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Chiese
(1)
Il
sentimento religioso, che accompagnò sempre ed ovunque gli avi
nostri, non li abbandonò neppure nel loro soggiorno su questa
spiaggia. Da tempo remoto infatti sorse una chiesetta dedicata al
culto della Vergine Siracusana, precisamente nel sito ove ora
esiste la casa dei Dottor Conteddu Battista. La Santa, che Dante
cantò nel suo poema divino, diede nome alla regione. L'umile
chiesetta appariva manifestamente costrutta in due tempi diversi
ed in due parti. La prima, quella più riposta a sud-ovest, deve
essere stata costrutta in tempo anteriore e con migliore
architettura. Era ricoperta di volta massiccia a pietra e calce;
d'una sola navata; della lunghezza di circa m. 7,50 e della
larghezza di circa m. 3,50; con l'altare addossato alla
retrostante parete di sud-ovest, in cui esisteva l'unica nicchia
racchiudente il simulacro della Santa, il quale tuttora è qui
esposto alla venerazione dei fedeli. A destra ed a sinistra lungo
le pareti laterali correva un duplice ordine di sedili in muratura
destinati sopratutto ai sacerdoti ed alla gente di chiesa. La
seconda parte, quella anteriore, dovette essere di tempo
successivo a giudicare dal modo come appariva aggiunta alla prima,
in più grossolana architettura e con diversità di materiali, in
cui si notava la presenza dei fango collegante le pietre e
l'assoluta mancanza della calce, eccetto che nel rozzo intonaco
foderante le pareti e la volta. Pareti e volta erano formate di
pietra massiccia, disciolte da ogni regola d'arte e di piombo. Un
largo, libero ed arcuato vano metteva in comunicazione la prima
colla seconda parte.
Quest'ultima
era lunga circa m. 6 e larga m. 3. L'altezza complessiva della
chiesetta, proporzionata del resto alla sua larghezza, era così
modesta che il tempietto restava quasi totalmente coperto e
nascosto dalle sabbie della spiaggia. Nel 1878 appariva in così
cattivo stato di conservazione che il Reverendo Salvatore Casu ed
il Sig. Antonio Martini, rendendosi interpreti dei desideri della
popolazione di Siniscola, divisarono di erigere un nuovo tempio
alla venerata Santa Lucia, di dimensioni più vaste e di forma
architettonica più pregevole. Ben presto il nuovo tempio fu
consacrato al culto con quella solennità di cerimoniale che suole
andar congiunto a simili avvenimenti. Nel 1908 l'antica chiesetta
era ridotta quasi interamente ad un mucchio di rovine, degne di
rispetto per la loro storia, ma ben poco rispettate per
l'indecoroso uso cui furono abbandonate. Da questo misero stato il
Dottor Conteddu Battista redense quelle rovine ed il già sacro
sito, coll'assenso dell'Autorità Episcopale, mercè la erezione
della sua casetta su accennata. Nel settembre 1908 il nuovo tempio
ebbe dei restauri ad iniziativa sopratutto del Dottor Conteddu e
di Giov. Maria Martini fu Antonio. Segnatamente fu eseguito un
secondo tratto di volta dopo quello semisferico che già
ricopriva, fin dalla prima erezione del tempio, la sua parte più
interna, o dell'altare (abside). Il nuovo tempio si erge a
notevole altezza, snello e leggiadro nella sua fattura, circonfuso
in quella gloria di luce ed in quella dolcezza di tinte che
distinguono il cielo della bella spiaggia.
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