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Ancora
resti di antichità. (1)
Avanzi
di antichità sono venuti alla luce nella escavazione delle
fondamenta di un vano retrostante, che il Capitano Antonio Fenu
aggiunse alla sua casetta nel 1908. Trattasi di fondamenta di
antiche costruzioni formate di pietra e calce, delle quali può
intuirsi la destinazione a semplici abitazioni.
Altre
fondamenta di antichi edifizi, di cui si perdette ogni memoria,
furono scoperte in scavi fatti nel Piazzale delimitato dalla
riviera nordoccidentale.
In
un canale o valletta, che corre poco discosto dalle case, tra le
dune della regione, infra il pietrame ricoprente il suolo
sabbioso, nel 1909 fu scavato un vaso di terracotta, dalle
proporzioni straordinarie, di foggia corrispondente agli antichi
vasi etruschi, col caratteristico fondo acuminato, ed a pareti
robustissime. li piccone, retto dall'avidità e dall'incoscienza
di chi praticò lo scavo ridusse in frantumi il prezioso vaso. Chi
scrive, visitando il luogo della escavazione, non potè rinvenire
che un ammasso di cocci. Dei possibile contenuto nec reliquia,
neque verbum! Ebbe solo la magra soddisfazione di raccogliere e
conservare il fondo a punta ed un pezzo delle pareti, per essere,
all'occorrenza, offerti alla osservazione ed allo studio dei
competenti.
Tempo
dopo, nelle dune retrostanti alle case dei Conteddu e dei Capitta,
fu scoperta la base di un muro di antica costruzione in pietra e
fango, di buona fattura, manifestamente pertinente a casa
d'abitazione. Liberando quel manufatto dalla sabbia che lo ricopre
da tempo remoto, si potrebbe forse scoprire l'intera ossatura del
sepolto edifizio.
E
chissà quant'altro potrebbe essere richiamato alla luce se si
potesse, in qualche modo, sollevare un lembo dei candido lenzuolo,
che l'opera dei secoli distese sulla così detta zona delle dune?
Nè
potrebbe escludersi che anche la parte di spiaggia abitata,
racchiuda nel suo seno altri ruderi ed altre testimonianze di
antichi e dimenticati abitatori di questo luogo ridente.
Appunto
per far risorgere la memoria della vita che qui si spense e far
conoscere la vita novella che germoglia sul ceppo antico, chi
scrive fu indotto a raccogliere le presenti notizie quale
eccitamento, per la studiosa gioventù Siniscolese, a più
complete e scientifiche indagini.
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