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Custode
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La
località non resta mai abbandonata a sè stessa. L'esistenza di
case e di oggetti in esse racchiusi fece ben presto sentire il
bisogno di destinare un uomo alla permanente custodia d'ogni cosa,
sopratutto nelle stagioni autunnale, invernale e primaverile, nei
tempi cioè in cui cessa la frequenza delle persone. Questo
bisogno intuì l'Efisio Conteddu, che fin dal 1897 indusse un suo
omonimo, il popolare e jeratico Paolo Conteddu, a trasferire in
questo luogo i suoi penati e la forza intimidatrice del suo
archibugio, affine di custodie tutto quanto i cittadini posseggono
qui per la villeggiatura estiva. Coadiuvato da due sue parenti, le
simpatiche e spiritose sorelle Teresa e Marianna Dalu, ed
allietato dal loro sorriso muliebre, che lenisce in lui gli
effetti dell'eremo e della solitudine, il buon Paolo disimpegnò
finora fedelmente il compito suo di custode. Chi non conosce la
figura di questo vecchio ottantenne dall'aspetto ora arzillo ed
ora da filosofo meditabondo, a seconda che il vento spira? A chi
è sconosciuta l'avvenenza della sempre, della perennemente
allegra e trillante Teresina? Chi non ha sentito il suo
ritornello:
Comare
quaeret amante cusinu
Pro
la tenner ricreata in sa catrea.
Comare
non bi andat a messare,
Cà
su sole li leat sa bellesa
Paolo
e Teresa son due personaggi che l'Avv. Conteddu ritenne degni
della storia, e cioè della storia di Santa Lucia, come primi
permanenti abitatori di essa nei tempi nostri. E perciò la figura
di entrambi, che giammai fian divisi, il Conteddu nel 1910 affidò
ad un artistico ingrandimento fotografico, che pende ad una parete
del suo salotto, quale oggetto reso sacro dall'autorità della
storia!
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