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Siniscola: ambiente e territorio

  Porto della Caletta  

 "La Calitta" come lo battezzarono i naviganti o "Pedras Nieddas" come lo definivano gli abitanti del luogo, svolgeva nel passato l'importante ruolo di porto della Sardegna centro‑orientale, coincidente per alcuni storici con l'antico "Porto Luguidonis" di Tolemaica memoria. Ancor prima della costruzione dell'attuale struttura portuale, nella piccola insenatura compresa tra la foce del Canale Vivarelli e la Torre Saracena di S.Ciovanni, si svolgeva un significativo commercio marittimo. In questa piccola cala, matrice certa dell'attuale denominazione della località, già dal 1877 vi facevano tappa periodicamente i piroscafi "postali" che collegavano la Sardegna con Civitavecchia, Livorno e Genova. Venivano movimentate svariate qualità di merci, principalmente i minerali estratti dalle miniere di Lula ed il carbone di legna prodotto nei boschi dell'entroterra. Questi traffici mercantili, effettuati in modo del tutto arcaico senza l'ausilio di alcun tipo di opera portuale, proseguono fino al secondo dopoguerra; nel 1957, con fondi della Regione Sardegna, si da corso alla costruzione dell'attuale struttura portuale.

Per circa un ventennio, il porto di La Caletta svolse una significativa funzione di porto commerciale a servizio di una vasta area, coincidente più o meno con il territorio della Provincia di Nuoro. I dati statistici del movimento commerciale relativi, ad esempio, al 1961, indicano un transito di 196 navì e la conseguente movimentazione, tra imbarchi e sbarchi, di circa 32'000 tonnellate di merci va­rie, ponendo i traffici del porto di La Caletta in posìzione preminente in Sarde­gna dopo gli scali principali di Cagliari, Olbia e Porto Torres. La successiva evoluzione dei trasporti marittimi di cabotaggio, caratterizzata dalla quasi scom­parsa delle navi di piccolo tonnellaggio a favore delle navi traghetto tipo RO‑RO dì media e grande stazza, determinò l'esaurimento della funzione commerciale dello scalo marittimo di La Caletta, nel frattempo non opportunamente adeguato, nelle sue caratteristiche strutturali, alle esigenze imposte dal mutamento dei vettori marittimi. Nell'ultimo ventennio, il porto dì La Caletta ha svolto quasi esclusivamente funzioni di porto peschereccio e turistico; va peraltro rimarcato che la felice posizione geografica e l'ampia dimensione del bacino portuale, hanno stimolato lo sviluppo di questi due ultimi settori.

 

Allo stato attuale, la flotta peschereccia, composta da circa 35 unità con una stazza lorda complessiva di circa 600 tonnellate e con 100 addetti diretti, risulta una delle più grandi della Sardegna. Anche la nautica da diporto, nel panorama portuale, va acquistando, grazie a cospicui investimenti da parte della Regione Sardegna, un ruolo di primaria importanza; nella parte nord del bacino portuale sono praticamente ultimate strutture fisse e mobili in grado di accogliere circa 500 barche da diporto.

 

Lo sviluppo quantitativo e l'evoluzione qualitativa del trasporto marittimo di passeggeri ed auto, che negli anni 60 era stata la causa del tramonto del ruolo del porto di La Caletta, sul finire degli anni 80 segna una tappa che ribalta radi calmente convinzioni e previsioni ormai consolidate. Mentre le compagnie di navigazione nazionali, in primis la Tirrenia, avevano sino ad allora puntato su navi‑traghetto tradizionali di dimensioni sempre maggiori ma mai in grado di superare i 20 nodi di velocità, nel 1990 un catamarano di costruzione australiana denominato SEA‑CAT, lungo 74 metri ed in grado di trasportare 100 autoveicoli e 450 passeggeri alla velocità di 40 nodi, vince il prestigioso 'Nastro Azzurro" per la più veloce traversata atlantica. Detti mezzi, in rapida successione, entrano in servizio sulle rotte di collegamento tra la Tasmania e l'Australia e tra la Fran­cia e la Gran Bretagna.

 

Nell'estate del 1992, per la prima volta nel Mediterraneo, una società pubblico‑privata, sperimenta un collegamento marittimo per passeggeri ed auto tra La Caletta e Civitavecchia con l'utilizzo del catamarano tipo SEA‑CAT, in grado di percorrere il tragitto Sardegna‑Continente in sole tre ore e mezza contro le tradizionali sette ore. Questo collegamento sperimentale rivoluziona le convinzioni consolidate e, prescindendo dai problemi di natura finanziaria ed organiz­zativa incontrati dalla società di gestione, introduce nel settore del trasporto passeggeri‑auto tra la Sardegna ed il Continente, elementi di modernità di grande rilievo tecnico, con significativi contenuti economici e sociali. Tra tali elementi innovativi, vanno principalmente evidenziati: a) il successo che i collegamenti marittimi veloci vanno progressivamente conseguendo in diversi paesi del mondo, prima sulle brevi distanze ma attualmente anche sulle medie distanze; nel caso specifico della Sardegna, il trasporto navale veloce va a collocarsi in una nuova nicchia di mercato posta tra il velocissimo servizio aereo, che però presenta l'handicap di non permettere il trasporto dell'auto, ed il servizio navale tradizionale che consente il trasporto dell'auto ma presenta l'handicap dei disagi dovuti alla lunga navigazione; b) la possibilità, attraverso l'utilizzo di mezzi navali di dimensioni contenute ma con elevate prestazioni tecnico‑qualitative (velocità, manovrabilità, basso pe­scaggio), di poter utilizzare strutture portuali di modeste dimensioni, quale quella di La Caletta; c) l'opportunità, vista la brevità della tratta marittima La Caletta‑Civitavecchia (o meglio ancora Fiumicino), di integrare la funzione di principale scalo passeggeri della Sardegna del porto di Olbia, fortemente congestionato nel periodo estivo a causa dell'elevato flusso di turisti;

 

d) la necessità dì dotare una vasta porzione di territorio della Sardegna cen­trale di un collegamento diretto con il Continente in grado di produrre un'ulteriore crescita di un settore economico importante quale quello del turismo.

 

A conferma della validità economico‑sociale del collegamento veloce La Caletta‑Civitavecchia va rimarcato che detta linea di navigazione sperimentata nel 1992, se pur esercitata con una sola nave nei mesi di agosto e settembre, senza una preventiva campagna promozionale e tra tante difficoltà di carattere tecnico ed organizzativo, consentì il trasporto di circa 20'000 passeggeri e 5'000 autoveicoli. Alla luce di questi dati e di quelli riferibili al traffico passeggeri del porto di Olbia (circa 2'000'000 unità l'anno), attualmente quasi esclusivo scalo marit­timo a servizio della Sardegna centrale, con l'esercizio di un collegamento ma­rittimo da effettuare con mezzi veloci nel periodo compreso tra maggio e settem­bre la potenzialità della tratta La Caletta‑Civitavecchia (o Fiumicino) viene sti­mata prudenzialmente in 200`000 passeggeri e 50'000 autoveicoli l'anno.

 

Successivamente alla linea sperimentale del 1992, la validità dei mezzi veloci per il trasporto di passeggeri ed auto, è confermata dall'entrata in esercizio di

 

un numero sempre più crescente di unità con tali caratteristiche. Restando nell'ambito del Mediterraneo, vanno ricordati i collegamenti veloci tra Francia e Corsica, Italia Continentale e Sardegna, Italia Continentale e Sicilia. Buona parte delle compagnie di navigazione si sono dotate o stanno per dotarsi dì mezzi navali sempre più sofisticati e dalle caratteristiche tecniche più disparate (catamarani, monocarena, etc.) ma con una comune qualità: la velocità, sempre intorno al 40 nodi. Quanto alle dimensioni si va dal gigantesco monocarena tipo

 

Jupiter", costruito nei cantieri di La Spezia per conto della Tirrenia (lunghezza 145 metri, capacità di trasporto 460 auto, 30 mezzi pesanti e 2'000 passeggeri), ai monocarena tipo "Guizzo" (lunghezza 103 metri, capacità di trasporto 150 auto e 500 passeggeri), ai più diffusi catamarani tipo "Sea‑Cat" (lunghezza 86 metri, capacità dì trasporto 200 auto e 800 passeggeri).

 

Conseguentemente all'episodio della linea sperimentata nel 1992, ma soprattutto in virtù della felice posizione geografica, alcune compagnie di navigazione hanno manifestato concretamente il loro interessamento all'utilizzo del porto di La Caletta quale terminale di linee marittime col Continente, complementare al più importante scalo portuale di Olbia. L'analisi tecnica delle caratteristiche attuali della struttura di La Caletta, con particolare riferimento all'inadeguatezza della banchina d'attracco, ha costituito e costituisce tutt'oggi un serio ostacolo al suo concreto utilizzo. (1)

1- Comunità Montana n.10 – Amministrazione Provinciale -  Comuni di Siniscola e Posada – Adeguamento dell’attracco per navi-traghetto nel porto di La Caletta. Relazione illustrativa.  

         

         

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