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Monumenti
ed avanzi di antichità.(1)
Questa
torre è situata in una pianura alla sponda del mare, e guarda a
levante;
tiene l'ampiezza di un trabucco, oncie 6
Cannoni di ferro del calibro da 5 con sua cassa e manovele
1
Cugni di mira
2
Cucchiaro di rame
Lanatta
Battibale
Tiraborro
Palle di cannone di detto calibro
17
Spingardi 4
Palle
di spingardo, libre 8
Fucili
3
Palle
di fucili, libre
8
Pietre
10
Mechia,
libre 2
Spontoni
2
Romana
Zappa
Caldaro
Trepiedi
Falzetta
Appie
2
Corni
marini
2
Barrili
2
Carta
per cartochi
15
Cilindro
per cartochi
2
Polvere,
libre 100
Agucie
per ammorzare
Canochiale
Petrieri
Necessita
questa torre di passare in paletta il corpo della torre. Più
smaltare la piazza d'armi, perché l'acqua vi penetra. Questa
torre ha la provisione di pietre e legno minuto per fare li
fuochi, ed è distante dalla torre di S. Maria Novaresa tre grosse
giornate a cavallo».
Da
uno stato delle guarnigioni delle Torri marittime dei Regno di
Sardegna, riportato dal F. Corridore nella sua Storia documentata
della popolazione in Sardegna risulta che nel 1808 la torre di S.
Lucia, del Dipartimento di Orosei, aveva l'Alcaide e 3 soldati ed
era presidiata dall'artiglieria a spese dell'Amministrazione
Regia.
La
Torre di S. Lucia è ricordata anche nei seguenti documenti
esistenti nell'Archivio di Stato di Cagliari.
I.
Stato generale delle Torri del Regno, loro forza, ecc. - Un
Alcaide e due soldati.
2.
Stato delle distanze dalle Torri alle vicine popolazioni, da cui
si prelevavano le provvisioni - Distanza da Siniscola tre ore a
piedi.
3.
Stato degli Alcaìdi, artiglieri e soldati delle Torri,
dell'agosto 1720:
Alcaide
- Pietro Francesco Guiso
Soldati
- Giov. Maria Pausato - Tomaso Dalu
4.
Bilancio biennale dei fondi e spese, del 1751 - Un Alcaide e due
soldati.
5.
Domanda di riparzioni alle Torri, diretta al Vicerè dal Dottor
Antonio Porcu (dei Regio Patrimonio) nel 1 marzo 1755:
«La
Torre de Santa Lucia tiene menester de indispensable reparacion y
artilleria».
6.
Tabella delle Torri del Regno e dell'Asinara:
Aconches
(riparazioni) - Algo (ossia un poco).
Personale
- Un Alcaide e due Soldati.
Munizioni
- Quattro espingardos o pedreros, tres fuziles, tres chuzos
(picche).
7.
Relazione al Vicerè dei Capitano Ingegnere Soleri, in data 18
maggio 1755, sulle Torri del litorale:
«E
cominciando la mia relazione, per levante, da Santa Lucia di
Posada, unica torre che in tutto il litorale di levante e
tramontana sino a Longosardo si trova, dico che resta
indispensabile la costruzione d'una torre di difesa a due pezzi di
cannone da libbre quattro, uno spingardo ed altro armamento
necessario per la guarnigione di essa, di due soldati, un
artigliere ed alcaide, che si fissa sopra il Capo detto di Otiolo
o Puntapedrosa, che sta scarpato e sopra un piccol piano in punta
di esso Capo esistente, che molto bene iscopre le Cale ad esso
Capo adiacenti, mantenendo perfetta corrispondenza, in
proporzionata distanza, colla prefata esistente di Santa Lucia, da
cui li periti giudicano che, oltre all'essere interamente
iscoperta, si farà pure sentire colla Trumba; riflessi tutti che
si sono osservati nell'ubicare le rimanenti che in appresso stanno
citate». Vi si soggiunge in spagnuolo:
«Excepta
la de Siniscola las otras tres Villas (Posada, Torpè, Lodè)
estan promptas contribuir con su trabajo à la erecìon de dos
Torres, en terminos empero submissos y forcosos.
Las
torres, que se deven edificar en los territorios de Posada son a
Punta Pedrosa, y la otra à Punta de Otiolu.
Respecto
à la dicha (Villa) de Siniscola, à mas de las reparaciones
indispensables, que se requiren en la torre de Santa Lucia, son
necessarias dos Torres, a saber la una en la Isla Roja, y la otra
en Cala de Iunipera, ò sea Puerto Comino, en donde desemborcan
frequentemente los Moros».
7.
Relazione al Vicerè fatta dagli Amministratori delle Torri nel 24
novembre 1758, corredata da questi documenti:
a)
Torres que se necessitan hazer por defensa del Reyno = De Santa
Lucia de Posada asta Santa Maria Novarresa, que comprende las
Marinas de Orisey y Dorgaly, son menester seis Torres;
b)
Torres dei Reyno, in ordine all'armamento = Torre de Santa Lucia
de Posada tiene un pedrero.
8.
Stato di tutte le Torri del Regno di Sardegna, dove vi sono
Alcaidi e artiglieri - loro nome, età, anni di servizio e
mestieri - fatto in Cagliari li 20 dicembre 1761;
Alcaide
- Giov. Francesco Trobas, proposto da Don Domenico Carta, di
professione Notaio.
Soldati
due.
Dallo
stesso Stato si rileva che gli Artiglieri, oltre che dai due
Reggimenti di Sardegna e di Sicilia, erano reclutati fra gli
Studenti, Chirurghi, Barbieri, Sarti e Garzoni di Bottega.
9.
Stato di tutte le Torri di questo Regno, trasmesso alla Corte con
dispaccio Militare delli 11 ottobre 1765:
Un
Alcaide e due soldati.
Da
un elenco si desume che Alcaide in quel turno di tempo era Don
Martiri Richo.
10.
Bilancio fondi e spese della Reale Amministrazione pel 1766:
Alcaide
- Giov. Francesco Trobas.
Soldati
- Nicolao Fanari - Raimondo Saba.
11.
Bilancio consimile dell'anno 1767:
Alcaide
- Giov. Francesco Trobas.
Soldati
- Giovanni Buxeddu - Antonio Trobas.
12.
Istruzioni al Sig. Capitano delle Torri Rippol, per la visita
generale delle medesime, del 16 gennaio 1767, trasmesse alla Corte
con apposito dispaccio.
§8
- Molte sono le torri la di cui manutenzione è a carico delle
Ville o dei Baroni. Qui è dove potrà segnalarsi l'imparziale di
lei zelo nell'attentamente divisare in esse quanto è di sopra
prescritto per le altre. A questo proposito venne supposto che le
riparazioni e la spesa delle munizioni necessarie per la Torre di
Santa Lucia di Posada, le quali si credono a carico dei Barone di
quel Partito per un atto di obbligazione esistente negli Archivii
della Reale Amministrazione e che il medesimo ne abbia addossata
la manutenzione all'Alcaide ad tempus colla cessione corrispettiva
del diritto d'ancoraggio, tiene non di meno a carico della detta
Reale Amministrazione. Quindi sarà bene che Ella ne prenda
conoscenza e c'informi se sussiste o no un tale abuso per andarvi
efficacemente al riparo; egualmente che degli altri che in tale
proposito e circostanze venisse Ella a scoprire.
13.
Bilancio fondi e spese dell'Amministrazione Reale per l'anno 1768:
Alcaide - Giov. Francesco Trubas.
Soldati
- Giovanni Buxeddu - Antonio Trubas.
14.
Bilancio consimile del 1 novembre 1769:
Un
Alcaide e due soldati.
15.
Bilancio dell'anno 1770:
Un
Alcaide e due soldati.
Nel
dialetto del luogo i custodi della Torre dicevansi turrisanos. Si
vuole fossero in numero di quattro, dei quali il capo dicevasi
arcaite, il sottocapo (artigliere ?) sutta arcaite, gli altri
semplicemente turrisanos. Si ricorda anche da persone tuttora
viventi, fra cui il nostro Paolo, che gli ultimi torrieri, verso
il 1865, furono i Siniscolesi: Contu Giuseppe (arcaite), Truzzu
Giovanni Ignazio (sutta arcaite), Manca Giovanni Giuseppe
(turrisanu) e Turone Giovanni Battista (turrisanu). L'ultimo che
sopraintese anche a questo servizio di difesa costiera fu
Stanislao Turone, questo ricco e celebrato patrizio di Siniscola,
che coprì la carica di console ed assistette alla soppressione
dell'antica Contea di Posada.
La
bella torre di S. Lucia è documento vivo e parlante delle
incursioni
barbaresche
nel Mediterraneo. E' una pagina della nostra storia che s'impone
al rispetto di tutti e che non permette di disperdere neppure una
briccìola del maestoso edifizio. Il Governo Sabaudo s'interessò
alla sua conservazione comprendendolo nell'Elenco degli edifizi
monumentali del Regno, conseguente alla legge 12 giugno 1902 n.
185 sulla conservazione dei monumenti e degli oggetti d'antichità
e d'arte. Alla quale legge successe quella dei 20 giugno 1909 n.
364, che ora disciplina la materia. Per effetto di queste
provvidenze legislative da un lato è interdetta l'alienazione
della torre, non solo come cosa pertinente al Demanio Pubblico
dello Stato, quale accessorio inseparabile del lido e della
spiaggia (art. 427, 430, 443 C. Civ. e 775 Regolamento per la
Marina Merc.), ma anche come monumento di alto valore storico ed
artistico (cit. legge 20 giugno 1909 art. 2); dall'altro lato ogni
attentato alla sua integrità è punito tanto a sensi del Cod.
Pen. (art. 424 n. 3), quanto a sensi degli art. 12, 31, 34 legge
cit. Ma questi provvedimenti dei Governo non valsero ad impedire
che, pochi anni or sono e tuttodì, dei brandelli non si siano
strappati alle membra sanguinanti del colosso architettonico. Al
visitatore anche oggi si offre di vedere degli stipiti e degli
architravi, in bellissimo calcare lavorato, dispersi a breve
distanza dal monumento e magari messi a far da paracarro! t da
augurare che la carità dei cittadini, verso la storia delle
proprie sventure e dei proprii ardimenti, rimetta a posto suo il
mal tolto, e che il Governo faccia del suo meglio perché la bella
torre di S. Lucia sia dichiarata monumento nazionale e siano così
risparmiate ulteriori ingiurie dei tempo e della mano vandalica.
Solo a questo modo si potrà scongiurare l'onta di una rovina,
come quella che colpì recentemente la non lontana torre pisana
del Castello di Posada.
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