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Il nostro territorio comprendente Siniscola, Posada, Torpè e Lodè è dotato di un notevole patrimonio naturale (mare, montagna, lago e fiume) e di un altrettanto ricco patrimonio archeologico-culturale. Fin dai primi anni del dopoguerra si è proposto come meta di flussi turistici che sono gradualmente cresciuti, fino a farne, ai giorni nostri, località molto conosciute. Nonostante la naturale vocazione il settore turistico non ha ancora raggiunto il suo apice di sviluppo, forse a causa dell’assenza di imprenditorialità specifica e della propensione verso altre attività da parte degli abitanti, forse a causa di un’attività promozionale carente e poco convinta da parte dei comuni e degli altri enti pubblici, forse a causa di eccessivi vincoli legislativi verso l’uso del territorio. La capacità ricettiva alberghiera e delle strutture ricettive complementari, attualmente, risulta limitata. Più ampia é invece la ricettività delle seconde case.
Il flusso turistico dunque pur non esaurendo le potenzialità del territorio, in quanto a densità turistica, è comunque notevole e genera i suoi effetti positivi sull’economia della zona e purtroppo manifesta anche degli svantaggi per la popolazione locale quali: il sovraffollamento delle spiagge e dei servizi (poste, negozi, meccanici ecc.), l’aumento dei prezzi, la carenza d’acqua potabile, il problema dell’inquinamento dai reflui fognari e dai rifiuti solidi urbani, la generazione di abitudini di consumo nuove e più costose, la perdita di identità e della lingua, attraverso la commercializzazione dei propri usi, tradizioni, costumi e della cultura più in generale.
Perciò nonostante il turismo abbia generato un aumento del reddito della popolazione locale, sia occasione di divertimento, di scambio e crescita culturale, trova ostacoli e ostilità da parte di una fascia crescente della popolazione.
Per misurare e conoscere meglio questo fenomeno abbiamo prodotto e somministrato un questionario tendente ad accertare il grado di ostilità della popolazione locale nei confronti del turismo. La ricerca ha riguardato un campione significativo della popolazione locale. I risultati della ricerca si possono così sintetizzare:
Ø La distribuzione per residenza ha accertato che coloro che provano più fastidi (13,84%) a causa dei turisti sono le persone residenti nei paesi costieri (Siniscola e Posada), mentre le persone abitanti i paesi interni (Torpè-Lodè) non manifestano fastidi (0%), al contrario ne apprezzano soprattutto i vantaggi;
Ø La distribuzione per età e sesso evidenzia che a provare più fastidi sono gli individui maschi di età compresa tra i 15 e i 24 anni(16,07%), mentre chi trova più vantaggi sono gli individui che hanno dai 45 ai 64 anni;
Ø La distribuzione per professione ha evidenziato che chi trova più svantaggi durante la stagione estiva sono i non occupati (11,84%), a seguire i lavoratori autonomi e imprenditori (11,75%,) infine i lavoratori dipendenti (8,57%). Tra questi ultimi il grado di ostilità maggiore si è riscontrato tra i dipendenti occupati nelle attività ricettive(25%). Al contrario gli occupati nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’artigianato non provano nessun tipo di fastidio. Fra gli indipendenti possiamo notare che i più ostili verso il turismo sono gli appartenenti al settore agricolo (25%) e al commercio (20%). Fra i non occupati a sorpresa al primo posto per grado di ostilità si collocano gli studenti (15,56%) seguiti dai disoccupati (15,38%) e dalle casalinghe con un 11,32%.
Analizzando questi risultati e le risultanze storiche ci si rende conto che il fenomeno è in crescita e che se non verrà controllato potrebbe indurre una disaffezione dei turisti nei confronti di questa zona e generare una regressione delle presenze e dell’apporto economico del settore al sistema economico locale. Potrebbe generarsi cioè una spirale perversa che porterebbe la nostra zona nella fase di “declino”. A questo punto per riportare la zona in una fase di sviluppo, recuperare cioè a posteriori, sarebbe necessario fare notevoli investimenti in attività promozionali e nella ristrutturazione delle strutture e infrastrutture turistiche.
Occorre pertanto intervenire preventivamente con adeguate misure di recupero nei confronti dei soggetti infastiditi o comunque insoddisfatti dagli effetti del flusso turistico, in modo da migliorare il rapporto fra la popolazione locale e il turismo. Bisogna sensibilizzare i nostri concittadini verso il” giusto spirito di servizio” e verso l’acquisizione di un’adeguata professionalità per generare un processo di “fidelizzazione” dei visitatori.
Il personale preparato e una popolazione positivamente consenziente costituiscono, infatti, il fattore primario per assicurare una rapida e forte crescita del settore, che nella nostra zona deve però essere accompagnata dalla creazione di nuove strutture ricettive e di svago per il tempo libero, deve essere migliorata la dotazione infrastrutturale quali la viabilità, gli impianti tecnologici (idrico e fognario), il porto e l’attrezzatura delle spiagge (chioschi, servizi, parcheggi, servizio di salvataggio ecc.)
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