocchismi di A sa
muta sono stati banditi a tutto vantaggio della canzone. La copertina è
minimale, non c'è nessuna foto all'interno e nessuna concessione al
colore, con un bianco e nero che domina su tutto e lascia intuire
tematiche sicuramente poco allegre. Dai
testi i quattro di Siniscola mostrano di non voler scherzare per niente e
affrontano tutti o quasi i mali che affliggono la nostra isola, dalle
colate selvagge di cemento sulle coste all'imperialismo e al colonialismo
angloamericano, fino alla solidarietà
per i minatori del Sulcis. Ma non è solo verso la Sardegna che è
indirizzata la loro attenzione, rivolta anche ai problemi delle
popolazioni del Chapas e agli Indiani d'America. Non mancano, come nel
precedente demo, i momenti di pura goliardia e divertimento e se in Petha
e 'anzone ava e lardu, canzone contenuta in quella cassetta, era descritta
la dieta tipo di un sardo doc, qua vengono raccontate con divertimento le
gioie dell'amore in Mi piaghes. Il
disco parte bene con Nuraxi, reprise dell'omonima canzone contenuta nel
primo demo ma disossata del superfluo. Non traggano in inganno i violini
all'inizio, la cattiveria (musicale) è pronta ad esplodere da un momento
all'altro e se lì era manifesta, qua è in certo modo più dosata. I
versi menzus in sutta 'e terra ki in d'un'Italia 'e merda (la traduzione
è semplice) esprimono meglio di qualunque discorso il disappunto nei
riguardi di certe ingiustizie patite dai sardi. Fortzis
nois, altro rifacimento, assieme a Sambene, di un pezzo contenuto nel
primo demo, si presenta radicalmente diversa dall'originale con un tono più
ossessivo. Addirittura, ad un primo distratto ascolto, la ritmica potrebbe
ricordare (sia scusata l'irriverenza) l'inesistente Rewind del "Blasco"
nazionale, ma siamo lontani anni luce da lui, sia per contenuti che per
intenti musicali. Gli episodi più memorabili di tutto il disco sono
rappresentati da Onzidie, che inizia come una ballata e finisce invece in
stile hardcore, con un allucinato violino in contraltare alle chitarre.
Seguono la già citata Sambene contro la piaga degli incendi e la stupenda
e rabbiosa Gherra, piena di bellicosi intenti contro la Nato. Volendo
trovare un accostamento tra gli Askra ed i "compaesani"
Kenzeneke del disco d'esordio (il vendutissimo Naralu de uve sese), non si
eccelle di sicuro in originalità, ma la somiglianza è palese e non può
certo dispiacere agli interessati. La collaborazione coi Kenzeneke è
riscontrabile anche nella presenza dietro le pelli del batterista Sandro
Usai e nei testi scritti da Enzo Saporito, vocalist assieme a Stefano
Ferrando dei Kenze Neke, che canta in Nuddaprus e Terraprejone. Attendiamo
di vederli dal vivo.*
|
|
|
|
|
|
|
Copyright © 2002 siniscolaonline / Inc. Tutti i diritti riservati