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1 novembre , 2001 - Gli
Askra di Siniscola nella penisola per un minitour di tre date Dopo
i Kenze Neke, un altro gruppo di Siniscola si prepara alla
“conquista del continente”. Si tratta degli Askra (Marco
Cau-voce e
chitarra, Pier Paolo Pau-basso, Sandro Usai-batteria e
Alessandro Chighini-chitarra) che oggi partiranno per un minitour nella penisola.
Suoneranno stasera a Roma (centro sociale “Villaggio Globale”), domani
a Bologna (Il Covo) e sabato a Firenze (CPA Fi-Sud). La band, il cui nome
in sardo significa “scheggia” si è formata nel ’93 e ha
all’attivo un demotape (A sa muta), un mini-cd registrato assieme ai
“maestri” Kenze Neke (Gherramus tottu impare!) e un cd (Yabastat),
uscito l’anno scorso. Cantano in sardo e nei loro testi esprimono tutta
la rabbia per i mali che affliggono la nostra isola, dalle colate selvagge
di cemento sulle coste, all’imperialismo e colonialismo anglo-americano,
fino alla solidarietà per i minatori del Sulcis. Sono costantemente in
evoluzione e infatti, all’inizio del 2001 ci sono stati 3 nuovi ingressi
in formazione, il sassofonista Luciano Sezzi e due nuovi “front-man”,
i fratelli Fabio e Paolo “Angus” Carta. Il loro suono, dal cross-over
iniziale che spaziava dal rock allo ska, dal reggae al metal, ha ora ha
bandito certi barocchismi arricchendosi di intrecci melodici, quasi
“solari”, dove resta però sempre forte la preminenza delle chitarre. Pierpaolo Abis
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