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Santa
Lucia e la Caletta
Su
Santa Lucia e La Caletta non vi sono molte informazioni storiche,
tranne quelle date dal La Marmora in maniera un po' contradditoria
sull'esistenza dei porti:
Siniscola
non ha altro sbocco al mare per le sue derrate che in un luogo
detto Santa Lucia dove si trova un piccolo seno ed una torre
presso la chiesa di questo nome, ma questo sito non è abbordabile
che per i piccoli bastimenti che vi caricano grano, vino e
formaggio, e per poco che il mare si faccia grosso in questa
spiaggia conviene di tirarli a terra.(...) La Galetta, dove oggi
si eseguisce il commercio di Siniscola è un punto interessante,
per l'imbarco della galena di provenienza della miniera di Lula.
(...) Per la qual cosa è uno sproposito la via litorale che hanno
tracciato evitando questo punto dove esistono i fabbricati degli
stabilimenti. Quindi la strada non dovrebbe toccare la cala di
Santa Lucia, la quale è abbandonata, e poco sicura. (...)
Condotta la strada alla Galetta, questo sito può divenir col
tempo una popolazione, perché l'aria è salubre, il terreno
fertile, e l'acqua dei pozzi è pure potabile, oltre che col tempo
si potrà fare una condotta d'acqua dalla montagna vicina(1).
Testimonianze
scritte sulla storia e sulla nascita della frazione di Santa Lucia
si possono desumere dal libretto dell'avv. Giovanni Conteddu edito
nel1912, dal titolo "La spiaggia di Santa Lucia di
Siniscola" che nell'ultimo capitolo ultimo,
"Avanzi di antichità" afferma:Che durante la
costruzione della casa del cap. Antonio Fenu nel 1908 e delle case
adiacenti che delimitano ad ovest il piazzale posteriore della
chiesa, mentre venivano eseguiti degli scavi sono venute alla luce
le fondamenta di antiche costruzioni formate da pietrame misto
calce.
Inoltre
aggiunge che altre
fondazioni furono rinvenute nell'area racchiusa dalla spiaggia
delle barche, la torre e la chiesa, e che dallo sviluppo di esse
si comprendeva appartenessero a case di epoca romana.
Che
negli anni successivi nell'intera regione furono rinvenuti
ritrovamenti di vasi e terrecotte antiche, ed anche di altri
manufatti edilizi che attestano l'esistenza di un insediamento
stabile già nel periodo romano, come anche del porto ubicato
appena a monte della spiaggia delle barche, del quale si ha
notizia attraverso gli scritti del:
-
Vitale nei suoi Annales Sardiniae, che parla di un Portum Romanum
Sanctes Luciae.
-
Di Raffaello Roncioni nelle sue "Storie Pisane", che fa
risalire all'anno 1003 uno sbarco di Santa Lucia, dove catturò
alcune imbarcazioni, e si spinse poi affrontare e saccheggiare il
borgo di Olbia.
-
Di Tola nel Codice Diplomatico della Sardegna, quando espone la
Relazione della visita pastorale del legato pontificio Federico
Visconti, Arcivescovo di Pisa, il quale il giorno 31 marzo 1263
sbarcò nel porto di Santa Lucia, proveniente da Olbia, per
incontrarvi il vescovo di Galtellì ed il giudice Gallurese
residente a Posada Don Giuffredo, e celebrò messa nella antica
chiesetta di Santa Lucia.
Nel
viaggio di ritorno nella penisola nello stesso documento si legge
che l'arcivescovo Visconti sbarcò nuovamente nel porto suddetto,
per recarsi a Galtellì a confermare l'elezione del nuovo vescovo.
Dell'antica
chiesetta di Santa Lucia si hanno riferimenti antichi anteriori
all'anno 1000, e pare che sorgesse alcune decine di metri a
nord-ovest di quella attuale, ivi costruita nel primo periodo
della dominazione pisana.
Subì
un ampliamento verso il 1300, data incisa su un architrave in
ginepro, che secondo la versione dell'avvocato Conteddu, era
sistemata nella porta d'ingresso della chiesa prima che questa non
andasse in completa rovina.
Altra
citazione che documenta l'esistenza della chiesa si deve
all'Angius, (Dizionario Geogr. Del Casalis - voce Siniscola), che
testualmente dice: "Chiesa antichissima, posta nella sponda
del seno, a ponente del promontorio e della torre del suo nome,
presso la quale (chiesetta) trovasi vestigie di antica
popolazione".
Monumento
rilevante di cui si hanno riferimenti storici e che ancora oggi si
conserva è la torre di Santa Lucia, che come scrive il Mannu fu
costruita per volere del re di Spagna Filippo II deciso, a seguito
delle frequenti incursioni piratesche, a realizzare su tutta la
fascia costiera sarda una serie di torri di avvistamento e di
difesa, soprattutto nei punti di sbarco (2).
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