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 Turismo

Turismo a Siniscola in rapporto allo sviluppo turistico in Sardegna

Diversificazione dei Modelli Turistici per Zone

 

Il territorio di Siniscola non può essere, vincolato da un progetto turistico unitario: il sistema territorio ‑ ambiente composito emerge chiaramente dalla stessa configurazione attuale.

 

Tre le zone già delineate dallo sviluppo “spontaneo": La Caletta, Santa Lucia, Capo Comino e Berchida Occorre partire da questa situazione di fatto: una zona di densa edificabilità, una di media e un'altra di minima edificabilità. A questa diversa tipologia corrispondono differenti modelli culturali.

 

Questa diversificazione in zone risulta positiva anche per dare risposte più complesse e pertinenti ai nuovi bisogni e gusti del turismo contemporaneo.

 

Progetto culturale per Berchida – Capo Comino

 

Berchida costituisce un'ipotesi dì lavoro e di progettazione per un turismo inedito.

 

Si tratta di sfuggire alla tipologia ormai standard delle località tipiche turistiche (Budoni, S. Teodoro). Occorre attribuire a Berchida una facies particolare, con caratteri specifici alle proprietà territoriali e culturali rispondenti al modello che si vuole attuare.

 

Occorre fare il punto sul turismo oggi in Italia e in Europa: essere pronti ad approfittare delle tendenze turistiche del mondo attuale.

 

Anticipare le occasioni, prevedere lo possibili evoluzioni, per sfruttare un particolare settore che altri lasciano in ombra.

 

Dove va il turismo del 2000?

 

Quali nuove istanze stanno maturando nella società postindustriale?

 

Un'analisi delle nuove esigenze socio ‑ culturali che stanno maturando in questi ultimi anni, la “spinta verde" ecologista, sembrano consolidare sentimenti collettivi e tendenze culturali non più ristrette a minoranze di gruppi.

 

Si sta facendo una "domanda di natura", non tanto come idillio passatista e bucolico, quanto come risposta diffusa a un certo tipo di sviluppo distorto, rapace e inquinante.

 

E' un nuovo progetto socio ‑ culturale di cui si avverte l'esigenza non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche nelle scuole, nel gusto e nella pubblicità, nei mass media.

 

C'è inoltre in Italia e in Europa (basti pensare ai nuovi model li tedeschi) l'esigenza di un turismo meno standardizzato: un atteggiamento trasversale rispetto al modello corrente.

 

Un turismo che risponda a queste esigenze in Europa può essere offerto da ben poche regioni; la Sardegna è certamente una di queste e anzi vi occupa un posto di primo rilievo.

 

Il tratto di costa più idoneo è certamente quello che va da La Caletta di Siniscola ad Arbatax. Il diffondersi di questa "domanda di natura" si contrappone alla concezione tradizionale che il turismo finora ha imposto: "natura da costruire".

 

Certo il turismo ha sempre detto che la materia prima è la natura, e forse è veritiero nel momento della scelta del sito, ma quando si realizza il progetto, la funzione economicistica diventa preponderante. Secondo questa pratica pubblicitaria, l'obiettivo era di dare al cliente natura e cultura, ambiente selvaggio e confort urbano. Questa proposta non è più vissuta come un'evidente contraddizione, perché risponde alla dicotomia insita nella mentalità del turista stesso. Questi infatti ha un sentimento archetipico della natura, quello che genericamente si definisce "romantico", ma tale sentimento non si traduce in pratica turistica.

 

Il turista consuma la natura secondo i bisogni della società urbanizzata da cui proviene.

 

C'è, per così dire, un'esigenza naturale che si manifesta secondo la pratica di un linguaggio artificiale.

 

Bisogna evidenziare due fatti per capire la logica dell'economia turistica anche in Sardegna:

 

1)    sono in diminuzione le risorse ecologiche in generale, sono compromessi mare e coste;

 

2)    sono in aumento le strutture ricettive; spazi e forme del divertimento, sport.

 

La strada dello sfruttamento intensivo, normalmente praticata, non sempre manifesta immediatamente il degrado progressivo e inarrestabile.

 

Oggi alla Sardegna si imputa la mancanza di una valida offerta di prodotto turistico in termini di servizi: si pretende un alto livello di servizi e strutture per frequentare una determinata area turistica. In questa prospettiva l'immagine futura del turismo sardo lascia prevedere una aumento sensibile di interventi umani nel territorio attraverso la realizzazione di strutture di vario tipo.

 

Si riduce drasticamente l'attrattiva ecologica. Sembra che il luogo turistico diventi competitivo solo con un incremento delle attrezzature turistiche.

 

Da questo quadro generale emerge come decisiva la tutela del capitale ecologico, "garantire la tutela ambientale è oggi soddisfacimento di bisogni sociali e quindi è economia".

 

La questione è appunto questa: come tradurre il capitale ecologico di Berchida in risorsa economica per Siniscola?

 

La località se lasciata alla sua "natura originaria" è destinata alla disgregazione : meta di presenze incontrollate e necessariamente vandaliche. Diverrebbe valvola di sfogo di molte altre spiagge affollate, verrebbe portata al degrado da "turisti insoddisfatti".

 

Oggi non esiste più il concetto di natura lasciata a se stessa: il risultato è la destinazione inesorabile a pattumiera della zona.

 

Dunque Berchida può porsi come luogo idoneo per quel settore, sempre più ampio, di turisti che hanno esigenze e cultura ecologica.

 

7.2. POSSIBILI PRESENZE CHE ISTITUISCANO LA FORMA DEL TERRITORIO

 

1) Orto Botanico: tutte le essenze locali e con specie particolari adatte all'ambiente;

 

2) Mostra Marina

 

3) Esposizione Archeologica

 

4) Museo della Civiltà Contadina

 

5) Esposizione dell’artigianato.

 

E' una strategia focalizzata su una determinata categoria di potenziali clienti: si individuano segmenti e relativi orientamenti in relazione a questa "forma turistica" e alle modalità di godimento della vacanza.

 

Tali strutture avrebbero un effetto qualificante per una serie di utenze, sia specialistiche che generiche.

 

Flussi turistici come alternativa specialistica: associazioni naturalistiche, ambientalisti, visite studentesche, soggiorni di studio e di ricreazione, appassionati di turismo ecologico.

 

Un insediamento di tal genere acquisterebbe un rilievo ancora maggiore se collocato dentro un parco marino - litoraneo e un parco montano. E' importante il rapporto con l'entroterra montano e collinare.

 

Punti rilevanti di un simile ampliamento sono:

 

1) viste, panorami, elementi paesaggistici;

 

2) natura

 

3) ecologia

 

Ciò permetterebbe un escursionismo organizzato, verso un territorio di grande interesse: grotte, pietraie, dirupi, canaloni, fiumi sotterranei.

 

Il Monte Albo è una risorsa naturalistica di grande interesse, non solo come viste panoramiche di affascinante effetto ma anche ambiente di flora e di fauna particolare.

 

C'è poi l'escursionismo archeologico: nuraghi, domus de jana, ecc.

 

Secondo questo modello è possibile impostare una più positiva concezione della natura:

 

1)    ricerca di un contatto più vero con la natura attraverso la conoscenza di luoghi e il rapporto diretto con le persone;

 

2)    ricerca non folcloristica della cultura sarda: storia, arte, usanze, riti.

3) ricerca di salute, riposo, dolcezza del clima, silenzio.

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