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2.1. IL MODELLO DELLA COLONIZZAZIONE ARISTOCRATICA.
E'
il tipico modello turistico sardo *pianificato dal grande e medio
capitale.
Il
modello più alto di tipo l'aristocratico" la Costa Smeralda,
ma ci sono anche molti altri modelli svizzeri, tedeschi, milanesi,
veneziani, bolognesi.
Quali
sono i caratteri del modello aristocratico? Una società finanziaria
lancia un progetto di valorizzazione, generalmente non senza una
violenza sul paesaggio e con uno stile edilizio che ostenta un
distacco tra i villeggianti e popolazione locale. I turisti che
verranno fanno già parte dell'organizzazione generale del
villaggio.
Il
carattere precipuo dì tale tipo di turismo è quello di essere
integrale: economia e cultura sono importate e non ammettono
interferenze dall'esterno. Il complesso turistico è
l'autosufficiente":
locali
di svago, negozi, boutique, gioiellerie, rivendite fanno parte
dell'organizzazione del villaggio. Pianterreni e interrati sono
mostre dell'artigianato di lusso per una clientela raffinata.
Difficilmente vi entrano i prodotti locali; il personale
generalmente non è nativo.
Questo
modello altamente selettivo si sta ora sviluppando anche nella
direzione di un certo tipo di turismo medio e di massa selezionata.
Mandrie di turisti sbarcano e vengono avviate verso i villaggi della
colonizzazione.
Una
sorta di ghetti dove i contatti con i nativi sono limitati ai
camerieri da tavola e alle ragazze ai piani. Anche il cibo consumato
in questi grandi complessi è raramente prodotto sul posto, per una
comodità oggettiva: il rifocillamento giornaliero di centinaia e
migliaia di persone meglio si provvede sulla scorta di contatti con
fornitori specializzati anziché dentro le intese con una miriade di
agricoltori locali. Presuppongono dunque un'organizzazione agricola
capace di interessare la controparte e di soddisfare esigenze di
larga scala.
Questa
tipologia ha ovviamente risvolti culturali ben precisi e
caratterizzati.
E'
un tipo di turismo che predilige l'aristocratico utilizza la storia
del luogo come "mondo arcaico", come mistero fittizio di
un tempo senza eventi umani. Desidera trasmutare i fattori storici
locali in elementi naturali o mitici. In questa dimensione
preistorica è accondiscendente verso tutto ciò in cui si imbatte,
ama ciò che è indigeno proprio perché non gli attribuisce alcuna
contraddizione storica. Infatti le cose indigene sono belle,
tipiche; le usanze sono interessanti e divertenti. E' quel tipico
tratto di certa cultura aristocratica tra sapienza turistica e
rozzezza etnologica ca. Si tratta di un turista che osserva tutto ciò
che incontra nei suoi percorsi senza mettere in conto
i rischi di un fraintendimento. Non incontra mai qualcosa che
non sia assimilabile, di esistenzialmente irriducibile al consumo
turistico.
Della
realtà locale può godere di alcune manifestazioni folcloristiche,
di alcune specialità tradizionali come prodotti di cultura
consumistica.
Che
cosa può dare agli abitanti del luogo? Il turista, nella sua
pratica di vacanza, non è un cittadino, gode altrove di una
appartenenza giuridica e storica, nel luogo dove vive e lavora.
Statutariamente
il turismo disconosce la politica, proprio perché essa è qualcosa
che riguarda il tempo di lavoro e non il tempo della vacanza.
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