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La
spiaggia di S. Lucia di Siniscola nel 1912 (1)
Sulla
costa orientale della Sardegna, a mezzodì dell'Isola di Tavolara
ed in vista di questa, in un ampio golfo, frastagliato da
insenature secondarie e costituito da un semicerchio avente i
punti estremi a Capo Pedrami ed a Capo Comino, giace un delizioso
tratto di spiaggia denominato di S. Lucia. Una spiaggia di cui le
parti caratteristiche consistono in un promontorio, proteso sul
mare per notevole tratto, ed in una successiva insenatura stretta
da due scogliere parallele.
Sul
promontorio, là dove la ripa declina sul mare ed un tratto di
scogliera offre i fianchi alla perenne flagellazione delle onde,
si eleva una vetusta torre, a forma lievemente conica,
giganteggiante tra le sue spire architettoniche ed incorniciata di
spaldi e merli. La sua mole imponente, la severità della sua
costruzione, manifestamente destinata a sostenere nel suo seno il
peso delle armi da fuoco e la esplosione della loro forza
terrificante, ammonisce subito il visitatore che egli si trova
d'inanzi ad un edifizio quivi situato a difesa ed a rispetto della
bella località, tutto atteggiato alla gravità d'un colosso
ciclopico ed alla austera leggiadria dei castelli dell'Età di
Mezzo.
La
suddetta insenatura, tanto arcigna nelle sue dure scogliere,
quanto dolce e candida nella sua riposta parte semilunare, si
presenta come un sito meravigliosamente atto ai bagni nel mare
azzurro e dilettoso. La popolazione della vicina Siniscola ne
comprende i vantaggi e le delizie, e vi accorre numerosa nella
stagione estiva per trovarvi refrigerio dalle intemperanze dei
clima. Nelle due scogliere ravvisa come due immensi spogliatoi
esposti al cielo libero e vivificante: quello a destra,
sottostante e nascosto dalla ripa, destinato alle donne - quello
di sinistra, più aperto ed a notevole distanza dal primo,
destinato agli uomini. Dalla parte di terra uno spesso stratto di
candida sabbia riveste la riva asciutta e rende soffice il fondo
dei mare, sempre limpido e diafano. La sabbia ora accennata è
quella stessa, che, opera lenta ed impercettibile dei secoli,
costituisce le note e caratteristiche dune sopra una zona che
stringe in un semicerchio il tratto di spiaggia in discorso. E’
sabbia d'uno speciale candore e d'una finezza che la rende
ricercata anche a tavolino per la sua efficacia assorbente
l'inchiostro. Queste dune sono qua e là sormontate dal verde
dello sparto, dei giunchi e del tamerice; piante tutte che
spiccano al sommo delle bianche montagnette degradanti in fianchi
candidi, che L'azione del vento riga e solca in modo bizzarro e
meravigliosamente bello. Le lievi e graziose ondulazioni di questo
enorme lenzuolo presentano di solito le impronte delle lepri e
dell'altra selvaggina che popolano la bella contrada.
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