Dei
circa trenta nuraghi tramandati dalla letteratura archeologica fin
dagli inizi del secolo, molti dei quali dati già in condizione di
avanzata
rovina, meno della metà sono ancora riconoscibili sul terreno,
conservando parti più o meno evidenti del loro alzato. Le cause
di questo degrado si devono ricercare, oltre che nell'ottuso
accanimento di scavatori abusivi senza scrupoli, anche nelle
modalità stesse con cui questi monumenti vennero edificati, con
soluzioni che privilegiarono l'impiego di massi di media pezzatura
messi in opera spesso direttamente sulla roccia naturale.
L'assenza di fondazione, unitamente alle dimensioni non proprio
megalitiche del materiale da costruzione. devono aver certamente
favorito la distruzione operata dal tempo e dall'uomo.
Il
percorso espositivo dei monumenti più significativi parte
idealmente dal massiccio calcareo del Monte Albo e si dirige verso
est sino all'ampia fascia litoranea, dominata da alcuni nuraghi
costieri con spiccata funzione di avvistamento.
Nuraghe
Sas Piperas. Nuraghe monotorre arditamente edificato in blocchi
squadrati di calcare sul ciglio di un pianoro a 580 m di
altitudine, sul fianco sud‑orientale di Punta Gantinerios.
L'alzato si conserva per diversi metri su tre lati: la parte più
danneggiata è quella dell'ingresso, rivolto ad est sul pianoro.
Assieme ai nuraghi di Punta 'e Su Pitzu e Bona Fraule, appena
leggibili sul terreno, costituiva il sistema di controllo più
elevato rivolto su entrambi i versanti di Monte Albo.
Nuraghe
Concas. Nuraghe presumibilmente complesso situato sulle prime
propaggini di Monte Albo, a quota 150 m s.l.m. t stato edificato
su un costone di roccia calcarea che scende a strapiombo,
utilizzando grossi blocchi poligonali di calcare che sfruttano
l'andamento naturale della roccia. Lo stato generale delle
murature superstiti e il crollo, che ricopre gran parte delle
strutture, rendono di difficile lettura la planimetria generale
del monumento.
Nuraghe
Sa Punta 'e Sa Thurulia. Nuraghe monotorre che svetta a 180 m di
altitudine di fronte al versante sud‑est di Monte Albo,
dominando tutta la piana del Rio di Locoli. La camera, interrata
ai tempi del Taramelli, si presenta oggi in gran parte svuotata
per interventi di scavo abusivo, che hanno evidenziato l'ingresso
volto a nordest e un vano irregolarmente circolare. Il monumento
è costruito in calcare e non supera nell'alzato residuo i tre
metri. Attorno si notano le tracce di alcune capanne.
Nuraghe
Punta Nurache. Nuraghe presumibilmente complesso, tra i più
imponenti del territorio. t sito sull'omonima cima a 169 m di
altitudine in perfetto collegamento, verso ovest, con i nuraghi
P.ta Su Ramasinu, Ischiriddè e P.ta 'e Su Pitzu; in direzione
nord, lo sguardo spazia invece per tutta la vallata del Rio di
Siniscola fino al Castello della Fava di Posada. Il monumento,
edificato con blocchi squadrati di scisto di grandi e medie
dimensioni, ha subito ripetuti sconvolgimenti che hanno
danneggiato l'elevato e il paramento interno, rendendo
problematica la Lettura complessiva della planimetria. Attualmente
sono visibili una camera fornita di nicchia e un piccolo vano
ellittico.