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Turismo e Relazione col Mondo Locale
Ipotizzare
le possibili trasformazioni di comportamento, di mentalità e di
comunicazione nell'impatto tra mondo locale e apparato turistico non
è facile. Ma certamente si sottovaluta la forza disgregante che il
turismo esercita sulla cultura tradizionale. Esso determina un
progressivo spostamento della sensibilità e delle preferenze, e
insieme una modificazione dell'immaginario collettivo.
Già
a livello urbanistico bisogna porre il rapporto tra micro - ambiente
turistico e macro ‑ ambiente urbano: ambienti interagenti o
comparti stagno?
Il
complesso turistico tende a porsi come "labirinto del
divertimento", o come “effetto quartiere” rispetto alla
realtà urbana: contrapposizione bipolare tra sistema turistico da
un lato e ambiente paesano dall'altro.
I
nativi non vengono a far parte del sistema economico e sociale del
turismo, e tuttavia interazione, consumi, atmosfere percettive e
immaginative operano una disgregazione della mentalità dando
l'illusione di un coinvolgimento assolutamente fittizio; induzione a
un'atmosfera.
Spesso
il turismo tende a disgregare il tessuto sociale, gli abitanti del
paese sono apparentemente dentro il fascio luminoso della sembianza
turistica ma in realtà sono condannati alla solitudine nella loro
stessa dimora.
La
rivoluzione turistica è solo "culturale", nel senso dei
comportamenti indotti, e riguarda più i modi del divertimento che
però è uno svago in funzione del consumo.
Certamente
la “forma turistica” irrompe nella storia siniscolese con
l'impronta di un certo tipo di emancipazione: si tratta di osservare
e di impedire che questa emancipazione si ponga come processo
“conservatore”, come modernizzazione epidermica, senza un
rapporto tra pretese e possibilità reali.
Il
turismo innesca un sistema di bisogni, un riassetto complessivo del
sistema dei bisogni: gli apparati dì acculturazione turistica
guidano la dinamica delle preferenze e dei gusti dei nativi e
modificano i bisogni e i soddisfacimenti.
Si
preferisce analizzare i possibili aspetti negativi del turismo,
proprio per impostare uno sviluppo turistico che si indirizzi verso
un controllo di questi pericoli e verso la promozione di un contatto
economico e culturale veramente produttivo per il futuro di
Siniscola.
I
progetti turistici devono sfuggire alla concezione del paesaggio
come "sfondo pittorico", come natura da godere
illusoriamente in senso pseudo ‑ romantico. Occorre creare un
ambiente dove tutto tende a conciliarsi: uomo e natura, romanticismo
e conoscenza, misura e sentimento della realtà.
Rende
questo paesaggio un "territorio", spazio operativo ed
economico ‑ sociale nel complesso delle sue componenti umane
esige una preoccupazione antropologica nell'impostazione del piano
di fabbricazione turistico. Quindi la conoscenza dei fini che, con
l'opera turistica, i programmatori si propongono: fini e possibilità
realizzative entrano nei mezzi e nelle esigenze di una civiltà
particolare.
L'ideale
del rapporto corretto nei contatti culturali è che l'agire
comunicativo ingeneri consenso tramite un'interpretazione
controllata negoziata dei valori e delle norme: che nasca dalla
partecipazione degli agenti sociali al processo di turisticizzazione
che elabori e sancisca nuovi valori e norme in cui gli stessi
agenti
sociali devono poi riconoscersi.
Il
turismo non è "forma, colore, luce che possono essere
abbracciati dallo sguardo", è invece "volume, spessore,
ingombro, viabilità, incontro e violenza delle persone".
D'altro
canto Siniscola non può rispondere alle sollecitazioni turistiche
che la difesa di una cultura chiusa, angustamente etnografica.
Bisogna aprirsi a segni e interventi modificatori dell'ambiente e
della società.
Si
tratta di fare i conti con una struttura economica e culturale che
non appartiene alla tradizione e che può offrire contatti tra
culture in un rapporto di integrazione attiva, con nuovi
assestamenti tipici di ogni dinamismo culturale. Alla disgregazione
turistica si risponde con esperienze e capacità in grado di
consentire adattamenti a situazioni e ambienti diversi.
Perciò
occorre un'organizzazione forte: nuovi strumenti e nuove istituzioni
che sappiano far fronte al nuovo.
Non
è immaginabile che il suolo, lo spazio debbano essere sempre e
comunque merce: occorre riservare spazi siniscolesi socio culturali
nel complesso turistico: destinazione di aree pubbliche inserite
nella funzione operativa del turismo. Locali interni e spazi esterni
che permettano e favoriscano una serie di scene per l'economia mia e
per la cultura. Contro l'uso privato di aggregazione corporativa
necessitano interventi che contemplino un valido “equipaggiamento
sociale". Altrimenti Siniscola subisce la forza affascinante
dell'atmosfera incantata del turismo ma in realtà manca ogni
rapporto reale costruttivo.
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