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Case per villeggiatura estiva e per bagnanti.(1)

La frequenza dei bagnanti in questa spiaggia, fin dagli albori del secolo decimonono, fu segnalata dalla esistenza di case destinate a temporanea dimora estiva.

 

Sorse prima una casa a pian terreno, a due ambienti di ineguale ampiezza, colle due porte d'ingresso a sud-est, allungantesi da nord-est a sud-ovest, ombreggiata da un vecchio ma robusto fico, che protende i suoi rami presso la porta d'ingresso, dell'ambiente nord-orientale. Vuolsi che questa casa sia stata costrutta ad iniziativa dei proprietari Siniscolesi Mele Agostino e Meloni Giacomo tanto per rifugio dei bagnanti, quanto per servire di sede del cerimoniale che annualmente accompagna la festività in onore di S. Lucia. Per lungo lasso di tempo, e quasi per un secolo, questa casa, contraddistinta dallo storico fico, rimase unica e sola a vincere la forza delle intemperie tra l'azzurro del cielo e del mare ed il silenzio della località rotto soltanto dal ritmico battere delle onde marine. Questa casa fu sempre considerata proprietà dei Comune di Siniscola e come tale usata dai Siniscolesi fino ai giorni nostri.

 

Nel 1892 l'allineamento di questa casa si accrebbe, verso sud-ovest, di altre due case terrene ad un sol vano, costrutte contemporaneamente e rispettivamente da Luigi Trubbas fu Melchiorre e da Salvatore Pinna fu Luigi. L'opera del Trubbas e del Pinna mise subito in evidenza la comodità di una abitazione estiva che ebbe loro a procacciare, e diede un inaspettato, caloroso e potente impulso all'edilizia che al diletto di un'amena villeggiatura congiunge l'utilità dei bagni marini. Né l'Amministrazione del Comune rimase seconda in favorire questo risveglio edilizio e questo sentimento dei benefici effetti dell'idroterapia. Con apposite deliberazioni consentì a tutti i Comunisti di Siniscola, in quanto tali, di occupare gratuitamente e perpetuamente il suolo comunale (chè tale è quello di S. Lucia) colle costruzioni su accennate. Questa gratuita occupazione di un'area determinata e sufficiente per la erezione di una comoda casetta, è uno dei migliori incentivi per arricchire il bel sito di numerose abitazioni estive. Gli edifizi che così sorgono avrebbero quindi natura superficiaria, per cui mai perderebbero l'impronta del diritto civico sul suolo e non sarebbero suscettibili di dominio da parte di chi non rivesta la qualità di comunista. In continuazione della casa dei Comune, verso la torre, costrussero due belle casette Giovanni Brais fu Giorgio e l'Avv. Eugenio Marongiu fu Antonio, di un sol vano ciascuna, chiudendo così un primo allineamento di abitazioni.

 

Successivamente Efisío Conteddu fu Cosimo costrusse due casette

addossate ai lato nord-occidentale della Chiesa di S. Lucia, delle quali la prima, rasente l'ingresso secondario del Tempio, ha un ampio e libero vano di entrata foggiato ad arco, che le dà rispetto d'un loggiato - la seconda è munita di porta chiusa da battenti. Ambe casette, contigue fra di loro, sono dalla famiglia Conteddu destinate al gratuito ricovero delle persone che qui vengono per trarre ristoro dal cielo e dal mare di questo luogo incantato. Tra il 1898 ed il 1900, ad iniziativa delle benemerite Signore Gajas Donna Francesca, Musio Donna Giuseppina, Proto Camilla e Contini Maria, addossato alla parte posteriore del Tempio, fu costrutto un bello ed ampio loggiato con tre facciate concorrenti ad angolo ottuso, munita ciascuna di queste di un portone a duplice battente, architravato a mezzaluna. t un loggiato ad unico vano, di vaste proporzioni, che, secondo il concetto delle Signore promotrici, dovrebbe nella stagione balneare suddividersi con appositi tendoni trasversali, affinché le famiglie ricoveratevi possano starvi con reciproca indipendenza, e nelle altre stagioni conservarsi in tutta la sua libera ampiezza per celebrazione di feste e segnatamente per imbandirvi il tradizionale e popolare banchetto nella ricorrenza della festività di S. Lucia.

Correndo l'anno 1895 il detto Efisio Conteddu, per l'uso esclusivo della sua famiglia, costrusse, in eminente ed arioso sito, una casa terrena a tre vani, attigua all'antica e ditua chiesetta di S. Lucia, dando così il punto di partenza per un secondo allineamento di case, dopo il primo precedentemente descritto e costituito dalle case Marongiu, Brais, Comune, Trubbas e Pinna. Infatti, susseguenti a questa del Conteddu, costrussero altre tre case terrene rispettivamente e successivamente: Giovanni Capitta fu Salvatore, Capitano Antonio Fenu fu Giov. Antonio e Giacomo Dalu fu Giovanni. In epoca recente, e precisamente nel 1908, sull'antica e diruta Chiesetta di S. Lucia, quasi a redimere le sue rovine da indecorosa destinazione, il Dottor Conteddu Battista, fu Efisio, costrusse una bella casetta terrena a tre vani. Tutte e cinque le casette ultimamente descritte furono allineate quasi ad angolo retto con quelle del Pinna, Trubbas, Comune, Brais e Marongiu. L'angolo ora accennato è dato da linee ideali; dappoichè in realtà ed in suo luogo esiste un largo passaggio che segna l'inizio della via diretta a Siniscola verso occidente.

 

Negli anni 1897 e seguenti, quasi ad angolo retto col secondo allineamento predetto, seguì la costruzione di una terza e più lunga fila di case, parallele, o quasi, alla prima. Battista Allegria fu Luigi, aprì questa serie di costruzioni colla erezione di una casetta in bella e prominente situazione, a pian terreno e di un sol vano. Seguirono, a breve distanza di tempo ed in continuazione l'una dell'altra, le altre casette terrene, quasi tutte ad un sol vano, di Fenu Giacomo fu Tomaso, Gaudenzio Palomba, Nicola Congiu fu Salvatore, Giulio Pieri fu Saverio, Avv. Luigi Sanna fu Giambattista, Salvatore Sini fu Giommaria, Emanuele Carta fu Francesco, Giacomo Carzedda fu Giuseppe, e Reverendo Francesco Porcu fu Saturnino. Quest'ultima casa dei Porcu, a due vani, chiude questo terzo ordine, che è intersecato soltanto, tra la casa del Palomba e quella del Congiu, da un intervallo costituente l'inizio di una via diretta verso sud-est.

 

I su descritti tre ordini di case costituiscono un rettangolo, di cui il quarto lato, a nord-est, resta aperto alla vista del mare, di un superbo tratto di riviera, di un orizzonte quant'altro mai attraente ed incantevole. Il rettangolo in discorso racchiude a sud-ovest un ampio piazzale detto di S. Lucia; al centro il bel Tempio di S. Lucia di recente costruzione; a nord-est altro piazzale che va a confondersi colla riviera nord-orientale. Questo rettangolo rappresenta un primo nucleo di case civili, che par destinato, coll'andare dei tempo, a divenire un centro abitato e forse una borgata di Siniscola. Tanto è vero che oggidì dal rettangolo in parola cominciano ad irradiarsi altre costruzioni così verso oriente come verso occidente. Ad occidente Don Pasquale Ladu fu Gio. Maria eresse una casa terrena a due vani, in continuazione a quella dei Dottor Conteddu. Poco discosto da questa del Ladu, nella stessa direzione di occidente, sorsero, l'una appresso e separata dall'altra, le due bianche casette di Maria Francesca Pau fu Giovanni e di Don Giovanni Guiso fu Taddeo, le quali prospettano a nord-est sur un ampio ed arioso piazzale che declina sulla riviera a nord-occidentale. Si prevede che, in continuazione a queste due, altre case sorgeranno in questo ridente sito e lungo la via per Siniscola. Ad oriente, lasciato un intervallo sufficiente per una comoda via (quasi parallela al terzo lato dei suddescritto rettangolo), furono costrutte due belle casette terrene ad iniziativa delle su nominate Signore Gajas, Musio, Proto e Contini, di un sol vano ciascuna, allineate entrambe, verso il mare, colla casa dei Reverendo Porcu, e, verso il terzo lato del rettangolo, in guisa che la prima prospetta sulla cennata via in costruzione, posteriore e quasi parallela al medesimo rettangolo, e la seconda sull'altra via che sboccherà tra l'una e l'altra casa in discorso. Oltre che segnare un nuovo allineamento edilizio da nord-ovest a sud-est, in cospetto dei mare, queste due bianche casette segnano, come si può intuire, il punto di partenza di due distinti ordini di case da nord-est a sud-ovest. Infatti nel 1909, contigue alla prima di esse, furono erette due casette una da Luigi Meloni fu Giovanni Martino e l'altra da Salvatore Nieddu fu Narciso; ambe di un sol vano terreno e così poste che potranno avere accesso e luce dalle cennate due vie in formazione, mentre dalle soglie delle loro porte, volgendo lo sguardo a nord-est, si potrà, e si può fin da ora, godere lo sfondo dei mare azzurro. Questi ordini di case, rispettivamente da nord-ovest a sud-est e da nord-est a sud-ovest, saranno senza dubbio continuati da altre case, di cui si prevede prossima la costruzione.

1- G. CONTEDDU, La spiaggia di S. Lucia di Siniscola, Sassari 1912

  

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