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 Sardegna : storia 
 

   

Quadro storico della Sardegna (1) 

Abitata da antichissime genti, l’isola fu visitata dai Fenici che terminarono la conquista delle coste nei secoli VII e VI a.C., dai Greci, che vi fondarono colonie, e dai Cartaginesi (50 a.C.), che divennero dominatori di tutta l’isola.

In seguito alla prima guerra punica la Sardegna con la Sicilia passò sotto i Romani (238 a.C.)e godette di un periodo di prosperità.

Caduta Roma fu invasa successivamente dai Vandali (350 d.C.), Ostrogoti, Greci, Arabi, finchè nel 1050, con la cacciata dei Saraceni venne divisa tra Genovesi e Pisani.

I quattro giudici pisani insieme con quelli genovesi provocarono un gran disordine ed re di Sardegna, nominati in seguito dagli imperatori Federico I e II, lo furono solo di nome. Nel 1328 L’isola passava agli Aragonesi, nel 1355 ebbe accordato una specie di parlamento e nel 1421 vi si applicò il Codice di leggi di Eleonora D’Arborea.

Dal 1479 fu retta da governatori Spagnoli, nel 1708 venne conquistata dagli Inglesi e nel 1713 col trattato di Utrecht passò all’Austria.

Questa nel 1720 la cedette cl trattato dell’Aja, in cambio della Sicilia, a Vittorio Amedeo II duca di Savoia che prese il titolo di Re di Sardegna.

La Francia tentò invano di impadronirsi dell’isola (1792-1793).

Furono Re di Sardegna: Vittorio Amedeo II (1720-1730), il figlio Carlo Emanuele III sino al 1773, il figlio di lui Vittorio Amedeo III (1773-1796), il figlio Carlo Emanuele IV (1796-1802), che perdette il Piemonte, si ritirò a Cagliari e abdicò poi a favore del fratello Vittorio Emanuele I. Questi soggiornò prima nell’isola fin quando rientrò a Torino nel 1814 e l’anno dopo al Congresso di Vienna riaveva tutti i suoi Stati, ma nel 1821 abdicò a favore di Carlo Felice che regnò per 10 ani con governo assoluto; con lui si spense il ramo diretto di Casa Savoia.

Nel 1831 successe il ramo di Carignano con Carlo Alberto, il quale nel 1848 promulgò una Costituzione liberale, e abdicò nel 1849 a favore del figlio Vittorio Emanuele II che il 17 marzo 1861 divenne Re D’Italia: così la Sardegna cessò di essere uno stato e divenne una parte amministrativa del regno d’Italia.

Nella II guerra mondiale l’isola fu base aerea per la sorveglianza del Mediterraneo occidentale.

Dopo lo sbarco degli alleati in Nord-Africa subì bombardamenti che non causarono grossi danni. Gli Angloamericani sbarcarono nell’isola nel 1943 e finita la guerra vi rientrarono gli esuli i quali si proposero il conseguimento della autonomia regionale ottenuta poi dall’Assemblea Costituente Italiana e sancita con l’approvazione dello Statuto Speciale in forza della Legge Costituzionale 26 febbraio 1948 n. 3 la quale ha attribuito la potestà legislativa al Consiglio Regionale; ed ha affidato il potere esecutivo alla Giunta Regionale, cioè al Presidente e agli assessori proposti dal consiglio ai singoli rami dell’amministrazione.

Con tutto ciò e con le modifiche apportate (1953) allo Statuto Regionale, prese l’avvio un autentico processo di risanamento economico e sociale attraverso l’attuazione di un programma preciso di rinnovamento il quale cominciò con l’estirpazione della malaria – fatto preliminare indispensabile – compiuto tra il 1946 ed il 1950 dall’Ente Regionale per la lotta Antianofelica che operò con finanziamenti e sotto la direzione di tecnici della Rockfeller Foundation.

 

1- 10° comunità montana delle Baronie – Siniscola- Progetto riserva naturalistica e attrezzata di monte Albo e Berchida.

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